Uranio impoverito: inquietudine anche in Toscana


I Verdi hanno riaperto il telefono grigio-verde (06-68135313) per “contribuire a fare chiarezza” sulla vicenda della presunta contaminazione di militari italiani da uranio impoverito e hanno chiesto la proibizione del volo degli aerei Alitalia che risulteranno avere le ali piene di uranio esaurito.
I VERDI della Toscana avevano già al tempo della guerra Nato nel Kosovo segnalato il pericolo dei proiettili all’uranio impoverito seguendo una politica di non violenza e pacifismo molto forte tra i verdi fiorentini e toscani.
FABIO ROGGIOLANI, capogruppo VERDI – Toscana Democratica in Consiglio Regionale, denuncia che le armi all’uranio impoverito non sono armi convenzionali: “I proiettili all’uranio violano trattati internazionali fondamentali che hanno cercato di limitare l’uso e la minaccia dell’uso della violenza contro le popolazioni civili nei conflitti armati, come dice lo stesso trattato, che insanguinano il nostro pianeta. L’uranio impoverito è un metallo pesante, radioattivo e altamente tossico. Una volta usato esso rimane nell’ambiente per un lunghissimo periodo di tempo causando un inquinamento persistente del suolo e delle acque. Ho presentato in Consiglio Regionale – ha concluso FABIO ROGGIOLANI - un’interrogazione urgente per invitare la Giunta Regionale a effettuare screening sanitari relativi ai militari toscani dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito coinvolti nelle zone contaminate in Bosnia e in Kosovo e soprattutto ad elaborare proposte di test e indagini specifiche nei confronti dei volontari toscani della Protezione Civile coinvolti nelle operazioni di solidarietà con i Balcani e che potrebbero aver ingerito, a loro insaputa, acqua o cibo contaminato o aver toccato materiali inquinati dall’uranio impoverito. I Verdi chiedono inoltre l’avvio di un piano internazionale di solidarietà, di iniziativa delle Regioni Italiane, per mettere in atto test e screening sanitari nei confronti delle popolazioni civili di Bosnia e Kosovo”.
Immediata la risposta della giunta, per bocca dello stesso presidente Martini e dell'assessore al diritto alla salute, Enrico Rossi. "Ho dato mandato alle Aziende Sanitarie - ha detto l'assessore Rossi - di mettere a disposizione i servizi e le strutture sanitarie regionali per tutti coloro che intendono sottoporsi ad accertamenti sanitari volontari, previa una richiesta mirata del medico curante". La direttiva trasmessa dalla Regione Toscana alle Asl, è tesa ad assicurare la massima tutela della salute di tutti i cittadini, militari e civili, coinvolti a vario titolo nelle attivit… di soccorso e di pacificazione delle popolazioni dei Balcani "In tal senso - prosegue l'assessore Enrico Rossi- sono in corso contatti permanenti con il livello centrale del Ministero della Sanit… e degli organismi scientifici nazionali per adottare le soluzioni pi— opportune dal punto di vista della sorveglianza epidemiologia e per garantire, nel quadro degli interventi previsti, coordinati ed integrati a livello nazionale, la disponibilità delle strutture alle quali sar… possibile rivolgersi sia per le informazioni che per l'accesso ai servizi sanitari". "La Toscana è da tempo fortemente impegnata - ha aggiunto il presidente Claudio Martini - nell'area dei Balcani: anche per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre strutture medico- scientifiche per favorire una valutazione sanitaria e ambientale. Siamo inoltre pronti ad accogliere i malati gravi che non possono essere curati in sede locale. Credo inoltre sia opportuno richiedere che le armi all'uranio impoverito siano messe al bando". Rispetto alla possibile contaminazione da uranio impoverito nei prossimi giorni l'Assessorato al Diritto alla Salute organizzer… specifici incontri con le associazioni del volontariato, la Protezione Civile, le associazioni non governative, al fine di definire le linee di intervento. Delle risoluzioni adottate saranno informate anche le autorità militari.
"L'uranio Impoverito proveniene come residuato dal processo di arricchimento del U 235, ed considerato materiale di scarto, in quanto contiene l'Uranio poco radioattivo che e' il piu' diffuso in Natura (U 238) -spiega a NOVE il dottor Paolo Manzelli, ricercatore della facoltà di Chimica dell'università di Firenze- quest'ultimo viene utilizzato per fare Bombe. Infatti l'Uranio e' un metallo molto pesante, quasi due volte piu' del Piombo o dell'acciaio: Spesso viene utilizzato anche ad altri scopi per la sua pesantezza ad es. come zavorra nel contrappeso delle barche a vela da altura, ed e' poco radioattivo. Pero' l'Uranio ha una proprieta' utile per far bombe, perche se viene finemente suddiviso in polvere, esso e' pirofilo cioe' brucia spontaneamente ad elevata tempetarira e cio' permette una piu' ampia penetrazione delle bombe. Pertanto l'U 238 di scarto, diviene un buon investimento perche' le bombe all'uranio impoverito hanno un eccezionale effetto distruttivo.
L'U238 (ovvero impoverito) ha una bassa radioattivita', ma nel momento che esplode e brucia crea isotopi fortemente radioattivi alcuni a piu' elevata radioattivita dell'U235 , con tempi di dimezzamento assai brevi.
L'esposizione a tali radioazioni si sa bene che genera malattie mortali quali la leucemia.
Gia nelle guerra del Golfo 1991 per l'uso delle Bombe ad Uranio Impoverito, sia tra i soldati americani cosi' come nella popolazione civile, si verificaronovari casi di morte per leucemia ed altri tumori provocati dalla esposizione radioattiva con effetti che nessuno sa ancora quanto esattamente possa essere lungo il periodo di contaminazione. Inoltre le polveri di Uranio inalate hanno una elavata tossicita' chimica: infatti depositandosi nei polmoni, reni, fegato e cervelllo..., tali particelle anche a bassa radioattivita' possono provocare gravi danni alla salute per avvelenamento da Uranio.
Di conseguanza nel 1997 la commissione dei diritti umani chiese all'ONU una risoluzione che vietasse l'uso di queste armi di indiscriminata distruzione di massa".

L'11 gennaio dovrebbe finalmente andare in onda il documentario "La Sindrome del Golfo" girato nel 1996 dal regista Alberto D'Onofrio. reportage fatto per conto della stessa RAI è stato bloccato per oltre 4 anni senza essere trasmesso né essere ceduto ad altre emittenti o all'autore stesso che ne avevano fatto richiesta. Il documentario illustra gli effetti della malattia che ha colpito oltre 100.000 soldati americani su 700.000 spediti nel 1990 a combattere contro l'Irak: leucemie, tumori di vari genere ecc. causati dai residui dei proiettili e delle bombe all'uranio, dalla dispersione nell'aria di sostanze chimiche tossiche in seguito ai bombardamenti sui depositi di armi irakeni, da un cocktail di vaccini sperimentali somministrato ai veterani del Golfo. A distanza di anni molti figli di questi veterani sono nati malformati (come ben illustra il documentario). "La Sindrome del Golfo" fu proiettato nel maggio del '99 anche dal Comitato della Pace della Valdisieve in una serie di iniziative contro la guerra. Il filmato girò l'Italia attraverso un circuito alternativo (centri sociali, associazioni, collettivi, università, ecc. ) toccando circa 130 città. Le questioni relative all'uso dell'uranio impoverito furono portate in mille dibattiti e manifestazioni contro la guerra denunciando gli effetti che avrebbe avuto sulle popolazioni colpite dal conflitto e sulle generazioni future (i tempi di decadimento dell'uranio si calcolano in migliaia di migliaia di anni), come già era accaduto in Irak, senza calcolare i danni permanenti all'ambiente. Oggi se ne parla come di un'incredibile e sconvolgente novità, persistendo comunque nell'indifferenza per le ripercussioni sulle popolazioni civili.

Redazione Nove da Firenze