Storie di italiani emigrati all'8 dicembre 2007 al Teatro dei Varii di Colle di Val D'Elsa (Siena)


Venerdì 9 novembre 2007 alle ore 22,00 al Teatro dei Varii di Colle di Val D’Elsa (Siena), va in scena “Italiani Cìncali! Prima parte: minatori in Belgio” di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta, interpretato e diretto da Mario Perrotta. Un copione che raccoglie quasi un anno di testimonianze, un anno di memorie rispolverate a fatica. La rappresentazione è accompagnata dalle voci amichevolmente registrate di Peppe Barra, Ferdinando Bruni, Ascanio Celestini, Laura Curino ed Elio De Capitani. Cìncali, cioè: zingari! Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera. Pare, invece, che fosse una storpiatura di cinq, “cinque” nel linguaggio degli emigranti padani che giocavano a morra….. si, ma voleva anche dire zingaro. Ingresso unico euro 10 (ridotto 7) – Informazioni 0577 924 699. Alle 20,30 si può cenare in Teatro con l’apertura dell’area buffet. Prima, dalle 20,00, si può visitare la vetrina di arte contemporanea “Scatole della Memoria”. Uno spazio non casuale. “VariiVenerdì”, infatti, torna impaginando la sua undicesima edizione su un variegato percorso dedicato alla “memoria”. Come? La memoria come mezzo per ricostruire, talvolta, un’Italia spesso troppo facilmente dimenticata o diversamente raccontata. La manifestazione fa parte di “Valdelsa Off”, il cartellone che riunisce le stagioni di tre piccoli teatri locali.

LO SPETTACOLO
“Ho preso la macchina – spiega l’autore - e ho girato senza un luogo preciso dove andare, eppure il Sud è tutto uguale, non hai bisogno di sapere dove qualcuno ha preso le valige ed è partito: basta entrare in un bar, un bar della provincia e chiedere. La risposta è sempre la stessa: “qui tutti siamo emigrati…“me lo racconta?”
Si fanno pregare, un attimo soltanto, poi partono con la loro storia, infinita, che reclama ascolto. Anche il Sud è infinito. Me lo insegna la mia macchina che mi porta di paese in paese, sempre per caso, e s’inerpica tra i paesi montani del nord-est produttivo ed è ancora Sud. Si! Per i Belgi, gli Svizzeri, i Tedeschi che chiedevano braccia dopo la seconda guerra mondiale. Sud era la Puglia, la Sicilia, la Calabria, e Sud era il Veneto, il Friuli: “siamo emigrati tutti qui…”
Quattro parole, sempre le stesse: “Si, si… io ci ero amico con quelli del Sud, ma noi veneti ci trattavano meglio di loro, all’estero…” e giù così fino a Lecce, confine ultimo ad est, che non ha un Sud, e allora il cerchio si chiude: “noi leccesi lavoravamo meglio di quelli del nord… perciò eravamo rispettati…” Non è vero purtroppo, né per gli uni né per gli altri, ma ognuno ha bisogno del proprio Sud.
Negli archivi pubblici e privati trovo lettere, diari salvati per miracolo ma loro non hanno più nulla: “ho bruciato tutto…” mi confessa qualcuno “meglio dimenticare…” Meglio dimenticare.
Non la penso esattamente così ma accetto la loro posizione di esuli perenni, di zingari della memoria, senza una terra da chiamare “casa”: “…chiedi a lui, a lui! Lui conosce tutte le nostre storie…”.
“Per trent’anni ho letto e scritto tutte le lettere di questo paese. Qui erano tutti analfabeti!” Un postino. Il postino. Due, tre, quattro postini e anche loro sono tutti uguali, come il Sud. Sapevano tutti leggere e scrivere. Li ascolto e scopro in loro la coscienza involontaria di un’intera comunità. Il postino ha molto da dire, ricorda tutto perché la sua era una missione, lui era il ponte come il mondo, lui ha viaggiato più di tutti senza aver mai lasciato il paese: il postino si che ha memoria.

LA RASSEGNA
Arte, cibo e Teatro. “VariiVenerdì” è concepito come un “evento di eventi”. Il Teatro dei Varii nel suo essere ontologicamente “contenitore” di spettacoli, diventerà, metaforicamente, un luogo/contenitore di altro. La rassegna, ideata dall’attore Marco Venienti che ne è anche il direttore artistico, sostiene la circuitazione di prodotti teatrali “giovani”, che nel territorio nazionale si mettono in evidenza per la serietà e la qualità della ricerca culturale e artistica. Anche questa edizione avrà come sottotitolo “Per un circuito di teatro giovane in Toscana”, poiché questo è uno degli sforzi principali della manifestazione proposta dall’Associazione Culturale Aramis e dal Comune di Colle di Val d’Elsa, che fa parte del progetto Sipario Aperto della Regione Toscana, con il contributo della Provincia di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Redazione Nove da Firenze