Firenze tra le province più ricche d'Italia: intervento dell'assessore Nencini

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 febbraio 2007 16:46
Firenze tra le province più ricche d'Italia: intervento dell'assessore Nencini

"La città di Firenze appare profondamente segnata dalla fase di stagnazione che nel 2005 ha investito l'economia italiana ma, nonostante questo, in quel periodo già c'era una certa vitalità, una ripresa economica. L'andamento dell'occupazione è assolutamente importante, uno dei migliori degli ultimi decenni, che non corrisponde alla capacità di generare produttività del nostro sistema; quindi abbiamo più occupazione e meno produttività rispetto ai primi anni duemila e questo è un primo problema.

Un altro problema è immaginare una strategia di crescita delle piccole imprese che significa, capacità finanziaria, capacità progettuale e capacità commerciale. Il nostro è un territorio a forte economia diversificata, dove sono preponderanti la funzione commerciale, turistica e manifatturiera. Quest'ultima incide sul Pil del nostro territorio per il 27-29%". È questo il commento di Riccardo Nencini, assessore alle strategie di sviluppo, che ha presentato la nuova edizione del volume "Città e tendenze.

Analisi e riflessioni su economia e territorio fiorentino", una fotografia della città e non solo, curata da Arianna Guarnieri, Marta Fallani, Valentina Collini e Barbara Giannelli e relativa al 2005 dalla quale emerge, tra l'altro, che la provincia di Firenze si conferma tra le più ricche d'Italia. Secondo i dati di Unioncamere, Firenze occupa la quinta posizione a livello nazionale con un reddito pro-capite di 27.585,20 euro (guadagnando 7 posizioni rispetto al '95). La seconda provincia toscana è Prato, in 34° posizione.

La media regionale è di 22.884,90 e quella nazionale è di 20.760,80 euro. "Nel nostro territorio gli operatori economici non dimostrano di ricercare l'innovazione ed è prevalente l'ancoraggio alle rendite - ha sottolineato l'assessore -. L'insieme della nostra comunità non dimostra di accogliere con favore le politiche di modernizzazione infrastrutturale promosse da questa Amministrazione. Uno degli elementi più significativi emersi dalla ricerca è rappresentato da un fenomeno in controtendenza rispetto al passato e cioè l'esaurimento della tendenza all'abbandono delle residenze in città.

Molti sono coloro che utilizzano permanentemente la città di Firenze: residenti ma anche studenti, ricercatori, uomini d'affari con un continuo flusso di nuovi residenti extracomunitari". Il volume "Città e tendenze" svolge un'accurata analisi sui processi di trasformazione in atto a Firenze, sugli investimenti, sulle dinamiche occupazionali partendo da una visione globale sullo scenario mondiale. Stampato in 500 copie sarà distribuito agli amministratori locali, alle categorie economiche ed imprenditoriali, alle organizzazioni sociali.

La ricerca si articola in un quadro generale di riferimento, nell'analisi dello scenario fiorentino (evidenziando le attività produttive, il lavoro, l'occupazione, la popolazione, i servizi pubblici, il tempo libero) ed in un'appendice statistica. "Dal quadro illustrato nella ricerca - ha proseguito l'assessore Nencini - emergono due aspetti che vorrei sottolineare. Firenze, dal 1995, fra le città italiane, mantiene la quinta posizione per quello che riguarda la ridistribuzione del reddito procapite.

Inoltre, la nostra economia appare particolarmente vitale; infatti i tassi di crescita del 2005 che sono stati realizzati in città, sono in assoluto superiori alla media regionale e dimostrano quanto l'economia fiorentina concorra al saldo positivo dell'economia regionale toscana". Caratteri generali. Nel 2005 l'area dell'euro ha rallentato la ripresa economica rispetto all'anno precedente e questo è un dato in controtendenza rispetto alle economie mondiali: il Pil è dunque sceso dal 2,0% all'1,3%.

In calo le esportazioni di beni e servizi (da 6,5% a 3,8%) e le scorte di prodotti finiti. Gli aumenti dei prezzi del petrolio hanno avuto ricadute sui prezzi alla produzione che sono progressivamente aumentati. Pressoché invariati, invece, i prezzi al consumo, contrastando eventuali processi inflazionistici. Il buon andamento dei consumi collettivi, delle famiglie e degli investimenti non è riuscito a controbilanciare la flessione delle altre componenti, per cui, alla fine, la situazione economica complessiva ha registrato una fase di stagnazione.

L'Italia, tra il 2001 ed il 2005 ha fatto segnare un incremento medio annuo del Pil dello 0,4%. In Toscana durante il 2005 il Pil è stato di -0,2% in controtendenza rispetto al +0,9% del 2004 allontanandosi dai risultati stazionari o positivi conseguiti, rispettivamente, a livello nazionale (0,0%) ed europeo (1,5%). La situazione fiorentina, come dicevamo precedentemente, si è discostata dalla media regionale: la crescita economica nel 2005 è stata dello 0,2%, risultante da una recessione del comparto agroalimentare (-3%), da una stagnazione dell'industria e dei servizi e da un saldo attivo delle costruzioni sul quale, però (secondo l'elaborazione dell'ufficio Prometeia), non sarà possibile fare affidamento per il lungo periodo.

Il dato provinciale negativo è da attribuire, sostanzialmente, alla scarsa crescita dei servizi. Turismo. Per il settore turistico, nella provincia di Firenze c'è stata una crescita degli arrivi e delle presenze italiane e straniere. Dopo gli eventi terroristici del 2001 il turismo in Italia ha subito un crollo ed il 50,5% del dato nazionale è rappresentato proprio dalla Toscana. Ci sono dunque state ripercussioni soprattutto nelle città d'arte: in calo turisti americani, giapponesi, tedeschi.

In particolare, il totale degli arrivi nelle strutture ricettive a Firenze è diminuito del 4,6% e le presenze, negli ultimi 5 anni, sono diminuite del 2,2%. Mediamente, i turisti soggiornano negli alberghi ed in strutture extra alberghiere fiorentine fra i 2 ed i 3 giorni. Nella provincia di Firenze gli arrivi sono diminuiti dell'1,4% e le presenze sono aumentate del 4,1%. Dal 2001 al 2005, però, si è assistito ad una ripresa del turismo da parte dei russi (+49,6% in Toscana dal 2000 al 2005), belgi, francesi ed inglesi.

Il turismo rappresenta una forma di occupazione diretta che a Firenze è stimata pari al 7%. Il dato sale al 14% se consideriamo occupazione diretta ed indiretta (l'8% in ambito provinciale). I musei comunali sembrano, però, non avere risentito della diminuzione dei flussi turistici: dal 2003 al 2005 i turisti sono aumentati di quasi 70.000 unità (da 537.677 a 604.002) pari al 3,7%. Il Museo di Palazzo Vecchio si è confermato essere quello più visitato (421.328 unità nel 2005). In aumento anche i visitatori nei musei statali, seppure, percentualmente, in modo più contenuto: +1,3% dal 2004 al 2005 (4.720.325 visitatori).

La Galleria degli Uffizi e la Galleria dell'Accademia sono state le più viste. Nell'ultimo quinquennio, la rete del commercio al dettaglio in Toscana ha segnato una buona crescita sia nella grande distribuzione (le superfici di vendita sono aumentate del 29,45%) che nella media e nella piccola (incremento del numero degli esercizi del 5,81%) soprattutto nel settore non alimentare (le province di Firenze, Livorno, Prato e Massa Carrara quelle che hanno conseguito le migliori performance). Situazione stagnante per l'industria con un +0,2% a causa dell'andamento ancora recessivo dei comparti tuttora in crisi come il tessile, l'abbigliamento, la pelletteria, l'editoria.

In flessione il settore agroalimentare: -3% soprattutto per la minore capacità di spesa delle famiglie. Per quello che riguarda le imprese, nella Provincia di Firenze, nel 2005, rispetto al 2004, sono aumentate di 178 unità, pari allo 0,2% (da 89.659 a 89.837) ma nel Comune di Firenze il trend è opposto; nello stesso periodo di tempo sono state perse 211 imprese, pari allo 0,6% (da 35.906 a 35.695) soprattutto nei settori del manifatturiero, commercio ed attività di intermediazione monetaria e finanziaria.

A Firenze l'incidenza dell'imprenditoria femminile, con 22.597 attività, è la più alta nella Regione Toscana. Nel mondo del lavoro, il settore occupazionale a Firenze, ha visto un aumento di 10.000 unità (assorbite in piccola parte dal settore terziario e per l'80% dall'industria) per i dipendenti (da 407.000 nel 2004 a 417.000 nel 2005) ed una diminuzione degli autonomi (da 125.000 a 117.000). In Toscana i lavoratori nel 2005 erano 1.510.000 (1.061.000 i dipendenti e 449.000 i lavoratori indipendenti).

Parallelamente ad un miglioramento nel settore occupazionale, è stata registrata una diminuzione della richiesta di lavoro (6,8%). A Firenze nel corso del 2005 si è assistito ad un aumento dei prezzi al consumo dell'1,5%: il dato è relativo al mese di dicembre, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il maggiore incremento è stato conseguito dalla voce relativa ai costi sostenuti per abitazioni, acqua, energia e combustibili: +7,0%. Di indice opposto i costi per le comunicazioni (grazie soprattutto alla diminuzione dei prezzi dei telefonini): -4%.

Secondo un'indagine della rivista Altoconsumo (del 28 agosto scorso), spendere nei supermercati fiorentini, conviene. Sono state prese in esame 731 strutture della grande e media distribuzione di 39 città italiane e a Firenze, in media, è possibile risparmiare fino a 1.317,40 euro l'anno. Con un po' di costanza, andando a spendere sempre nei supermercati meno cari, è possibile risparmiare ancora di più: ben 1.585,22 euro. In seconda posizione della speciale classifica, troviamo Pisa con 1.266,66 euro.

Nonostante l'aumento della natalità e degli immigrati e la diminuzione dei decessi, è in leggero calo il numero dei residenti a Firenze: 366.901 nel 2005, 367.536 nel 2004 (quindi, -0,17%), 374.544 nel 2000. La città è sempre più "utilizzata" per lavorare mentre i cittadini spostano la propria residenza nei Comuni vicini, per una migliore qualità della vita ed una maggiore economicità delle abitazioni. Nati: 3072 (nel 2000), 3013 (nel 2004), 3155 (nel 2005). Morti: 4686 (nel 2000), 4497 (nel 2004), 4395 (nel 2005).

Immigrati: 10941 (nel 2000), 9698 (nel 2004), 10990 (nel 2005). A Firenze, nel 2005, il 23,7% della popolazione aveva un'età compresa fra i 31 ed i 45 anni e rappresentava la "frazione" più rappresentativa. Il Quartiere 5 si conferma essere quello più popoloso, con 103.540 abitanti ma, rispetto al 2004, supera il Quartiere 1 per il numero di residenti stranieri: 10.213 (il 2,8% rispetto al totale della popolazione). In città, il numero totale è di 35.528 (l'8,9% sul totale della popolazione) ed i cinesi sono i più presenti con 4006 unità, seguiti da albanesi, filippini e rumeni.

Con l'entrata in vigore della legge 189/02 sono in aumento, in Questura, anche le richieste dei permessi di soggiorno: 57.823 nel 2003, 9941 nel 2004, 62.991 nel 2005. Il mercato immobiliare, che dal 1998 è stato in continuo aumento, nel 2004 ha fatto registrare dei segnali di rallentamento, confermati nel primo semestre del 2005. Le richieste più numerose sono state rivolte verso i trilocali. In aumento le richieste di erogazione di mutui presso gli istituti bancari: sia per condizioni più agevolate e sia per una minore disponibilità di liquidità da parte delle famiglie.

Secondo l'Osservatorio Immobiliare Tecnocasa, la variazione dei prezzi degli immobili a Firenze ha registrato il seguente andamento: +3,6% (2000), +13,2% (2001), +17,4% (2002), +13,9% (2003), +5,4% (2004), +0,1% (2005). Il prezzo medio di un immobile per metro quadro è stato di 3.442 euro contro i 3.357 euro del 2004, passando dai 6.300 euro nella zona di Viale dei Colli e Poggio Imperiale ai 3.000 euro di via Aretina o Gavinana. Le difficoltà legate al parcheggio delle autovetture hanno fatto lievitare i prezzi dei box auto e dei garage: gli estremi sono rappresentati dalla zona delle Panche (50.000 euro per i box auto, 30.000 euro per i posti auto coperti, 20.000 euro per un posto auto scoperto) e dalla zona del centro storico e dell'Oltrarno (120.000 euro per i box auto, 80.000 euro per i posti auto coperti, 60.000 euro per un posto auto scoperto).

L'Amministrazione Comunale, al 31 dicembre 2005, ha erogato, tramite le sue 22 società partecipate, servizi per oltre 600 milioni di euro (oltre la metà è rappresentato dal fatturato dei servizi idrici, gas, rifiuti e trasporto pubblico locale), che costituiscono il 25% dei servizi pubblici locali in tutta la Toscana nel 2004. Secondo il rapporto redatto dall'ufficio comunale di statistica, ogni giorno Firenze è attraversata da un continuo flusso di 254.431 persone, di cui il 56,6% all'interno dell'area comunale.

Il 16,4% si sposta tra i comuni confinanti (Impruneta, Bagno a Ripoli, Fiesole, Scandicci e Sesto Fiorentino), il 14,2% nella restante provincia, il 12,7% fuori dai confini provinciali. Gli spostamenti avvengono soprattutto per motivi di studio (34,7%) e di lavoro (65,3%). L'auto privata, nel 34% dei casi, rappresenta ancora il mezzo prescelto per muoversi, l'autobus urbano è scelto nel 10,2% dei casi. In moto, scooter, bicicletta viaggia il 23,1% dei cittadini. Va a piedi il 10,4%. Nell'anno scolastico 2005-2006, complessivamente, le iscrizioni sono rimaste pressoché invariate (+0,1%): in crescita le iscrizioni alle elementari, in flessione presso tutti gli altri ordini di scuola.

In aumento gli alunni stranieri (15,4%) grazie soprattutto alle domande dei ricongiungimenti familiari ma la loro presenza è alta nelle scuole d'infanzia e si riduce nelle scuole secondarie di I grado ed è nuovamente significativa nelle secondarie di II grado. Per quello che riguarda l'istruzione universitaria, nell'anno accademico 2005-2006 le iscrizioni sono aumentate del 2,1% e dei quasi 6.000 iscritti, oltre il 57% è costituito da donne. In calo, invece, le immatricolazioni nell'ateneo fiorentino, diminuite del 9,6%.

Le maggiori flessioni, a Scienza della Formazione (-42,3%) e ad Architettura (-31,9%). In controtendenza Medicina, Lettere ed Economia. Per quello che riguarda i settori della cultura e del divertimento, secondo i dati della Siae, tutte le voci sono in aumento. Nel 2004 a Firenze ci sono stati 4.558 spettacoli teatrali e musicali (tra balletto classico e moderno, concerto di musica classica, danza, musica leggera, teatro di prosa, lirica: praticamente 12 al giorno), con 1 milione e 225.987 biglietti venduti (quindi, una media a spettacolo di 270 spettatori paganti) e quasi 20.000 giorni di rappresentazioni cinematografiche con 2 milioni e 305.174 biglietti venduti (quindi, una media a spettacolo di 115 spettatori paganti).

Il cinema, dopo una flessione degli spettatori tra il 2002 ed il 2003, ha fatto registrare una ripresa ma a Firenze l'aumento della vendita dei biglietti è avvenuto in modo meno marcato rispetto al resto della Toscana ed alla media nazionale, forse anche per il prezzo del biglietto che, in molte sale, ha raggiunto anche i 7,50 euro. Quanto hanno speso i fiorentini per il "divertimento"? 14 milioni e 874.810,99 euro per il totale degli spettacoli (in media, 12 euro a spettacolo) e 13 milioni e 852.979,48 euro per il cinema (in media, 6 euro per ogni film).

Alla presentazione di "Città e tendenze. Analisi e riflessioni su economia e territorio fiorentino" hanno partecipato anche il segretario della Camera del Lavoro Alessio Gramolati, il segretario della CISL di Firenze Adriano Fratini, il segretario della UIL di Firenze Vito Marchiani, il direttore dell'associazione industriali di Firenze Vincenzo Bonelli, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Luca Mantellassi. (mr)

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