L'Arno è gonfio


Esondazioni sono segnalate in molte zone della Toscana, mentre e' ripreso a piovere quasi ovunque. In Lucchesia: a Vinchiana si temono ulteriori frane mentre si cerca di recuperare gli ultimi due corpi, a Camaiore i vigili del fuoco sono stati impegnati per alcuni smottamenti in localita' Belvedere. Allagamenti e strade chiuse fra Prato e Pistoia dove le acque dell'Ombrone sfiorano alcuni ponti sulla statale 66 Pistoiese, chiusa in piu' tratti. Ed è di nuovo emergenza per i torrenti fiorentini.
"Dopo che il Consiglio Comunale a luglio ha votato all'unanimità il mio l'ordine del giorno niente è stato fatto per mettere in sicurezza gli argini dei torrenti. Nonostante il Comune avesse tutto il tempo per intervenire niente è stato fatto. L'incuria alla quale sono stati lasciati i torrenti non ha scusanti da parte dell'amministrazione». E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Azione per Firenze Gabriele Toccafondi secondo il quale «lo stato in cui si trovano in questi giorni Terzolle, Mugnone, Greve, Ema ma anche l'Arno è dovuto sia a problemi burocratici tra Ministero dei Lavori Pubblici e Comune, che alla mancanza di fondi in bilancio vincolati alla manutenzione dei fiumi». Secondo il capogruppo di Azione per Firenze «la spesa preventivata per la pulizia durante tutto l'anno degli argini dei corsi d'acqua fiorentini non supererebbe gli 800 milioni. Milioni che questa amministrazione non ha destinato nel bilancio 2000. Soldi che nessuno è riuscito a recuperare in altri settori del bilancio e così l'unica soluzione sembra quella di sperare smetta di piovere prima possibile». «Ma c'è di più - ha concluso Toccafondi - in quanto l'amministrazione, anche in base a quanto scritto nell'ordine del giorno votato a luglio, avrebbe dovuto coordinarsi con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, al quale spetta per legge la pulizia dei torrenti una volta all'anno per motivi di sicurezza. Come tutti possono notare, soprattutto Terzolle, Greve e Ema non sono stati puliti né dal Comune né dal Provveditorato alle Opere Pubbliche».

Redazione Nove da Firenze