Livorno: l’acquario comunale Cestoni e le speranze di un turismo delle famiglie


di Nicola Novelli
Stanno iniziando in queste settimane a Livorno i lavori per il completamento dell’acquario Comunale “D. Cestoni”, una partita aperta da molti anni e con tantissimi problemi, con cui l’amministrazione comunale ha inaugurato un nuovo sistema di gestione. Per la città portuale il nuovo acquario è la speranza di attrarre un turismo delle famiglie che tanto bene sta facendo a Genova e altre città in tutta Europa.
Le attività si svolgeranno nel nuovo edificio semicircolare che rappresenta il volume più importante del complesso architettonico, oltre che nella parte preesistente e nel padiglione di ingresso: un avancorpo situato davanti alla facciata meridionale , destinato ad ospitare servizi commerciali e una galleria sottomarina, che rappresenterà una sorta di anteprima degli ambienti tipici del Mediterraneo che i visitatori troveranno sviluppati nei saloni espositivi.
Il vecchio acquario, di impostazione ottocentesca, costruito sul lungomare e piuttosto piccolo, era assolutamente inadeguato alle moderne esigenze di fruizioni turistica. E dal 1990 l’Acquario era anche il centro responsabile del recupero e cura di tartarughe marine rinvenute in difficoltà lungo il litorale toscano.
La gestione è stata affidata a Opera Laboratori Fiorentini Spa, che dal ’98 gestisce il polo museale fiorentino che comprende tra gli altri gli Uffizi, l’Accademia, il Bargello, il giardino di Boboli. Di recente ha lavorato alla realizzazione di ambientazioni per l’acquario di Genova e di Milano.
Per capire quanto un acquario possa diventare un importante attrattore turistico Nove da Firenze ha fatto un tuffo nel mare profondo del "Mare Nostrum", il nuovo acquario aperto da qualche mese a Montpellier, 225 mila abitanti, capitale della regione di Languedoc Roussillon e del dipartimento dell'Hérault.
Nella città del sud della Francia, i visitatori sono accolti nel mondo subacqueo su un circuito di 15 scene e 24 vasche [la più grande nella foto tratta dal sito], contenenti 300 specie e un totale di 3.500 animali. L'acquario è il più grande in Francia e dalla sua apertura il 15 dicembre 2007, ha raggiunto i 200.000 visitatori gia ai primi di aprile 2008. E’ costato € 27 milioni di cui l’85% erogati dalla Città metropolitana di Montpellier e il 15% dalla Regione.
Secondo un articolo pubblicato dal giornale francese L'Humanité (intitolato “Turismo a vapore sulla costa“) il boom dell‘acquario potrebbe aver prodotto il 4% di aumento del numero di pernottamenti nel capoluogo regionale. Tuttavia c’è da precisare che la struttura è stata progettata e realizzata a tempo di record in una grande area commerciale, l’Odysseum, che si colloca tra il cento, il mare e l’aeroporto, attigua all’autostrada Autoroute du Sud de la France, e dunque dotata di tutti i supporti necessari per la ricettività turistica.
E il nuovo acquario non è nemmeno l’unica attrattiva per il turismo delle famiglie di questa città. Ha appena festeggiato il 1° compleanno la Serra Amazzonica dello Zoo cittadino che ha totalizzato ben 400.000 visitatori nel suo primo esercizio. Con i suoi 80 ettari, il parco del Lunaret è l’area verde più grande di Montpellier (qualcosa di simile, per intendersi, al fiorentino parco delle Cascine), anche se facilmente accessibile dalla circonvallazione nord. Comprende uno zoo, la fattoria per le scuole e dal giugno 2007 una serra di 2.600 mq. per 14 metri di altezza e con una voliera alta 17. Ma è soprattutto il suo design a stupire, con una climatizzazione tropicale che, ogni giorno, prevede anche fasi artificiali di pioggia, che la rende unica in Francia. La serra, realizzata a tempo di record è costata € 12 milioni. Il finanziamento è stato concordato per il 76% a carito della Municipalità, e con i contributi della Città metropolitana di Montpellier (1%), del Distretto del Gard (12%) e della Regione (11%).
Nel confronto con l’esempio di Montpellier, Livorno palesa i propri limiti nella dimensione della struttura, ma soprattutto nell’assenza di infrastrutture commerciali e della mobilità circostanti e nei tempi biblici di realizzazione, che rischiano di far invecchiare il progetto prima della sua inaugurazione.
La storia dell’acquario di Livorno può partire dal 1999, quando l’allora presidente della Regione Toscana, Vannino Chiti, dichiarava di essere all'avanguardia per capacità e velocità di spesa dei fondi comunitari, perché nel periodo 1994-1998 aveva speso 1.740 miliardi di lire a Livorno, tra l'altro anche per la terrazza Mascagni e l'acquario. Ma si è entrati nel vivo delle operazioni con la demolizione del vecchio edificio solo nel 2001, poi ricostruito secondo il progetto dello Studio Gregotti Associati di Milano. Si prevedeva allora di concludere nella primavera del 2003. Intanto, nel 2002, per l’Acquario livornese erano arrivati altri finanziamenti europei pari a 2 milioni e 288 mila euro. Nel 2003 il sindaco, Gianfranco Lamberti, si dichiarava sicuro di inaugurare le opere prima della scadenza del mandato. Ma annunciava qualche problema con le nuove vasche acquistate in Giappone e queste impreviste difficoltà avrebbero fatto slittare la data di apertura. Invece insorse un terribile contenzioso con la ditta che si era giudicata l’appalto. E non fu possibile indire il bando per la gestione prima del marzo 2007!
Solo nel luglio 2007 si sono infatti chiusi lunedì i termini del bando di gara e l’apposita commissione ha finalmente valutato le proposte avanzate da due concorrenti: la spagnola “Aliart Engeneering/Blu Display”, specializzata nella costruzione e nella gestione di acquari e parchi didattici naturali, e l’italiana “Opera Laboratori Fiorentini”, la società che gestisce tutto il polo museale fiorentino e senese.
La Giunta comunale, in ragione della complessità delle procedure, si è espressa a novembre 2007. E a febbraio 2008 ha approvato lo schema di convenzione “per la concessione della gestione dell’Acquario. Ad aprile l’acquario Cestoni è stato infine consegnato ad Opera Spa, che si farà carico delle spese per il completamento della struttura (4.511.210 Euro) e disporrà di 18 mesi per ultimare i lavori di completamento, a decorrere dalla stipula della convenzione. A partire dalla data di ultimazione della struttura la società fiorentina gestirà per 20 anni l’acquario corrispondendo al Comune un canone annuo fisso di 25.000 Euro (inclusa Iva al 10%), da aggiornare a scadenze predefinite, più una percentuale sul valore dei biglietti venduti.

Redazione Nove da Firenze