Consulta Tav: ''Cosa ne sarà adesso dell'area ex-Macelli?''

Le ruspe hanno già operato all'interno del complesso ottocentesco, opera pubblica dell'architetto Poggi. Con i cittadini presenti Giovanni Galli, Ornella De Zordo, Mario Razzanelli e Valdo Spini.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 ottobre 2009 15:09
Consulta Tav: ''Cosa ne sarà adesso dell'area ex-Macelli?''

I cittadini riuniti nella Consulta Tav hanno lanciato oggi una richiesta a seguito delle dichiarazioni espresse dal primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, nelle ultime ore. Ritrovatisi davanti all'area degli ex-Macelli che presenta ad oggi il cantiere propedeutico alla realizzazione della sottostazione per l'Alta Velocità, già denominata ex-Foster (deve essere destino dell'area in oggetto esser definita ex), hanno sostenuto a gran voce la necessità di rivedere ulteriormente ed in modo analitico il progetto nel proprio complesso.

"Siamo soddisfatti sì, ma non del tutto e non abbastanza" si potrebbe riassumere così il pensiero unanime dei relatori rappresentanti le varie componenti sociali e territoriali che convergono nella Consulta. Riassumibile anche un più amaro "il danno è fatto" nel vedere come le ruspe abbiano già operato all'interno del complesso ottocentesco, opera pubblica datata architetto Poggi. Per quanto infatti sia giunta come buon auspicio la decisione di Matteo Renzi, restano irrisolti numerosi nodi, relativi anche allo studio sull'impatto ambientale che non vedrebbe nella sola sottostazione i propri mali neppure troppo nascosti.

"2 tunnel di 7 km larghi ciascuno 9,5 m" questo resta il pensiero fisso dei cittadini che non se la sentono di aspettare nell'ombra e preferirebbero un maggiore coinvolgimento nelle scelte che interessano da vicino loro e le future generazioni. Quello che chiedono i cittadini è un ascolto a trecentosessanta gradi dei problemi sollevati in questi anni, "il sottoattraversamento incide quanto la Stazione" sostiene la consigliera comunale Ornella De Zordo. La stessa capogruppo di perUnaltracittà ha presentato una mozione urgente di sospensione dei lavori, aggiungendo "credo sia un atto dovuto dopo le parole del Sindaco". Al fianco dei cittadini anche Mario Razzanelli e Valdo Spini, entrambi rivendicano la paternità di una decisione già prevista nei rispettivi programmi ed in netta chiusura con la precedente amministrazione.

Spini chiede "un confronto aperto anche in Consiglio comunale, in modo da riportare la discussione alla pubblica valutazione, già lunedì 19 potrebbe essere la data giusta". Più defilato, ma presente, anche Giovanni Galli che si arrampica al cancello delimitante il Parco e sbircia all'interno per rendersi conto concretamente dello stato dei lavori. I cittadini sottolineano come non sia loro competenza suggerire variazioni o valutare i progetti (sorridono però se si nominano i due ascensori prospettati da Renzi), ma richiamano l'attenzione sul diritto inviolabile all'informazione ed alla sollecitazione dei propri rappresentanti istituzionali con domande mirate, sul nuovo disegno previsto e l'impatto che questo avrà sulla città e non ultima, così come non meno importante: "Cosa ne sarà adesso dell'area cantierizzata dopo questo cambiamento di previsioni?".

Si tratterà ora di dare un corso amministrativo alle autorevoli dichiarazioni, legando scripta manent i rapporti di interconnessione tra i soggetti interessati, con i cittadini che restano ben attenti e si impegnano a promuovere ulteriormente la partecipazione pubblica attorno ad un tema che resta prioritario per il futuro di Firenze. Antonio Lenoci

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