Torna, fra le mura medioevali di Certaldo Alto, la rassegna di prodotti e piaceri del gusto, in due fine settimana


CERTALDO – Tante anime racchiuse in un solo nome: è Boccaccesca, la rassegna che in sei anni ha saputo espandere il proprio terreno di ricerca e valorizzazione, oltre che al mondo agroalimentare, anche a quelli dell’artigianato e del turismo. Proprio questa caratteristica è valsa alla manifestazione la valutazione di ‘elemento fondamentale’ per la promozione dell’intersettorialità tra questi tre ambiti dell’economia, ed il conseguente inserimento fra gli eventi di interesse regionale.

Boccaccesca racchiude al proprio interno la ricerca e la tradizione, che assieme danno vita ad un evento irripetibile. Ricerca gastronomica, guidata dagli chef della manifestazione, ormai conosciuti in tutta Italia per le loro sperimentazioni che hanno come oggetto i prodotti tipici. Ed anche ricerca di nuove frontiere per la buona tavola, scoperta e valorizzazione di nuovi sapori.

Allo stesso tempo, Boccaccesca è tradizione, una tradizione che trova origine nel paese che la ospita, quella Certaldo tanto amata da Giovanni Boccaccio e tutt’oggi esempio di città medioevale tramandata nei secoli nella sua integrità. Ma anche tradizione di arti e mestieri, con i maestri artigiani che presentano i processi creativi di ieri e oggetti di raffinata bellezza e elevato valore.

Ed infine tradizione culinaria, i piatti di ieri a confronto con quelli di oggi, i cuochi di ieri e quelli di domani: molto valorizzate, infatti, le scuole italiane di cucina, che a Boccacecsca trovano spazi propri per far valere le loro doti, ed un concorso a loro riservato per scoprire dove nascerà il futuro della cucina italiana.

Insomma, tante anime in un continuo flusso avanti e indietro nel tempo per non perdere mai il legame con la tradizione italiana, che non è seconda a nessuno, ed allo stesso tempo restare al passo con i tempi e, perchè no, in certi casi precorrerli.

Redazione Nove da Firenze