Torna in commercio A Firenze si parla così di Renzo Raddi (Sarnus 2026, 336 pp., euro 18), frasario moderno del vernacolo toscano divenuto ormai un classico del genere. Stampato per la prima volta nel 1976 per i tipi della libreria SP44 di Paolo Sacchi, il libro conobbe un incredibile successo di pubblico, andando presto esaurito. Nel 2003 è stato ripubblicato da Mauro Pagliai per le Edizioni Polistampa, arrivando nel 2009 alla settima ristampa, quindi di nuovo esaurito.
Dopo la morte dell’autore, avvenuta nel 1988, i figli ne hanno raccolto le carte e avviato l’opera di trascrizione, mettendo insieme una mole di detti ed espressioni fiorentine che confluirà in un grande dizionario di 900 pagine: Icché tu dici, che uscì nel 2011 per la Società Editrice Edison, tramite l’Accademia dell’Iris. Quando fu poi riproposto da Edizioni Clichy, le copie del longseller A Firenze si parla così furono ritirate dal mercato.
Oggi Antonio Pagliai si è rivolto agli eredi realizzando una nuova edizione. A mezzo secolo esatto dalla prima uscita, il libro torna sugli scaffali nella sua veste originaria: copertina bianco avorio con l’inconfondibile riquadro giallo ? lo stesso che contraddistingue le edizioni Sarnus, che proprio da quel volume hanno preso ispirazione. Al centro, una vignetta caricaturale che ritrae Raddi con microfono e registratore, mentre intervista un accigliato Dante Alighieri.
L’edizione originale includeva un 45 giri intitolato A Firenze si parla (e si canta) così, con gli stornelli letti da Luciano Ciaranfi.
Di estrazione popolare, autodidatta, privo di titoli accademici ma dotato di una curiosità e di un’erudizione fuori dal comune, Raddi raccolse nel corso della vita un ricchissimo patrimonio lessicale, intervistando con il registratore i passanti per le strade della città – non diversamente, in fondo, da quanto aveva fatto Niccolò Tommaseo per il suo dizionario toscano. Amava Firenze e la sua gente, e ascoltava con autentico interesse ciò che ciascuno aveva da raccontare. Oltre ai libri sulla lingua fiorentina, lasciò testi di canzoni in vernacolo, poesie popolari, romanzi e sceneggiature teatrali. A custodirne oggi l’eredità sono i figli, Brunella e Maurizio, cui si deve la paziente opera di ricostruzione e trascrizione, e la nipote Alessandra, autrice a sua volta, che ha ereditato la passione per i libri e dirige la libreria Leggermente in viale Talenti, da lei fondata.