L'inaugurazione del Museo Archeologico del Chianti senese, venerdì 21 aprile alle ore 17 a Castellina in Chianti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 aprile 2006 12:51
L'inaugurazione del Museo Archeologico del Chianti senese, venerdì 21 aprile alle ore 17 a Castellina in Chianti

12 aprile 2006- Un museo che racconta le origini del territorio del Chianti e che è il risultato di un secolo di ricerche archeologiche e dell'impegno delle amministrazioni comunali dell'area per elaborare progetti educativi e didattici sulla valorizzazione del patrimonio locale. Sono queste, in sintesi, le caratteristiche del Museo Archeologico del Chianti Senese che sarà inaugurato venerdì 21 aprile alle ore 17 a Castellina in Chianti.

"Il 20 aprile del 1906 - afferma Anna Betti, sindaco di Castellina in Chianti - all'indomani della scoperta dell'ipogeo di Montecalvario, il consiglio comunale di Castellina in Chianti chiedeva al Direttore del Museo Archeologico di Firenze di poter costituire un antiquarium per conservare i reperti venuti alla luce nello scavo.

Oggi, dopo quasi 100 anni esatti quel sogno si avvera, grazie, soprattutto, alla determinazione di Lorenzo Brogi, prematuramente scomparso e a cui il Museo è dedicato. Alla fine degli anni '90, da assessore alla cultura di questo Comune e da Presidente del Gruppo Archeologico Salingolpe, rilanciò l'idea di riportare a Castellina i reperti di Montecalvario e di organizzare un Museo Archeologico. Da allora abbiamo lavorato con convinzione per realizzare questa struttura".

"Grazie al sostegno della Fondazione Mps - continua Betti - il Museo avrà una sede prestigiosa nei locali della Rocca dove sarà esposta, grazie al supporto di Carlotta Cianferoni della Soprintendenza Archeologica della Toscana, una collezione che testimonia l'importanza strategica del Chianti nell'antica Etruria, Inoltre, con un contributo Leader della Regione Toscana, abbiamo realizzato un allestimento multimediale d'avanguardia per i visitatori".

"Ultimo nato della Fondazione Musei Senesi - continua ancora il sindaco di Castellina in Chianti - il Museo Archeologico del Chianti senese sarà in rete con i musei della Provincia e con le aree archeologiche della zona. Dopo quasi 10 anni di lavoro, siamo in grado di offrire un museo vivo e dinamico, a servizio degli studenti e degli studiosi, dei residenti e degli ospiti e di tutti coloro che vorranno conoscere meglio la nostra terra e la sua storia".

La struttura raccoglie le testimonianze archeologiche e storiche di tutto il comprensorio del Chianti, con i reperti e i risultati degli scavi effettuati nei siti di Monte Calvario, del Poggino a Castellina in Chianti, di Cetamura, Rietine e Gaiole in Chianti.

Il Museo costituisce una vetrina della realtà archeologica dell'area e, tramite le tracce rinvenute negli scavi di Poggio la Croce, nei pressi di Radda in Chianti, tutt'ora in corso, è stato possibile ricostruire alcuni aspetti della vita etrusca, come la vocazione alla coltivazione della terra e la capacità di produrre vino. Il legame ancestrale della terra del Chianti con la vite e con il vino è confermato, inoltre, dal ritrovamento di alcuni semi di "Vitis Vinifera", risalenti a ventitre secoli fa nel sito di Poggio la Croce, e dal rinvenimento, all'interno dello stesso scavo archeologico, di alcuni resti attribuibili alla presenza di un torchio a pressione per la spremitura dell'uva.



Il Museo Archeologico del Chianti senese è articolato su due piani. Al piano terra sono situati l'ingresso e spazi di sosta per accogliere il pubblico, oltre ad un grande schermo che illustra ai visitatori il percorso espositivo, i metodi archeologici di ricerca utilizzati ed i reperti esposti al piano superiore. Al piano terra si trovano, inoltre, i laboratori di archeologia sperimentale, dove i visitatori e gli alunni potranno realizzare, con l'aiuto di esperti archeologi e attraverso un tornio a pedale, oggetti, armi e calchi in argilla.

All'interno del Museo Archeologico del Chianti Senese i reperti archeologici saranno affiancati da un'ampia e dettagliata documentazione didascalica ed audiovisiva, mentre due totem tecnologici, collocati all'ingresso della struttura, elaboreranno per ogni singolo visitatore guide cartacee personalizzate.

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