Decreto flussi solo per gli stagionali: il Governo pensa a una parzia le sanatoria


Firenze- La decisione annunciata nei giorni scorsi dal ministro Maroni di limitare il decreto flussi 2009 ai soli stagionali rischia di mettere in ginocchio il sistema di welfare e l'economia italiana. L'assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori ha inviato oggi una missiva al ministro dell'Interno auspicando che «anche per il 2009 venga adottato un decreto che tenga conto delle necessità reali delle famiglie e delle imprese italiane».
Secondo la misura annunciata da Maroni la quota di ingressi non supererà quota 80mila lavoratori che potranno stare in Italia da 20 giorni fino a 9 mesi per lavori in agricoltura e nel settore del turismo. Secondo il ministro la scelta va nella direzione di tutelare i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Il Governo starebbe inoltre valutando la possibilità di sospendere per due anni l'adozione di nuovi decreti flussi, c on particolare riguardo ai settori produttivi interessati dalla crisi economica.
«La limitazione di 80mila presenze rappresenta – ha aggiunto Salvadori - un grave errore ed un danno oggettivo per le famiglie italiane e per il sistema delle imprese. Tra i settori maggiormente interessati c'è quello dell’assistenza alla persona. Sono decine di migliaia le 'badanti' che danno sollievo alle famiglie italiane assicurando agli anziani non autosufficienti ed ai disabili la possibilità di restare nelle proprie case. Sebbene con un recente decreto – prosegue l'assessore - il Governo abbia previsto il recupero di una quota di circa 150.000 domande (di cui 100.000 di badanti) rimaste inevase attraverso una vera e propria sanatoria, il provvedimento rappresenta solamente un parziale tamponamento rispetto ad una situazione insostenibile, nata con il decreto flussi 2007, quando 530mila richieste non accolte sono divenute paradossalmente situazi oni di irregolarità certificata, anzi autodenunciata». Una sanatoria che non eliminerebbe le situazioni di disagio che, come afferma Salvadori «rimangono vive e diffuse anche per il 2009. Provvedimenti come quello prospettato finiranno per mettere in ginocchio queste famiglie oppure le costringeranno all’irregolarità, perché certamente non potranno fare a meno di un apporto prezioso per i loro cari». Senza tralasciare il rischio, ha concluso, di «vanificare l’impegno di tutte le istituzioni, centrali e locali, per favorire percorsi di regolarizzazione di questi rapporti di lavoro».
Un vero e proprio 'election day' per eleggere contemporaneamente i componenti dei Consigli e delle Consulte degli stranieri in tutta la Toscana. A proporlo l'assessore regionale alle politiche sociale Gianni Salvadori durante la firma del protocollo per potenziare gli organismi di rappresentanza degli immigrati. L'assessore Salvadori ha siglato il protocollo questa mattina nell'Auditorium del Consiglio regionale a Firenze,a l temine della seconda e ultima giornata del convegno 'Immigrati, risorsa scoperta'. Insieme a lui hanno sottoscritto il documento Giuseppe Carovani (sindaco di Calenzano), in rappresentanza dell'ANCI, Mario Regoli (assessore Provincia di Lucca) come delegato dell'UPI e Dia Papa Demba, del Coordinamento regionale dei Consigli e delle Consulte degli stranieri. Il Protocollo d'intesa per il coordinamento regionale di Consigli Consulte prevede come capi saldi il rafforzamento organizzativo degli organismi, il miglioramento dei canali di comunicazione, maggiore incisività delle azioni e formazione dei presidenti. La Regione ha proposto coma data per l'election day la domenica di novembre che precede la festa della Toscana, dunque quest'anno l'evento cadrebbe domenica 29 novembre. «I Consigli e le Consulte degli stranieri che esistono attualmente in Toscana – ha spiegato Salvadori - devono essere messi in condizione di partecipare in maniera concreta all'attività e alle decisioni delle amministrazioni locali. Mancando ancora la possibilità per gli stranieri di poter esprimere il proprio voto, ed in attesa che a livello nazionale venga fatta al più presto luce su questo fondamentale aspetto, riteniamo che il potenziamento di questi organismi costituisca il modo più immediato per coinvolgere gli stranieri che vivono nella nostra regione». Per realizzare gli obiettivi la Regione ha messo a dispos izione 20 mila euro per il 2009 e altrettanti per il 2009. «Considerato – aggiunge l'assessore - che la mancanza delle dotazioni elementari, come una stanza o un computer, è probabilmente l'elemento che fino ad oggi ha impedito al Coordinamento regionale di poter agire con efficacia abbiamo deciso di fare questo piccolo investimento che, almeno in parte, permetterà di migliorare l'attività», ha aggiunto Salvadori.
I punti chiave del Protocollo: Rafforzamento del Coordinamento regionale; promozione tra Comuni e Province di modelli omogenei di funzionamento di Consigli e Consulte (luoghi di ritrovo, dotazioni strumentali, statuto); unificazione della data di svolgimento delle elezioni per la costituzione ed il rinnovo degli organi (prevista a novembre 2009); creazione di un sistema informativo per la raccolta e l'aggiornamento dei dati relativi alla presenza sul territorio con lo scopo di facilitare lo scambio di informazion i e la comunicazione con i cittadini stranieri; attivazione di un sito web; formazione dei componenti sulle regole di funzionamento delle istituzioni (locali, nazionali ed europee) per favorire la presentazione di progetti specifici.
Situazione attuale: Ad oggi in Toscana si sono formati due Consigli provinciali, a Firenze e Pisa, e dieci Consigli o Consulte comunali (Calenzano, Certaldo, Empoli, Firenze, Fucecchio, Livorno, Poggibonsi, Pontedera, Tavarnelle Val di Pesa, Piombino). Altri quattro (Prato, Pistoia, Lucca e Signa) sono in via di formazione. Il Coordinamento regionale degli stranieri è nato nel dicembre 2007 a Empoli, in occasione della prima assemblea dei consigli degli stranieri. Rappresenta il punto di incontro tra le rappresentanze elettive dei migranti in Toscana, lo strumento per analizzare le prospettive di condivisione di buone pratiche in materia di immigrazione e di soluzioni sperimentate nell’ambito del territorio regionale.
“La Toscana domani a buon diritto potrà essere considerata la capitale italiana della lotta contro il razzismo, grazie al suo patrimonio sociale, alla vitalità e all'impegno dell'associazionismo, e grazie a due aziende, il Mandela Forum e l'ACF Fiorentina”: così Alessio Gramolati presentando stamattina, nel corso di un incontro stampa, la chiusura della campagna nazionale della Cgil contro il razzismo. 'Stesso sangue stessi diritti', partita circa un anno fa, dopo aver incrociato, in giro per l'Italia, migliaia e migliaia di lavoratori e di cittadini, coinvolgendo i rappresentanti delle istituzioni, delle forze sociali e politiche, verrà chiusa domattina dal segretario generale Guglielmo Epifani con una iniziativa pubblica al Mandela Forum di Firenze. Nel pomeriggio, all'Artemio Franchi, durante l'intervallo di Fiorentina – Siena, un grande striscione, 80 metri per 4, sarà portato in campo da bambini di varie etnie e dai ragazzi delle giovanili viola. Lo ha anticipato, nel corso dell'incontro stampa, l'AD della Fiorentina Sandro Mencucci che domani sarà ospite dell'iniziativa della Cgil. “Siamo felici”, ha detto tra l'altro Mencucci, “che la città di Firenze e il Nelson Mandela Forum ospitino un incontro del genere proprio in un momento in cui anche nel mondo del calcio è importante dare segnali chiari”. “Il razzismo”, ha aggiunto, avvelena lo sport, è un male che, come società, vogliamo allontanare con forza. Per questo l'importante partita in casa con il Siena ci è sembrata l'occasione migliore per dare al messaggio tutta l'eco che il calcio può offrire”. L'incontro stampa si era aperto con le parole del presidente del Mandela Forum Massimo Gramigni: “Mr Mandela ci ha insegnato che il colore della pelle non può dividere gli uomini e che nessun uomo può essere schiavo di un altro uomo, noi sotto questo grande tetto dove si svolgono attività, sportive e culturali, dedicate e finalizzate all'incontro tra uomini e culture, coltiviamo il sogno di rianimare il terreno comune sul quale gli uomini possono incontrasi e scoprirsi diversi”.

Redazione Nove da Firenze