Un'indagine sul tumore gastrico nel territorio mugellano


Quello allo stomaco rappresenta ancora il quarto più frequente tumore maligno nel mondo e la seconda causa di morte per tumore nonostante i miglioramenti delle abitudini alimentari e la conservazione degli alimenti. In Italia le aree ad alto rischio si trovano intorno al confine tra la Toscana, Romagna, Marche e Umbria (provincia di Firenze, Forlì, Arezzo e Pesaro), e al confine tra l’Emilia e la Lombardia: in questa fascia geografica ci sono zone di dimensioni più ridotte dove tassi di incidenza e mortalità raggiungono livelli ancora più elevati. E’ il caso del Mugello. Negli ultimi anni sono state condotte indagini epidemiologiche in alcune aree italiane che hanno dimostrato l’esistenza di associazioni forti tra abitudini alimentari tradizionali e rischio di tumore gastrico. Rischio che, sempre secondo tali studi, aumenta per i consanguinei dei malati. E che risulta più elevato in particolare quando i parenti di primo grado affetti da tumore gastrico risultino più di uno e quando si tratta di fratello o sorella rispetto a un genitore. Una indagine specifica, una “Diagnosi precoce del tumore gastrico”, verrà svolta sul territorio mugellano. A volerla è stata in particolare la Comunità Montana del Mugello. A svolgerla, grazie a un finanziamento di 11mila euro concesso dal Credito cooperativo-Banca del Mugello, sarà un’équipe formata dall’Unità Operativa di Epidemiologia molecolare e nutrizionale del Cspo (Centro per lo studio e la prevenzione oncologica) della Regione Toscana, l’Unità Operativa di Chirurgia generale e la Sezione aggregata di Endoscopia dell’Ospedale del Mugello in collaborazione con i medici di medicina generale della zona.
L’indagine, che parte ora e terminerà nell’ottobre 2005, riguarderà 100 mugellani, uomini e donne, di età compresa tra i 40 e i 70 anni, con almeno un parente di primo grado affetto da carcinoma gastrico, asintomatici o con sintomatologia gastrointestinale. A ciascuno di loro sarà ricostruita la “storia” attraverso una scheda individuale con tutti i dati personali e sanitari, l’albero geneaologico, una intervista sulle abitudini alimentari e lo stile di vita ed esami specifici. Tutti i dati saranno poi raccolti e archiviati in un database presso l’Unità Operativa di Epidemiologia molecolare e nutrizionale del Cspo.

Redazione Nove da Firenze