Grazie al telelavoro, aree marginali “agganciate” ai settori produttivi che contano


“Telecentri…e l’Amiata scende dal monte”, ma anche “Telecentri, fuori dalle aziende, dentro i territori”. Sono alcuni degli slogan coniati dallo staff di Telecentri Toscana per trasmettere all’esterno la funzione socio-economica e soprattutto le opportunità offerte dal telelavoro. In quell’isola sulla terraferma, come la chiamava padre Ernesto Balducci, oggi non è più difficile trovare punti di attracco. Anzi, dal convegno sullo sviluppo delle aree montane svoltosi oggi a Castel del Piano è emerso che proprio sull’Amiata, comunità ai “margini” delle città, maturano esperienze all’avanguardia sull’utilizzo delle nuove tecnologie e la creazione di posti di lavoro qualificati.
Folto il pubblico in sala, con sindaci, amministratori del territorio, dirigenti scolastici e una classe del liceo di Castel del Piano ad ascoltare le relazioni e ad arricchire con le proprie annotazioni un dibattito che via via ha assunto i caratteri di un “Che fare?” a 360 gradi sul futuro dell’Amiata. Da sottolineare la presenza dell’On. Claudio Franci, di rappresentanti del mondo imprenditoriale e di due nutrite delegazioni dalla montagna Lucchese e della Val di Cecina (Volterra), realtà dove si è esportato con successo il modello. A più riprese è stato ribadito come l’Amiata non sia solo castagne, olio, vino e funghi, ma anche artigiano industriale e servizi innovativi, come appunto quelli prodotti dai telecentri. E che, grazie proprio ai Telecentri, esprime oggi un punto di eccellenza in provincia nel ramo Ict.
Alle introduzioni del sindaco di casa, Franco Ulivieri è seguito l’intervento dell’assessore della Comunità Montana, Alessandra Marini “Felice – ha detto - di non essere rimasta nel luogo degli studi e di vedere che per i giovani con titolo di studio alto si aprono oggi opportunità qualificate in loco”. Oreste Giurlani, vicepresidente dell’Uncem, ha invece ricordato i termini dell’accordo tra Uncem e Regione Toscana per lo sviluppo dei Telecentri in ogni area montana. Molto apprezzato l’intervento del ricercatore della Columbia Universtiy, Gabriele Simoncini.. Rita Menichetti, responsabile dei Telecentri, ha invece ripercorso le tappe che hanno portato - sulla base di un intervento del 2000 sostenuto dagli enti locali - alla nascita e poi al consolidamento dei Telecentri, sotto l’ala protettrice dell’agenzia Ifoa. Fino ai risultati, in termini occupazionali (50 posti attivati), di una ricetta a base di formazione Hi-tec, impiego delle stesse risorse formate e processi di delocalizzazione di pezzi di imprese in aree svantaggiate (Acquedotto del Fiora, Asa, Telecom) e non solo (Università). “Il problema oggi non è tanto attivare delocalizzazione, perché abbiamo dimostrato che si può, ed è vantaggioso per le stesse imprese. La difficoltà è reperire risorse umane. I giovani vanno via ed è difficile trovare persone da formare e impiegare. Ma siamo fiduciosi di poter invertire la tendenza”.
Impegni concreti per il consolidamento dei Telecentri sono arrivati dal presidente della provincia Lio Scheggi, convinto che il portato dell’Amiata per lo sviluppo della Maremma oramai sia quantitativamente e qualitativamente fondamentale. Insomma, siamo “l’alba di un nuovo sviluppo”, tanto per concludere con l’ennesimo motto.

Redazione Nove da Firenze