Treni regionali: multe da oltre € 500mila per Trenitalia
Quinto Fiorentino, immediate vicinanze dei cantieri dell'Alta Velocità ferroviaria: le tombe etrusche sono al sicuro?

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 ottobre 2003 12:50
Treni regionali: multe da oltre € 500mila per Trenitalia<BR>Quinto Fiorentino, immediate vicinanze dei cantieri dell'Alta Velocità ferroviaria: le tombe etrusche sono al sicuro?

FIRENZE- Oltre 500mila euro di sanzioni: è quanto la Regione chiederà a Trenitalia per i disservizi causati ai pendolari. Lo ha dichiarato oggi l’assessore ai trasporti della Regione Toscana Riccardo Conti nel corso di una conferenza stampa in cui ha fatto il punto su quello che ha definito ‘l’autunno nero di Trenitalia. “E’ intollerabile – ha detto - quanto sta avvenendo sulle linee regionali. I treni soppressi sono aumentati di 2-3 volte rispetto ai primi mesi dell’anno, i ritardi, specie sulle tratte più frequentate sfiorano il 50 per cento dei casi, si moltiplicano i casi di sovraffollamento perché mentre i passeggeri aumentano, diminuiscono i posti offerti.

Così non si può andare avanti. La Regione ha aperto un contenzioso con Trenitalia: le multe salatissime dovranno servire a risarcire, almeno indirettamente, i pendolari che stanno vivendo giornate davvero difficili. Inoltre chiediamo a Trenitalia un immediato cambiamento di rotta: altrimenti saremo costretti a ridiscutere i contenuti del contratto di servizio in attesa che, comunque, le gare d’appalto ci consentano di porre condizioni ben più stringenti”. Ma vediamo, in sintesi i dati di questo ‘autunno nero’ del trasporto ferroviario.
I dati di settembre
I treni soppressi
Tra luglio e settembre ben 440 treni sono stati soppressi per cause addebitabili a Trenitalia, e in 190 casi non si è neppure provveduto alla sostituzione con bus.

Sono cifre più che doppie rispetto a quelle registrate nel primo semestre 2003. Le soppressioni sono concentrate tra fine agosto e fine settembre e si ripetono su alcune linee: Firenze- Borgo San Lorenzo, Chiusi-Siena, Cecina-Saline di Volterra, Pistoia-Porretta, Siena Grosseto. E’ proprio a questi disservizi, avvenuti per cause non giustificabili in alcun modo, che si riferisce la fetta maggiore delle sanzioni che saranno applicate dalla Regione Toscana.
I ritardi
Nel settembre 2003 il 13 per cento dei treni non è arrivato puntuale (nel 2002 erano il 10,8).

Ma il dato peggiora sensibilmente se si analizzano i treni più critici, cioè quelli delle tratte più frequentate dai pendolari. Il 46,3 per cento di questi treni non è arrivato puntuale e per quasi il 13 per cento il ritardo ha superato i 15 minuti. Tra i treni che hanno peggiorato in modo più netto le proprie prestazioni il regionale Pistoia Firenze delle 8, il Lucca-Firenze delle 8.01, il Firenze-Montevarchi delle 13.40, il Firenze-Borgo San Lorenzo delle 14.15.
L’affollamento
Le previsioni 2003 sono di un incremento generalizzato dell’utenza che passa da una media di 160mila passeggeri al giorno del 2002 a circa 180mila.

Ma alla crescita della domanda paradossalmente non fa riscontro un analogo sviluppo nell’offerta dei posti. Per questo aumentano i casi di sovraffollamento. Per i 15 treni ‘critici’ a settembre i posti offerti rispetto a quanto previsto dal contratto sono addirittura diminuiti: dal 97,4 per cento di aprile si passa al 91,1 di settembre. In un mese per 72 volte si sono verificati casi di sovraffollamento dovuti anche alla presenza di carrozze chiuse. Fenomeno quest’ultimo che si è ripetuto ben 14 volte sul treno Viareggio-Firenze delle 6.30, 9 sul Viareggio Firenze delle 5.45 e e 6 sul Firenze-Grosseto delle 17.35.
Il numero verde
In questo autunno nero ha subito un’impennata anche l’utilizzo del numero verde della Regione Toscana (800-570530): se nei primi mesi dell’anno le segnalazioni erano scese intorno alle 15 al mese, a settembre sono salite a 110: le chiamate riguardano in prevalenza ritardi e soppressioni, ma anche condizioni di affollamento e di pulizia dei treni.
Le ispezioni
Vista la situazione di particolare criticità le ispezioni regionali si sono concentrate a settembre sulla linea Firenze-Viareggio.

Nei 144 controlli effettuati sono stati riscontrati ritardi (27 casi), casi di carrozze chiuse o porte guaste (18), casi di scarsa pulizia in stazione (8). Ha subito un’impennata anche l’utilizzo del numero verde della Regione Toscana: se nei primi mesi dell’anno le segnalazioni erano scese intorno alle 15 al mese, a settembre sono salite a 110. In tutto nel corso del 2003 gli ispettori regionali hanno controllato 819 treni e 105 stazioni.
I dati di ottobre
L’andamento del mese in corso conferma quanto avvenuto nel periodo precedente.

I dati sono ancora parziali, ma si presume che il bilancio non di discosterà molto da quello del mese precedente. Sin qui i treni soppressi sono stati 74 (22 senza sostituzione); nella prima parte del mese, secondo Trenitalia cause delle soppressioni sono problemi organizzativi, mentre dall’11 ottobre all’origine delle soppressioni sono soprattutto i guasti e la mancanza di locomotori.
Le multe
Oltre 500mila euro di penali sono state richieste dalla Regione a Trenitalia per i disservizi di quest’ultimo periodo.

Le sanzioni riguardano in primo luogo la soppressione di treni ritenute ingiustificabili, la composizione del treno (numero vagoni previsti dal contratto rispetto a quelli utilizzati), le condizioni di pulizia, la mancata informazione agli utenti, i continui guasti agli impianti di condizionamento.
Le fermate degli Eurostar
I problemi delle linee regionali rischiano di essere ulteriormente aggravati dalla probabile istituzione di nuovi Eurostar da parte di Trenitalia sulla direttrice Roma-Milano.

Mentre infatti i nuovi Eurostar non offriranno un nuovo servizio alla Toscana (non sono previste fermate a Firenze, ma solo a Bologna) si introdurranno invece ulteriori rallentamenti per i servizi regionali e gli Intercity (fra Firenze e Chiusi 16 minuti in più). La questione è stata sollevata dall’assessore Conti in una lettera inviata al presidente di Fs Giancarlo Cimoli e all’amministratore delegato di Trenitalia Guido Renon. “Così – scrive Conti - si introducono ulteriori criticità in una situazione di saturazione, facendone pagare le conseguenze ai cittadini utenti dei servizi regionali”.


Il dialogo con i pendolari
In una fase così critica del trasporto ferroviario, diventa ancora più importante la collaborazione della Regione con i cittadini che ogni giorno utilizzano il treno per motivi di lavoro o di studio. Domani nelle stazioni di tutta la Toscana sarà consegnata a 30mila pendolari una pubblicazione che si intitola ‘In treno, prove di dialogo fra Regione e pendolari’. Assieme alla rivista i pendolari riceveranno anche una lettera dell’assessore Conti : “La Regione – scrive Conti è un utente speciale di Trenitalia da cui acquistiamo il trasporto regionale pagando 150 milioni di euro all’anno.

Il nostro obiettivo, come il vostro, è quello di ottenere un servizio efficiente”. Conti evidenzia le difficoltà di questi ultimi mesi, il peggioramento del servizio, i disagi degli utenti. “Come potete immaginare - aggiunge - il confronto con Trenitalia è impegnativo e complesso. Ma noi siamo determinati a andare avanti chiedendo il rispetto degli impegni, convinti come siamo che il treno è il mezzo su cui puntare di più: perché è sicuro, perché non inquina, perché decongestiona le nostre città”.

Di qui l’invito al dialogo: “Non vi chiediamo di avere pazienza, ma di scriverci, telefonarci, segnalarci i disagi, di controllare con noi giorno per giorno come vanno le cose, per migliorare davvero il servizio”.
Soppressioni improvvise, ritardi ormai sistematici, carrozze sovraffollate accanto a carrozze chiuse, mancanza di informazioni, sporcizia. Il peggioramento del trasporto ferroviario negli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti ed è testimoniato dalle cronache dei giornali.

Per vederci chiaro e stimolare un’inversione di tendenza, la commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Sirio Bussolotti (Ds), ha chiamato a rapporto il direttore regionale di Trenitalia, Fiorenzo Martini. “I disagi sono innegabili – ha detto Martini – ma non tutto dipende da noi. C’è un’infrastruttura che non può reggere più di un certo numero di treni; c’è l’esigenza di garantire la sicurezza, che gioca in termini contrari rispetto alla regolarità del servizio; ma soprattutto c’è stato il rinnovo del contratto dei ferrovieri, dal quale ci aspettavamo maggiore flessibilità e invece ha comportato un pesante irrigidimento per quanto riguarda turni e gestione del personale”.

Risposte che non hanno soddisfatto i consiglieri presenti. “Mi aspettavo qualcosa di più – ha commentato Bussolotti – Continuiamo a fare riunioni ma i problemi non si risolvono, qui è necessaria una svolta perché ai cittadini che si trovano i treni soppressi non interessano le questioni interne di Trenitalia: quello che vogliono è un servizio che funzioni”. Per il vicepresidente della commissione, Franco Banchi (Udc), è arrivato il momento di risolvere i problemi alla radice, intervenendo sul materiale rotabile, ormai vetusto, e mettendo mano alla questione delle nuove assunzioni.

Anche per l’assessore ai trasporti, Riccardo Conti, presente alla seduta, le giustificazioni fornite da Martini sono “irricevibili”. Conti ha annunciato una rimodulazione del contratto di servizio per inasprire o destinare diversamente le sanzioni. Molte le domande e le altre questioni sollevate dagli altri consiglieri, diversi dei quali sono loro stessi pendolari. Maurizio Dinelli (Fi) ha chiamato in causa anche le responsabilità della Regione, Erasmo D’Angelis (Margherita) ha chiesto clausole più penalizzanti nel contratto, Virgilio Simonti (Ds) ha evidenziato che i problemi sono arrivati dopo una fase di piccoli miglioramenti, Alfonso Lippi (Ds) ha lamentato la mancanza del riscaldamento nelle piccole stazioni.

In prossimità degli scavi per il tunnel ferroviario Alta Velocità ferroviaria e per il relativo tunnel di servizio, in località Quinto Fiorentino (FI), sono state segnalate il mese scorso fessurazioni nei muri della scuola elementare Giovanni Pascoli.

I vetrini di controllo sulle pareti - leggiamo nelle cronache - si sono spezzati: una circostanza che ha portato il sindaco di Sesto Fiorentino a firmare il 18 settembre un'ordinanza di immediata chiusura della scuola, con interruzione dell'attività didattica per tre giorni, e successivo trasferimento dei bambini in altre scuole.
L'associazione ecologista fiorentina Idra, che da anni esprime perplessità e preoccupazione per le condizioni di rischio supplementare alle quali risultano esposte - per effetto della cantierizzazione della linea ad Alta Velocità ferroviaria che si svolge a poche decine di metri - le tombe etrusche "La Mula" e "La Montagnola" (le architetture più antiche di Firenze) nonostante le condizioni precarie in cui versano, ha trasmesso ieri una lettera al soprintendente archeologico per la Toscana Angelo Bottini e al sindaco di Sesto Fiorentino Andrea Barducci.
"Lo scorso 21 ottobre - scrive Idra - abbiamo appreso che i risultati del monitoraggio in corso all'interno della scuola non appaiono in alcun modo incoraggianti, al punto che "il monitoraggio sulla Pascoli - ha dichiarato alla stampa l'assessore ai lavori pubblici Anna Giarrocco - dovrà proseguire ancora per tre o quattro mesi per scoprire le cause dei cedimenti ed approntare le possibili soluzioni per questi problemi […] Solo dopo quando le condizioni di sicurezza saranno pienamente ripristinate i bambini potranno far rientro nella scuola"".

L'associazione fiorentina menziona anche il parere espresso sulla stampa da un tecnico del Comune di Sesto Fiorentino, che ha proposto due possibili cause: "Non bisogna dimenticare che si è verificato giorni fa sull'Appennino un sisma di una certa entità, che avrebbe potuto essere all'origine del movimento. Così come è possibile pensare alla siccità di questa estate che ha abbassato sicuramente la falda idrica coinvolgendo le fondamenta della scuola".
Idra fa rilevare come i preziosi manufatti archeologici di Quinto Fiorentino "La Montagnola" e "La Mula" siano stati esposti, per la loro vicinanza alla scuola elementare oggetto dell'ordinanza di chiusura, alle medesime sollecitazioni sismiche e ad analoghe condizioni idrogeologiche.

Circostanze potenzialmente aggravate dalla presenza - nelle immediate prossimità - degli scavi per i tunnel dell'Alta Velocità e dalle interferenze con la falda che ne derivano.
L'associazione fiorentina chiede quindi al soprintendente e al sindaco informazioni sui dati che sono stati forniti dagli impianti di monitoraggio statico e idrogeologico, e sull'interpretazione che ne viene data in funzione della tutela dei monumenti.
Idra coglie l'occasione per chiedere "se si sia provveduto a dotare anche la tomba etrusca della Mula di impianti di monitoraggio statico e idrogeologico".

Collegamenti
In evidenza