L’impero di cartapesta: l’occupazione italiana dell’Etiopia


Livorno, 19 febbraio 2007 - “L’impero di cartapesta. L’occupazione italiana dell’Etiopia e la missione in Africa di Ilio Barontini”: è il titolo del convegno che si terrà mercoledì 21 febbraio, alle ore 17.00, nella Sala degli Specchi del Museo Fattori a Villa Mimbelli (via S. Jacopo in Acquaviva).
Interverranno Massimo Guantini, Assessore alle Culture del Comune di Livorno, Nicola Labanca, Università degli Studi di Siena , esperto di storia del colonialismo italiano, Fabio Baldassarri, autore del saggio “Ilio Barontini: un garibaldino del ‘900”, Giovanni Degl’Innocenti, autore di studi su Ilio Barontini. L’iniziativa, collegata alla mostra “Italiani in Europa tra aggressione e resistenza” (fino al 25 febbraio ai Granai di Villa Mimbelli), è stata organizzata esattamente in occasione del 70° anniversario degli eccidi che gli italiani (milizia fascista, forze armate e civili) compirono ad Addis Abeba dal 19 al 21 febbraio 1937. Ed è tesa ad approfondire, oltre al quadro generale in cui nasce e si sviluppa la politica coloniale del regime fascista, soprattutto i rapporti che legarono Livorno e gli antifascisti livornesi alla lontana Africa. In particolare ci si concentrerà sulla figura di Ilio Barontini, cecinese, ma livornese di adozione, il quale, come molti altri militanti antifascisti reduci dalla guerra civile spagnola, ritenne di dover continuare la sua battaglia in Etiopia. Ilio Barontini si era formato in Spagna come commissario politico della brigata Garibaldi, che aveva comandato durante le battaglie di Arganda e di Guadalajara. La sua esperienza fu messa quindi al servizio delle bande partigiane che sostenevano la resistenza etiopica e si opponevano alla politica espansionistica perseguita dal Fascismo e dal nazionalsocialismo che portò in breve alla tragedia mondiale.
Conosciuto dai livornesi di oggi soprattutto come un grande vogatore e per la gara remiera a lui intitolata, Barontini fu un personaggio affascinante, per l’interpretazione che seppe dare al suo essere militante antifascista. La sua storia personale percorre in pratica tutta la vicenda politica europea e non solo, della prima metà del Novecento. Fu un grande organizzatore e combattente, attivo oltre che in Spagna e in Etiopia, a Livorno, in Francia, in Unione Sovietica , e durante la Resistenza in Emilia Romagna.

Redazione Nove da Firenze