Diminuiscono i rifiuti, aumenta la differenziata

Presentati i dati certificati 2008: la Rd sale di 3 punti e sfiora il 37%. l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini: «Buoni risultati ma la vera sfida è il riciclo». Convocati i consorzi


AMBIENTE — La raccolta differenziata in Toscana sale e, per la prima volta dopo anni di attestazione intorno al 33,5%, compie un salto di ben 3 punti ed arriva al 36,58%. Un dato reso particolarmente significativo anche da un altro risultato faticosamente raggiunto: la riduzione della produzione pro-capite di rifiuti urbani, passata da 693 a 684 kg per abitante in un anno. Un dato certificato che conferma l'andamento decrescente degli ultimi due anni, anche se la produzione totale di rifiuti urbani si è attestata a 2.540.588 tonnellate, con una flessione lieve (-0,4%) rispetto all'anno precedente.

Da segnalare, tra le realtà più virtuose, l'intero Ato 8 di Siena, che ha superato la quota del 45% fissata dalla normativa nazionale per il 2008, ed il Comune di Montespertoli, che ha raccolto in forma differenziata ben l'86,52% del totale dei rifiuti urbani prodotti.

"Iniziamo - spiega l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - a vedere i risultati del grande impegno che la Regione ha dedicato a riorganizzare il sistema di gestione dei rifiuti, a promuovere ed innovare la raccolta differenziata".

Il riciclo è la vera sfida
La vera sfida del futuro per la Toscana sarà il riciclo effettivo dei materiali raccolti.
L'assessore regionale Bramerini sottolinea che "tutti dobbiamo aver presente che l'obiettivo non è solo quello di raccogliere in maniera separata i rifiuti, quanto quello di farli tornare a nuova vita riutilizzando la materia di cui sono composti".
"Per ottenere questo - prosegue - oltre a fare una raccolta differenziata di qualità, occorre promuovere produzione e mercati di sbocco. Soprattutto in quelle filiere critiche come il compost e la plastica".

L'assessore ha già convocato una riunione con i Consorzi di queste due filiere, insieme all’imprenditoria toscana che trasforma queste materie in prodotti e con quella che li commercializza.

"Dobbiamo dar modo ai cittadini - spiega - di vedere concretamente gli oggetti prodotti dai loro rifiuti e i frutti del loro impegno nel differenziare. Sarà un modo per valorizzare le buone pratiche delle famiglie, spingere le pubbliche amministrazioni a fare più 'acquisti verdi' e promuovere le aziende regionali che già operano nella green economy".

I numeri della raccolta differenziata in Toscana
Per il 2008 la certificazione compiuta dall'Agenzia regionale recupero risorse (Arrr) sulla raccolta differenziata toscana, ha riguardato ancora i 10 vecchi Ato provinciali, sostituiti solo a fine anno dai tre nuovi ambiti Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana Sud (come previsto dalla lr 61/2007).

Anche nel 2008 si conferma il primato dell'Ato 8 di Siena, che con il 45,43% è stato l'unico ambito ad aver superato l'obiettivo del 45% posto dalla normativa nazionale. Seguono Lucca con il 43,05%, Prato con il 43,02%, Firenze con il 39,78%, Pistoia (accorpata al Circondario empolese-Val d'Elsa) con il 36,70%, Pisa a quota 36,14%, Livorno a 35,67%, Arezzo a 30,74%, Grosseto con il 28% e infine Massa Carrara con il 26,15%.

Dentro i cassonetti colorati e nelle campane multimateriale nel 2008 sono stati depositate 300.649 tonnellate di carta e cartone (34,8% del totale RD), 166.880 tonnellate di rifiuti organici (19,3%), 102.527 tonnellate di sfalci e potature (11,9%), 76.467 tonnellate di legno (8,8%), 85.132 tonnellate di vetro (9,8%), 36.698 tonnellate di metallo (4,2%), 38.795 tonnellate di plastica (4,5%), 29.674 tonnellate di rifiuti ingombranti (3,4%), 7.545 tonnellate di stracci (0,9%), 4.377 tonnellate di lattine (0,5%), 2.028 tonnellate di rifiuti urbani pericolosi (ad esempio pile esaurite) che rappresentano lo 0,2%, ed infine 13.987 tonnellate di altri rifiuti da Rd (1,6%).

La raccolta differenziata pro capite annua regionale è stata pari a 233 kg per abitante. Questo dato è variabile a seconda delle Province: ad Arezzo i kg pro capite sono stati 169; a Firenze 242, a Grosseto 193, a Livorno 235, a Lucca 294, a Massa-Carrara 168, a Pisa 206, a Pistoia 202, a Prato 305, a Siena 280.

I Comuni più virtuosi
Sono in tutto 29 (23 più altri 6 della Provincia di Siena) i Comuni toscani che nel corso del 2008 hanno raccolto in forma differenziata più del 45% dei rifiuti da loro prodotti. Ecco l'elenco: Montespertoli (86,52%), Capannori (69,18%), Porcari (62,90%), Villa Basilica (59,57%), Tavarnelle Val di Pesa (57,54%), San Quirico d'Orcia (56,2%), Buonconvento (56,12%), Colle di Val d'Elsa (56,01%), Casole d'Elsa (53,33%), Sovicille (52,68%), Rufina (51,58%), Monteriggioni (51,47%), Vaiano (50,62%), Poggibonsi (50,82%), San Gimignano (50,56%), Castagneto Carducci (50,44%), Sansepolcro (49,92%), Monteroni d'Arbia (49,69%),Sesto Fiorentino (48,68%), Capraia e Limite (48,38%), Lucca (47,79%), Pergine Valdarno (47,66%), San Vincenzo (47,64%), Asciano (47,47%), Monteverdi Marittimo (47,20%), Massa e Cozzile (47,06%), Calenzano (46,4%), Montalcino (45,92%), Siena (45,84%).

"Le politiche di Firenze sui rifiuti sono totalmente deficitarie". Sono le parole della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo nel commentare i dati sulla raccolta differenziata diffusi oggi dalla Regione Toscana: nel Comune di Firenze solo il 37,26% dei rifiuti prodotti viene recuperato per essere destinato a nuova vita. "Firenze è da molto tempo ormai al di sotto degli obiettivi minimi fissati per la raccolta differenziata - ha detto De Zordo - allo stato attuale gli amministratori locali si segnalano solo per le loro dichiarazioni, un po' per sentito dire, sulla green economy, ma a quanto pare non hanno la più pallida idea di cosa sia una politica di sistema capace di alleggerire la produzione di rifiuti, favorire il loro recupero e cancellare l'antistorica e pericolosa costruzione di inceneritori. La cosa più grave è che le buone pratiche nel settore non mancano, ma vengono ignorate: questo fa nascere il sospetto che dietro la loro incapacità in realtà si celi una sorta di cattiva fede, utile a favorire le grandi imprese che costruiscono gli inceneritori". Le cifre sulla raccolta differenziata sono state rese note all'indomani dell'approvazione in Consiglio Comunale della mozione che impegna il sindaco ad anticipare l'abolizione dei sacchetti di plastica, già prevista a livello nazionale per il 2011, sulla quale Ornella De Zordo si è espressa favorevolmente. «E' doveroso che Firenze anticipi l'abolizione delle buste di plastica – ha commentato De Zordo – ma questo non può che essere un primo passo verso una gestione diversa dei rifiuti: Iniziative come l'abolizione delle buste non devono rimanere fini a se stesse. La giunta ora fissi subito una data per bandire i sacchetti e intraprenda azioni a 360 gradi per ridurre i rifiuti ed incentivare la raccolta differenziata ampliando la raccolta 'porta a porta', che già ha dato ottimi risultati nel borgo di Peretola".

Redazione Nove da Firenze