Il modello laburista nell'Italia del Novecento


Dibattito sulla base del libro di Ariane Landuyt e Gian Biagio Furiozzi, il 2 aprile 2001, ore 21.30, alla Libreria Edison in Piazza della Repubblica. Interventi di: Pierluigi Ballini, Cosimo Ceccuti, Valdo Spini.
Il problema storico affrontato in questo volume è costituito dall'analisi dell'influenza esercitata dal modello laburista inglese nel corso del Novecento sulla cultura politica italiana, in particolare su quella della sinistra socialista e democratica, ma anche su quella cattolica.
Si tratta di un argomento che ha finora occupato un posto marginale nella storiografia italiana, per un verso legata a stereotipi e paradigmi interpretativi considerati esaustivi e per un altro poco attenta al tema della "circolazione delle idee".
Gli interventi raccolti in questo volume dimostrano come in Italia alla cultura politica di un vasto schieramento abbiano contribuito anche influssi diversi rispetto a quelli tradizionalmente individuati.
Tra questi un posto di rilievo spetta al laburismo. Con la sua struttura organizzativa, i suoi programmi e obiettivi politici, il modello laburista aveva già guadagnato l'attenzione del primo socialismo italiano. Esso era poi divenuto uno dei punti di riferimento per 1'antifascismo democratico: basti pensare a personaggi come Giacomo Matteotti, Carlo Rosselli, Giuseppe Emanuele Modigliani e Guido De Ruggiero. Nel secondo dopoguerra il mondo politico italiano seguì con interesse - benché con valutazioni contrastanti - l'esperienza di governo compiuta in Inghilterra dal laburismo. Le innovazioni introdotte dal Labour, in primo luogo la costruzione del Welfare State, furono un terreno di confronto per quell'arco di forze (formato da socialisti e da laici, ma in una certa misura anche da cattolici) che vedeva nel riformismo democratico, sociale ed economico, la strada maestra per portare a compimento la modernizzazione del paese e il suo definitivo inserimento nel mondo occidentale.
Ariane Landuyt é ordinario di Storia contemporanea nell'Università di Siena. Dal 1997 dirige l'Istituto socialista di studi storici. Si è occupata di storia del socialismo e dell'antifascismo italiano ed europeo. Recentemente ha curato Carlo e Nello Rosselli. Socialismo liberale e cultura europea (1937 - 1997), Firenze 1998.
Gian Biagio Furiozzi è ordinario di Storia del Risorgimento nell'Università di Perugia. Ha pubblicato numerosi studi sulla storia del movimento operaio e socialista italiano ed europeo. Tra le sue più recenti pubblicazioni figura la monografia Il Partito del Lavoro, Perugia 1998.

Redazione Nove da Firenze