Così a Lucca curano i bimbi con l’omeopatia
Erbexpo: gli esperti di medicine complementari confermano, tutto il corpo va fuori se le mandibole non combaciano


Carrara – “Sui bambini che abbiamo in cura i risultati sono molto positivi. L’omeopatia sta ottenendo sempre maggior consenso tra la gente proprio perché offre un trattamento dolce, non invasivo. E non c’è il rischio di manifestazioni collaterali”.
All’ASL 2 di Lucca (coop.med-nat@lunet.it), Elio Rossi, infettivologo, è il responsabile dell'Ambulatorio di omeopatia che la Regione ha eletto a centro di riferimento per tutta la Toscana. Da quando è stato costituito 6 anni fa, l’ambulatorio ha curato circa 1300 pazienti di tutta la regione, un quinto dei quali (circa 320) in età pediatrica, in grande maggioranza sotto i 6 anni. Ed è proprio di Medicine complementari per curare i bambini in età pediatrica che si parla domani a Carrara, in uno dei più importanti convegni di Erbexpo (terzo Salone dell’Erboristeria e del Termalismo) organizzato dal comitato scientifico della manifestazione.
Elio Rossi è uno dei relatori del convegno, chiamato a raccontare l’esperienza della sua unità operativa, che in Toscana sta conducendo un’operazione d’avanguardia esattamente come l’analogo ambulatorio di Empoli per quanto riguarda la fitoterapia, e quello di Campi Bisenzio (Firenze) per l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese.
Spiega: “Trattiamo in prevalenza patologie di tipo respiratorio, infezioni acute recidivanti, patologie allergiche (da pollini, acari), asma, dermatiti, in particolare le dermatiti atopiche, che un tempo era nota come eczema costituzionale del bambino. Contro queste affezioni l’impiego dell’omeopatia si rivela oltremodo utile. Ovviamente i risultati dipendono molto dalla patologia, ma vediamo che le cose vanno bene perché controlliamo i pazienti per un minimo di 2 mesi fino a un massimo di 5 anni. Il 50% li seguiamo in media per almeno un anno e tra di loro riscontriamo percentuali molto alte di risultati positivi (80%)”.
Nell’ambulatorio di Lucca si usano medicinali omeopatici unitari, ossia che contengono non più di un elemento e in qualche caso prodotti fitoterapici. L’omeopatia, si sa, opera cercando di trovare la contromisura naturale giusta per ogni singolo paziente. E’ una terapia individualizzata. Ciononostante, l’esperienza di Lucca insegna che alcuni rimedi, nella pratica clinica, ricorrono più di altri. Ecco i più usati: Natrum muriaticum, Arsenicum album, Sulphur, Calcarea carbonica, Lycopodium, Phosphorus.
Negli ultimi due anni l’ambulatorio ha intervistato con un questionario oltre 300 pazienti e familiari (i dati sono in fase di elaborazioni) per capire motivazioni, aspettative e che cosa si pensa del servizio. “Ma già ora sappiamo che la maggioranza opta per l’omeopatia perché vuole ridurre al minimo eventuali reazioni avverse (farmacovigilanza). Per lo più appartengono al ceto medio, sono impiegati, insegnanti, ma abbiamo anche persone di estrazione popolare, trattandosi di una struttura pubblica. Molti vengono su suggerimento di amici e parenti, ma ormai anche consigliati dai medici di base che sembrano aver perso l’antica diffidenza per le altre medicine. Possiamo in effetti dire che anche l’omeopatia si sta finalmente facendo strada”

Quasi tutti (l’80% degli italiani) mastichiamo male a causa di un’impropria chiusura delle mandibole. E proprio per questo motivo, nel 60% dei casi (equivalente alla metà della popolazione) soffriamo di mal di testa più o meno gravi e ricorrenti. Ecco uno dei temi tra i più popolari trattati oggi a Carrara, nel corso dei convegni di Erbexpo.
Il professor Benigno Passagrilli (dentista e docente di odontoiatria psico-morfo-somatica all’Università romana di Tor Vergata) ricorda che questi mal di testa sono in gran parte da attribuirsi alla cefalea cosiddetta muscolo- tensiva. Un complesso di sintomi causati dai muscoli che entrano in ipertensione quando si mastica male. Ma perché si mastica male? “Per molti motivi”, spiega il professore, “Soprattutto a causa delle vicende emotive e ambientali che modificano il nostro comportamento e il nostro fisico”.
Anche un incidente qualsiasi (auto, sport, cadute) se ha come conseguenza colpi di frusta, blocchi di articolazioni o di ossa del cranio, può comunque determinare analoghe alterazioni.
In America si stima che ben 5 miliardi di ore lavorative vadano perdute per questo tipo di disturbi. Si tratta di disfunzioni che interessano in modo particolare gli sportivi (anche dilettanti). In molte discipline (sci, calcio, ciclismo, equitazione ) il contatto imperfetto delle arcate dentali può determinare una rotazione della mandibola e quindi un vera e propria alterazione della funzione dell’attività muscolare e delle articolazioni.
Uno dei rimedi più usati è il Bite (pronuncia bait), una protesi in resina costruita in laboratorio e tarata sulla persona, che si interpone fra le arcate dentarie permettendo alla mandibola inferiore e alla mascella di combaciare perfettamente. Il Bite rida equilibrio a tutto il corpo e consente di usare in modo ottimale la potenza muscolare e quindi di ottenere tempi e prestazioni migliori. Ne hanno fatto uso con successo atleti come Alberto Tomba e molti sollevatori di pesi.
Nella sezione che Erbexpo dedica alle medicine complementari sono esposte moderne e complesse attrezzature elettromedicali - la pedana stabilometrica (valuta l’appoggio plantare), il T Scan (calcola l’occlusione dentale) – e vengono proposti particolari test kinesiologici che verificano l’equilibrio tra muscoli, ossa e articolazioni.
Questi strumenti, spiega Passagrilli, consentono analisi scientifiche ormai molto accurate. Partendo dalla bocca, attraverso spina dorsale e bacino, si arriva infatti ai piedi, rilevando tutte le note di squilibrio strutturale. “Un intervento medico appropriato”, ricorda Passagrilli, “non può che avvenire attraverso un’azione interdisciplinare tra dentista, fisiatra, osteopatia, posturologo e kinesiologo. Solo così il paziente può recuperare l’equilibrio fisiologico perduto”.
Il paziente deve però diventare cosciente e collaborare con gli specialisti, cominciando dal dentista col quale ha in genere un rapporto periodico più costante. Deve per esempio segnalare otturazioni troppo alte, denti fuori asse, protesi incongrue o fastidi alle articolazioni. Ognuno di questi disturbi può infatti causare una posizione scorretta della mandibola con le conseguenze che abbiamo appena ricordato.

Redazione Nove da Firenze