I cannibali in occasione della Giornata della memoria

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 gennaio 2002 17:46
I cannibali in occasione della Giornata della memoria

In occasione della 2a Giornata nazionale della Memoria della Shoah, Centrale dell’Arte in collaborazione con il Teatro Metastasio di Prato, la Regione Toscana, l’ETI - Ente Teatrale Italiano, il Teatro della Pergola di Firenze, e l'Università di Firenze, propone un momento di riflessione ad ampio raggio sul tema della Memoria dell’Olocausto.
Evento centrale dell’iniziativa sarà la rappresentazione in prima nazionale de I CANNIBALI di George Tabori, messo in scena da Centrale dell’Arte con la regia di Laura Forti e Teo Paoli.

George Tabori è senza dubbio una delle personalità artistiche più insolite e interessanti del Novecento: ebreo ungherese, giornalista e scrittore, sceneggiatore per Hitchcock, amico di Brecht e a sua volta autore teatrale, Tabori dedica la sua vita ad affrontare il tema della shoah e della discriminazione razziale, lottando contro i facili stereotipi e risvegliando la coscienza civile del suo pubblico. Il suo stile surreale a volte ricorda l’ironia graffiante di Ionesco e di Beckett, a volte l’asciuttezza e il rigore di Brecht, a volte il gioco meta-teatrale di Pirandello.
Ne I CANNIBALI Tabori traccia una prospettiva nuova, ricercando l’uomo nel dramma della Shoah, e perciò portando l’Olocausto a simbolo dell’annullamento, a metafora delle identità spezzate.
Nel testo un gruppo di figli di morti ad Auschwitz, con l’aiuto di due sopravvissuti, ripercorre, attraverso un gioco teatrale, la vicenda che ha portato i loro genitori alla morte: la morte di un compagno, la decisione di mangiarlo, il conflitto fra il gruppo e Zio Tabori (il padre dell’autore) che cerca di convincere i compagni a desistere, il successo di Zio e la scelta finale quando l’SS guardiano della baracca ordina al gruppo di mangiare.
Mangiare, sopravvivere e portare memoria o mantenere la propria dignità e sparire inghiottiti nei sei milioni di morti? È questa la domanda su cui si interrogano i figli mettendo in scena la storia dei padri.

Una riflessione profonda sull’essere umano. I protagonisti de I CANNIBALI non sono eroi; sono uomini normali, con le loro paure, piccolezze e grandezze. Attraverso di loro i milioni di morti dell’Olocausto tornano ad essere quello che realmente sono: persone, vite, storie, annientate brutalmente dalla macchina di sterminio nazista.
Una prospettiva che offre importanti temi di riflessione che verranno ripresi e affrontati nel corso della tre giorni di spettacoli, eventi e dibattiti con artisti e ospiti internazionali organizzata da CENTRALE dell'ARTE, compagnia che basa la propria ricerca teatrale sul rapporto con il territorio e con tematiche di rilevanza sociale.
Un programma articolato fra Prato e Firenze che prevede l’ospitalità dello spettacolo Anthology del gruppo Israelo-palestinese del Teatro di Akko, un gruppo che dalla sua nascita lavora sul rapporto fra le due etnie, facendo incontrare attori dell’una e dell’altra parte, la proiezione del film Don’t touch my Holocaust del regista Asher Tlalim sull’esperienza del Teatro di Akko e sul loro celebre spettacolo Arbeit macht frei (da cui Anthology è tratto), la conferenza Mangiare memoria, su teatro e olocausto moderata da Siro Ferrone, la tavola rotonda La Shoah vista dal Medioriente.

Eventi di alto livello che vedranno la partecipazione di personalità del teatro e della cultura come Robert Skloot (vicerettore dell’Università del Wisconsin), Warren Rosenszweig (direttore del Judischer Theater, Austria), Siro Ferrone, (Università di Firenze, Dipartimento di storia delle Arti e dello Spettacolo) Francesco Spagnolo, Ida Zatelli, Shimon Levy gli artisti coinvolti nel progetto (Moni Yosef e Smaadar Yaaron del Teatro di Akko, Asher Tlalim, Y. Morad, Laura Forti, Teo Paoli) e rappresentanti delle Istituzioni regionali.

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