A don Ciotti il Pegaso d'oro

Enrico Rossi sulla corruzione: "Marcio che lascia sgomenti". Ma in questi giorni si è dichiarato favorevole al sottoattraversamento TAV di Firenze. Il consigliere Mario Razzanelli (FI) chiede delucidazioni all'Amministrazione


FIRENZE- "Certezza della pena, pene più severe, stretta sui reati e sulle confische: queste misure annunciate ieri dal presidente del Consiglio vanno nella direzione giusta per un contrasto reale a un fenomeno, la corruzione, che in questo Paese ha assunto dimensioni inaudite". Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che oggi ha conferito il "Pegaso d'oro" a don Luigi Ciotti, per l'associazione Libera, riconoscendo in questo sacerdote - così recita la motivazione ufficiale - "l'umile e instancabile operatore di pace e giustizia, promotore di una cultura della non violenza quale migliore risposta alla diffusione del fenomeno mafioso e dei suoi meccanismi". Don Ciotti ha ricevuto il più importante riconoscimento istituito dalla Regione Toscana nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Firenze, nel Palazzo Strozzi Sacrati sede della presidenza della Regione Toscana. Sottolineato come don Ciotti ("La sua vita e la sua azione pastorale è da sempre spesa generosamente in favore dei diritti dei più deboli, degli ultimi e della vita democratica e civile del Paese") abbia da sempre compreso come "all'attività dei poteri criminali si debba rispondere con una analoga capacità della società civile di reagire", Enrico Rossi ha ricordato come migliaia di giovani toscani, dal 1994, anno della prima legge regionale per la legalità, abbiano partecipato a esperienze di lavoro nei terreni sottratti alle mafie e come siano stati portati avanti progetti educativi nelle scuole arrivando a costituire, in Regione Toscana, il Centro per la legalità democratica ("struttura dedicata alla raccolta, produzione e divulgazione di documenti e materiali sui temi della criminalità organizzata e delle mafie, del terrorismo e delle stragi, della sicurezza urbana e dell'educazione alla legalità"). 69 - ha ricordato Rossi - i beni confiscati in Toscana alla criminalità organizzata: 12 aziende e 57 immobili. Fra questi l'azienda agricola di Suvignano ("Con l'agenzia nazionale dei beni confiscati stiamo concludendo un accordo, proprio in questi giorni, per mantenere l'utilizzo di questo bene a uso sociale"). E Rossi ha definito il "riuso sociale" come "conquista dell'antimafia italiana dalla quale non si può tornare indietro: conquista da perfezionare e allargare anche ad altri reati come la corruzione". E proprio sulla corruzione ("Basta dare un'occhiata all'attualità, ai tanti vasi che vengono scoperchiati e al marcio che ne fuoriesce e che lascia sgomenti"), Rossi si è infine soffermato sul valore dell'educazione dei giovani alla legalità. "Un vaccino – ha detto riferendosi in particolare ai campi antimafia – contro la criminalità organizzata". Tutto centrato sull'esigenza di restituire il primato alla "coscienza" e alla "responsabilità" l'intervento di don Luigi Ciotti che, parlando in una sala Pegaso affollata da autorità ed esponenti della società civile, non si è sottratto a commenti sulla stretta attualità di quanto sta accadendo a Roma ("Bene ha fatto la Procura a dare il 416 bis"). Per il fondatore di Libera ("è necessario fare pulizia, ma senza l'autoriforma delle coscienze il rinnovamento non sarà autentico") l'augurio è quello a essere "eretici" puntando sulla dimensione, implicita in questo concetto, della scelta ("Eretico è chi sceglie, chi ama la ricerca della verità più della verità, chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non pensa che la povertà sia una fatalità perchè la speranza ha bisogno del contributo di tutti"). Una standing ovation ha accolto le parole di don Luigi che ha anche sottolineato la centralità della lotta alla corruzione nel magistero di papa Francesco. Il "Pegaso d'oro della Regione Toscana", istituito nel 1993, è un riconoscimento per segnalare al pubblico encomio cittadini, italiani o di altri Paesi, che hanno reso un servizio alla comunità nazionale e internazionale attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani. Consiste in una riproduzione del cavallo alato, simbolo della Regione Toscana, tratto da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini. Fra i premiati, nel corso dei decenni, Luis Sepulveda e Margherita Hack, Roberto Benigni e Silvano Piovanelli, Eugenio Garin e Mario Luzi, Jacques Delors e Mikhail Gorbaciov.


Giovedì 11 scorso durante il convegno “Muoversi in Toscana” l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, ha sostenuto che i cantieri dell'alta velocità a Firenze sono bloccati e non ripartiranno fino a settembre 2015. Il presidente della Regione Enrico Rossi pretende si scavino i tunnel altrimenti minaccia di non rinnovare il contratto per la gestione del servizio regionale alle Ferrovie, adducendo come motivo che Santa Maria Novella sarebbe congestionata dai troppi treni AV.

Il comitato No Tunnel TAV ricorda però come sia documentato un abnorme aumento dei costi nel bilancio di Nodavia che, nell'aprile di quest'anno, vantava spese aggiuntive per oltre 520 milioni di euro a fronte di lavori eseguiti del valore di 120 milioni; questo perché i cantieri sarebbero sottoutilizzati e i lavori eseguiti non secondo gli accordi previsti: "Dubitiamo che lo scavo dei tunnel possa iniziare, ma i lavori nel cantiere della stazione Foster si sono fermati solo nelle settimane immediatamente successive all'inizio dell'inchiesta della magistratura nel gennaio 2013; e proseguiti lavorazioni minori, quanto non era bloccato dalla mancanza di autorizzazioni".

In questi giorni è ripartita una nuova fase di scavo che abbasserà di 5 metri il livello del terreno con la conseguente produzione di 30.000 metri cubi di terre; queste saranno conferite in discariche e non a Santa Barbara - come previsto dal contratto d'appalto - per la mancata approvazione del “piano di utilizzo” delle terre medesime da parte del Ministero dell'Ambiente. Per il cantiere Macelli sono state chieste deroghe per il superamento dei limiti dei rumori e si prevede il passaggio di 40/50 camion al giorno.


"Penso alla gara relativa al Grande Teatro dell'Opera, indetta senza che la città ne fosse al corrente e vinta dalla Sac, azienda vicina al Pd e finanziatrice delle campagne elettorali dei Ds, una gara irregolare azzerata dal Tribunale ma non dalla politica. Renzi decise che i lavori dovevano andare avanti -dichiara il consigliere Mario Razzanelli (FI)- Penso alla Tav di Firenze, alla Coopsette, la cooperativa rossa che si è aggiudicata i lavori e che dopo essere stata sotto processo per traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e frode ha ceduto il 90% delle quote a Condotte spa, altra azienda citata nell'inchiesta sul Mose. Non c'è sempre bisogno di un'inchiesta, per quanto importante e puntuale, per capire che troppe cose non vanno. A Firenze lo diciamo da tempo che sarebbe opportuno da parte della politica un più attento controllo rispetto alle grandi opere che vedono protagonista la città. Qualche settimana fa Riccardo Fusi, ex presidente Btp, in un' intervista a proposito degli appalti fiorentini ha dichiarato:

La gara sull’ alta velocità a Firenze non la doveva vincere Nodavia, il loro ribasso d’asta era insostenibile e i giustificativi che hanno presentato assurdi. Eppure sono passati, come è passato il ribasso del 45 per cento per la gara sugli Uffizi, i ribassi della Metro C a Roma e sul Ponte dello Stretto, dove ho partecipato sapendo di perdere perché si sapeva chi doveva vincere. Nello stesso modo sono passati i documenti del Parco della musica di Firenze: nella fretta di andare avanti approvavano qualsiasi cosa. Adesso si sono accorti che scavando la stazione Foster c’era un problema di smaltimento dei terreni, ma era una storia risaputa e l’unico dirigente che si è opposto è stato trasferito. La verità è che il sistema è fatto apposta per rallentare i tempi e aumentare i costi. A Firenze e in Italia vince chi ha più uomini in commissione. E in questo la politica ha un peso.

Politica e costruzioni in Toscana significa cooperative rosse. Dunque, se questo signore sta mentendo, perché gli amministratori chiamati in causa non lo querelano? Perché il Pd fiorentino non ci dimostra con chiara evidenza che è tutto in regola?".

Redazione Nove da Firenze