Considerazioni sullo sviluppo della società dell'economia della conoscenza
di Paolo Manzelli, direttore dell'Education Research Laboratory / EGO-CreaNET dell'Università di Firenze

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
06 febbraio 2002 12:50
Considerazioni sullo sviluppo della società dell'economia della conoscenza<BR>di Paolo Manzelli, direttore dell'Education Research Laboratory / EGO-CreaNET dell'Università di Firenze

La societa' dell'economia della conoscenza proposta dalla riunione straordinaria della UE di LISBONA 2000 e' ancora lontana da essere culturalmente acquisita come elemento fondante della societa' post-industriale e cio' comporta gravi problematiche per la disoccupazione e sottoccupazione di laureati e diplomati il cui mancato impegno trova corrispondenza nelle gravi diseconomie nella societa', che risulta incapace di superare problemi e contraddizioni presenti generate dalla pochezza culturale e politica di cogliere e favorire le opportunita' di lavoro intellettuale che rimangono ancora represse.
Purtroppo fino ad oggi e' carente una mentalita' ed una cultura intellettuale, sia nella classe docente che politica, che dovremo far emergere ancor prima di realizzare una capacita' di "knowledge management" di network di impresa in modo che attivita' congiunte tra Universita' Scuole ed Editori on line, divengano capaci di rispondere entro progetti di rinnovata valenza educativa e contenuti formativi innovativi , all'esigenza di attuare nuovi processi formativi, al modello di sviluppo dominato dal cambiamento dei mezzi di produzione e di comunicazione.
Ritengo che nel nostro impegno scientifico/culturale, tale che che non prescinda ne' trascuri la dimensione storica nella quale l'uomo oggi si trova ad operare.
E' necessario considerare che il concetto della FISICA CLASSICA, e' ancora esente dall'essere riconcettualizzato, come sarebbe necessario, proprio in quanto esso esclude a priori il lavoro intellettuale.
Infatti tale definizione del LAVORO e' confinata nel dare spiegazione alla capacita' meccanica volta a "produrre" oggetti in una situazione locale di applicazione della FORZA; ma tale linea cognitiva oggi ' conduce a tratteggiare la categoria "lavoro", definendone una valenza discriminante tra "Produttivo/Tangibile" ed "Improduttivo/Intangibile" , quella cioe' che e' stata normalmente applicata nel contesto di una concezione meccanica - localmente considerata, propria della societa' industriale che oggi dovremo superare cognitivamente ed operativamente per dare sviluppo al ".Brain-e.Work", tramite una formazione di NET-LEARNING.
La strategia che ho iniziato a impostare con il gruppo CIeA ha infatti lo scopo di attuare una proposta operativa di NET-LEARNING organizzato come CROSS- TRAINING FERILISATION, tale che possa essere rispondere ai nuovi bisogni di sviluppo intellettuale, non piu' tendenti a riprodurre relazioni cognitive e di comunicazione tradizionali, ma finalizzate ad elaborare strategie ed economie di formazione del KNOWLEDGE MANAGEMENT nell'ambito di nuovi interventi Formativi ( meglio sarebbe dire TRASFORMATIVI) per l'attuazione di un nuovo modello di educazione "ORGANICO" allo sviluppo storico sociale e produttivo dell'epoca contemporanea.

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