Ecomafie: nel 2007 crescono in maniera preoccupante in Toscana

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 luglio 2008 14:01
Ecomafie: nel 2007 crescono in maniera preoccupante in Toscana

Firenze, 8 luglio 2008- Nel 2007 in Toscana tutti i numeri dell’illegalità ambientale crescono in maniera preoccupante. Crescono in particolare gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti e le infrazioni a causa degli incendi. Questo sta a significare che l'illegalità ambientale è sempre più un fenomeno diffuso e dilagante, ma sicuramente i numeri aumentano anche perchè le forze dell'ordine hanno aumentato i controlli relativi alla materia ambientale: in Toscana svolgono attività in questo senso soprattutto il Corpo Forestale dello Stato e le Capitanerie di Porto, affiancate dal lavoro della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, della Polizia, Statale e Provinciale.
É proprio in collaborazione con questi corpi che anche quest'anno Legambiente Toscana, ospitata dalla Giunta Regionale, presenta il Rapporto Ecomafia 2008.

Intervenuti alla conferenza stampa di questa mattina sono, oltre all'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini, al presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti, al presidente della commissione Ambiente e territorio del Consiglio Regionale Erasmo D’Angelis e al presidente della commissione speciale Rifiuti del Consiglio Regionale Paolo Marcheschi, il tenente Mario Ferri del Noe di Firenze, il comandante regionale Fabrizio Bardanzellu del Corpo Forestale dello Stato ed il maggiore Luca de Paolis del Roan della Guardia di Finanza.
Gli illeciti accertati dalle forze dell'ordine in Toscana nel rapporto di quest'anno sono 1690, contro i 1421 rilevati nel 2006.

Una crescita del 19% in soli 12 mesi, che fa passare il numero di illegalità ambientali accertate per giorno da meno di 4 a quasi 5. La nostra regione ha mantenuto il 7° posto tra i "cattivi", preceduta da Campania, Calabria, Puglia, Lazio, Sicilia e Sardegna, ma potremmo consolarci, di misura, nel constatare che siamo peggiorati meno degli altri: in Italia il totale degli illeciti accertati è aumentato del 27% ed il peso relativo della Toscana, che lo scorso anno constava del 5,9% sul totale delle illegalità accertate, quest'anno è "solo" del 5,6%.
"Per scoraggiare gli illeciti ambientali occorre combatterli su due fronti - ha spiegato il presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti - Per prima cosa si deve sperare che finalmente il disegno di legge sull’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale sia licenziato dalle Camere.

A causa della chusura anticipata della passata legislatura la sua approvazione è rimbalzata anche dopo aver trovato consenso bipartisan: speriamo che adesso che la maggioranza al governo ha numeri schiaccianti e che il Ministro all'Ambiente Prestigiacomo, sottoscrivendo il Patto per l'Ambiente promosso dalla nostra associazione, si è impegnata ad approvare nei primi 100 giorni la proposta, si possa arrivare ad una rapida conclusione dell'iter. Al di là della sanzione penale occorre però che si rafforzi la sanzione sociale verso tutti coloro che, uscendo dalla legalità, provocano danni ambientali.

Chiamiamoli con il loro nome: delinquenti!". Settori dolenti, in cui i peggiori della nostra regione si fanno notare, sono quello dei rifiuti e dell'edilizia abusiva. Le infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti sono in Toscana 283, il 5,9% del totale nazionale ed il 16,7% delle illegalità accertate in Toscana. Rientrano sotto questa voce 76 dei 394 sequestri operati nel 2007 dalle forze dell'ordine. Dopo il Veneto, che occupa un rilevantissimo 2° posto, dietro, ovviamente alla Campania, la Toscana è la prima regione del Centro-Nord.

Tra le indagini più consistenti portate avanti nel corso del 2007 quella relativa ai lavori di rifacimento del piazzale Città di Massa, al porto di Carrara, dove tonnellate di rifiuti di vario genere avrebbero preso il posto di materiale di cava. Altra operazione che ha destato scalpore durante l'anno appena trascorso è quella denominata Iron Trash, contro la gestione abusiva di rifiuti da parte della Lucchini di Piombino e coordinata proprio dal maggiore De Paolis della Guardia di Finanza. Sempre e comunque prevalgono i rinvenimenti di discariche abusive di ogni tipo (di maggiore o minore entità, con rifiuti comuni o pericolosi) e diffuse su tutta la Toscana.

Per aiutare la lotta agli illeciti nel campo dei rifiuti, secondo il Presidente della commissione speciale sui rifiuti, Paolo Marcheschi occorrono piu’ controlli e garanzie nella certificazione, oltre all’informatizzazione dei dati “Aggiornamento in tempo reale è sinonimo di più controllo e trasparenza - dichiara Marcheschi – Il mondo corre su internet e noi siamo ancora all’era della carta. Occorre procedere rapidamente all’informatizzazione di tutte le procedure di certificazione qualitativa dei dati sui rifiuti proveniente dai Comuni per evitare nuovi casi Geofor.

Inoltre, sono certo che a breve il Governo adotterà la direttiva europea in merito al reato ambientale come strumento di lotta contro gli illeciti anche in questo campo.”
Per quanto riguarda l’illegalità nel ciclo del cemento, anche nel 2007 la Toscana occupa i piani alti della classifica nazionale: salda al settimo posto con 532 infrazioni (58 in più rispetto all’anno precedente), che rappresentano il 6,7% sul totale nazionale. In due parole è la prima regione del Nord Italia in fatto di illegalità nell’intero settore del calcestruzzo ed è soprattutto in questo campo che arrivano nella nostra regione i tentacoli di Cosa Nostra e della Camorra, dal momento che costruire in questa parte del paese è sempre un business e lo è in particolare per quelle organizzazioni criminali desiderose di investire soldi guadagnati illecitamente.

Tra abusivismo totale e abusivismo a permessi parziali (si chiede autorizzazione al restauro di vecchie cascine, case coloniche o stalle, e una volta avute si alzano edifici nuovi di zecca con volumetrie moltiplicate) sono interessate un po' tutte le zone della toscana, soprattutto quelle collinari e periferiche. Sono 124, il 31,4% del totale toscano, il numero di sequestri relativi a questo settore nel 2007.
Tra le diverse tipologie di reato, aumentano anche le illegalità relative agli incendi boschivi: da 443 infrazioni accertate nel 2006, siamo passati a 588 nel 2007 (+32%).

Per quanto riguarda il commercio internazionale di fauna e la detenzione illecita di alcune specie, il monte illegalità nazionale rimane stabile e anche la nostra regione continua ad essere interessata da questa piaga, in particolare come centrale di smistamento. Infine, anche se non rientra propriamente nelle ecomafie,ma piuttosto nei crimini contro il patrimonio culturale, il rapporto 2008 fa il punto anche sull'arte rubata. In Toscana i furti d'arte sono in lieve diminuzione numerica (da 102 a 100), ma in crescita relativa sul totale nazionale.

Su questa classifica la Toscana lascia il 7° posto che ha relativamente ai crimini contro l'ambiente per raggiungere il 4°, subito dopo Lazio, Piemonte e Lombardia.
“Siamo tutti impegnati a contrastare il rischio dei traffici illeciti ed a fare in modo che la Toscana non venga più associata alle parole ecomafia o illegalità - dichiara Erasmo D’Angelis, presidente della Commissione Ambiente e Territorio del Consiglio Regionale Toscano - Purtroppo la nostra regione è spesso presente tra quelle coinvolte nelle operazioni delle forze dell’ordine che hanno portato ad arresti e sequestri per traffico illecito di rifiuti industriali in tutta Italia.

Abbiamo, però, competenze e capacità per garantire la lotta ad ogni tipo di illecito e di ecomafie. Dopo le inchieste del Noe dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale abbiamo posto con forza il tema del rafforzamento dei controlli nazionali e regionali sulla produzione e sullo smaltimento finale dei 7.5 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti speciali industriali pericolosi e non (3 volte i rifiuti urbani), un terzo dei quali sparisce dalla contabilità. Dobbiamo contrastare le ecomafie e la criminalità ambientale che puntano ad insediarsi anche in Toscana, ma per fare questo - conclude D'Angelis - c’è bisogno dell’impegno di tutti, a partire dai “produttori” di rifiuti speciali e industriali a cui spetta fare sistema e aiutare le istituzioni nella gestione in piena sicurezza ambientale”.

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