Sonar Film Festival: il 30 ed il 31 marzo l’Istituto Francese ospita la rassegna di corti internazionali organizzata da Anémic & K.lab


La prima giornata, giovedì 30 marzo apre alle ore 18.30 con una prima tranche del concorso internazionale; in gara Eramos pocos di Cobeaga (Spagna, 05), Who I am and what I want di Shrigley e Shepherd (UK, 2005), El Otro sueño americano di Arroyo (Mexico, 2004) – vincitore del Grand Prix Clermont Ferrand 2005 – storia ambientata alla frontiera nord del Messico, da dove la protagonista tenta di passare negli Stati Uniti, alla ricerca del “sogno americano”.

A seguire, di sicuro effetto, il corto francese Flesh, del regista Edouard Salier (Francia, 05): un erotico, conturbante e provocatorio affresco ispirato all’11 settembre: un’immensa megalopoli con grattacieli coperti da enormi immagini di donne nude e seducenti, subisce un attacco aereo, ma i palazzi distrutti si ricompongono e creano immagini ancora più aggressive, in un tripudio di carnalità. Completano il programma Under Construction di Hyung-Suk (Corea del Sud, 2005), Morir de Amor di Alkabetz (Germania, 2004 ) e Starfly di Koltz (Lussemburgo, 2005).

Alle 20.30 – fuori concorso - la selezione di corti dell’ENSAD, la storica Scuola Nazionale di Arti Decorative di Parigi, e a seguire Il segreto del Santo di Hervé Ducroux (ITA/FRA, 05), storia d'amore sotto i bombardamenti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, girata a Castellina in Chianti ed interpretata da attori noti al grande pubblico come Milena Vukotic, Pino Colizzi e Giulio Pampiglione; il montaggio è di Simona Paggi (candidata all'Oscar per La vita è bella di Benigni).

Alle 21.30 ancora concorso con Koslowski di Henning (Germania, 05), l’italiano Zakaria di Gianluca e Massimo De Serio (Italia, 05), Ram za sliku moje donovine di Jukic (Bosnia/Slovenia, 05), Contratiempos di Antonio Gomez-Olea (Spagna, 05), Meander di Joke Lieberge (Belgio, 2005) ed infine Hibernation del regista irlandese John Williams (UK, 2005): tenera storia di solidarietà di due ragazzini di fronte alla malattia incurabile, che a Clermont Ferrand 2005 ha guadagnato il Prix du Public International.

Redazione Nove da Firenze