Gran settimana all'Anfiteatro delle Cascine


Stasera -ore 21,30- sul palco estivo delle Nozze di Figaro approda Nardo, per la presentazione del suo debutto discografico Uno. Nardo Lunardi chitarrista e compositore, inizia giovanissimo la sua carriera di musicista con alcuni dei gruppi storici della scena punk/rock degli anni '80. Neon e Pankow. Con queste formazioni Nardo porta avanti una intensa attività live in Italia e all'estero, esperienza che gli consentono di confrontarsi direttamente con il panorama underground d'oltrefrontiera. Nelle vesti di chitarrista, voce ed autore collabora successivamente con Il Presidente (gruppo live di Garbo). Sul finire degli anni 90 entra a far parte della etichetta Cockney, con cui registra l'album Uno, un disco intenso che accoglie sonorità punk/grunge, ballad (come Gira e La mia Ragazza), cover dal piglio decisamente originale (Pietre di Antoine) e atmosfere dichiaratamente pop (Fiori Gialli, che diventa anche il primo singolo). Attualmente in tour con la sua affiatatissima band, nei ritagli di tempo Nardo collabora con Death SS e L.I.N.
Domani i fiorentini Otto P'Notri presentano l'ultimo album "Secondo la Legge del Caso". Nati dalle viscere di un dio del caso gli Otto P'Notri raggiungono una formazione stabile nel 1991 ed in questo periodo iniziano le loro prime esibizioni dal vivo. Tutto il materiale prodotto da quest'anno fino al 1994, servirà al gruppo come archivio personale di numerose sperimentazioni sonore, sempre in bilico tra un'adesione apocrifa ai modelli anglosassoni ed una rilettura totalmente selvaggia della tradizione «pop». Le fonti di ispirazione non ci sono, perché numerosissime, i riferimenti musicali sono inutili perché delimitano una tradizione che non c'è -quella del pop italiano- fatta di scarti, prestiti, vuoti e frammenti. Otto P'Notri quindi, come una sorta di «Officina di Vulcano» della musica, un suono di cui non hanno la proprietà, ne la totale esclusività, ma solo la forza di un possibile assemblaggio. Allora cosa producono gli Otto P'Notri? Elettronica ? Si, se si intende un linguaggio sonoro complesso, caotico e che ricorre all'uso tecnologico. Pop ? Si, pop di tensione melodica e strappo improvviso. Punk ? Anche, se si tratta di non fidarsi troppo della forma. Insomma, un rito di passaggio che potrebbe continuare all'infinito. Nel 1996/97, il gruppo entra a far parte della Cockney Music, etichetta «indie» fiorentina per la quale hanno già inciso gruppi della scena toscana come BANDABARDO' e DE GLAEN. Nel discembre del 1998 esce il Cd singolo Nave di Speranza (Cockney Sony) che anticipa l'album di esordio Secondo la Legge del Caso, pubblicato nel marzo del '99. Line up: David Bindi chitarra e voce, Fabrizio Orrigo piano e tastiere, Umberto Bartolini batteria, Claudio Mangionello basso e chitarra, Massimo Fantoni chitarra.
Per tutti gli amanti dei Led Zeppelin mercoledì è una data da segnare in rosso sul calendario: sul palco dell'Anfiteatro delle Cascine sono di scena infatti i Norge, una delle più acclamate cover-band dei Led Zeppelin attualmente in circolazione: un gruppo capace di riproporre, fedelmente, i successi di Page, Plant & Co, e composto da esperti musicisti del panorama fiorentino come Lorenzo De Sio (basso), Jacopo Meille (vocalist), Elio Nencioni (chitarra) Alex Raimondi (batteria).
Una carriera quasi ventennale, milioni di fans in tutto il globo e la certezza di aver diffuso il verbo dell'acid-jazz come nessun altro. Sono gli Incognito, la big-band capitanata da Bluey Maunick di scena giovedì all'Anfiteatro delle Cascine – inizio ore 22, ingresso gratuito - a due anni di distanza dalla loro ultima, affollatissima, performance fiorentina. Occasione buona per gusta, dal vivo, l'ultima fatica discografica degli Incognito, No Time Like The Future, un album dato alle stampe appena due mesi addietro ma già in vetta alle classifiche di tutto il globo. Un disco all'insegna della classe e della raffinatezza: "No Time Like The Future" è musica che fa bene all'anima, musica solare che ancora una volta proietta gli Incognito ai vertici del panorama acid-jazz e funky-jazz di questi ultimi anni. Dieci tracce, un cocktail esplosivo e carico di groove, proprio come diciotto anni fa quando la band si affacciava nel mondo della musica. Rispetto al precedente "Beneath the Surface" a prevalere questa volta sono le sonorità funk: il disco prende avvio con "Wild And Paceful", canzone buonista che proietta direttamente nella cosiddetta "Incognitoland", territorio dove jazz e l'R&B si fondono in un tutt'uno, grazie alle fantastiche doti delle vocalist, Maysa e Jocelyn Brown. Il suono funky della band diventa sempre più spiccato proseguendo tra "Get Into My Groove" (con fiati ed atmosfere fanno ricordare gli Earth Wind & Fire) e nel primo singolo "Night Over Egypt", classicamente Incognito-style. Le atmosfere del disco proseguono nelle strade di "Marrakeck", brano dal soul raffinato e dallo stile un po' bensoniano e nella romantica "Centre Of The Sun". In "Fearless" a dare un tocco di roots cubano partecipa il gruppo degli Ira Kere, mentre la traccia conclusiva "Black Rain" è una session strumentale dove affiora l'anima jazz della band.
Il regista Emir Kusturica fuma il sigaro e suona il basso con i "No Smoking", la band slava in concerto venerdì all'Anfiteatro delle Cascine. Tipica contraddizione balcanica. Le origine del gruppo rock affondano nell'ex Jugoslavia e nel movimento artistico dei New Primitives che ridava dignità alle tradizioni e storie locali. Il gruppo "No Smoking" viene fondato nel 1980 a Sarajevo e il primo album (Da ist Walter) esce nel 1984. Nel 1986 fa il suo ingresso come bassista Emir Kusturica che partecipa all'incisione del terzo album, Greetings from Safari land (90.000 copie vendute) e del quarto album, Piccola storia di una grande amore. Nel 1994, dopo l'ennesima rifondazione del gruppo e smaltiti in parte gli effetti della guerra, fa il suo ingresso alla batteria il figlio del regista di Underground, Stribor Kustrurica. Alcuni vecchi brani dei "No Smoking", capitanati sempre dal leader dr Nelle Karajilic, hanno così ritrovato nuovo interesse e nuovo pubblico. Lo dimostrano le venti edizioni pirata in circolazione e le musiche d'antologia del film Gatto nero, Gatto bianco.
Graditissimo ritorno sul palco dell'Anfiteatro delle Cascine per Elio e le Storie Tese, la più irriverente, esilarante ed eclettica formazione dell'italico panorama musicale. Provare per credere, provare ad esempio ad ascoltare l'ultima fatica discografica di Elio e soci, ovvero l'album Craccracriccrecr, quindici canzoni in cui il gruppo milanese riesce ad infilare ritmi metal, atmosfere pop, divagazioni liriche, stornelli etnici (perfino una traccia per Cd-rom con collegamento gratuito ad Internet)… Il tutto condito, come sempre, con i sagaci testi del Monociglione Elio, in forma come non mai. Insomma, nonostante la perdita di Feyez – il sassofonista del gruppo scomparso lo scorso inverno, a cui la band ha dedicato il concerto inaugurale del tour estivo a san Giorgio a Cremano – nonostante le polemiche con Alex Britti per l'irriverente spot di promozione dell'album, Elio e le Storie Tese restano la più divertente band italiana in circolazione. La band si è formata a Milano alla fine degli anni '80. La line up iniziale era composta da da Stefano "Elio" Bellisari, Davide "Cesareo" Civaschi, Sergio "Rocco Tanica" Conforti, "Faso" Fasani, Christian Meyer e Feyez. Nella propria proposta il gruppo ha sempre unito provocazione e ironia, turpiloquio e musica suonata in modo eccellente, creando una propria via di mezzo tra Frank Zappa e i migliori Skiantos. Dopo essere divenuti una band di culto nel lombardo, gli Eli hanno pubblicato nel 1990 il loro primo album, "Elio samaga hukapan karijana turu", un classico della musica demenziale di tutti i tempi, ma che al tempo stesso metteva in mostra le doti musicali del gruppo, nel quale militano alcuni tra i migliori strumentisti italiani. Dopo un mini-album targato '91, l'anno successivo il gruppo pubblica il proprio secondo album, l'ambizioso e ancora più riuscito Italyan, rum casusu cikti", che conteneva improbabili duetti con Riccardo Fogli, Enrico Ruggeri e Il Coro delle Voci Bulgare. Proprio il brano eseguito con queste, "Pippero", grazie anche ai passaggi come sigla televisiva di "Mai dire gol", diventa un vero e proprio hit. Nel 1993 esce la raccolta di inediti "Esco dal mio corpo e ho molta paura", mentre in questi anni gli Eli firmano tutte le sigle di "Mai dire gol", estendendo di molto il proprio seguito, fino a quando arriva anche per loro il momento di partecipare a Sanremo. Succede nel 1996, quando il gruppo ottiene il secondo posto con "La terra dei cachi" e, sull'onda del successo, pubblica l'album "Eat the phikis". Nel 1997 arriva il best con nuove versioni "Del meglio del nostro meglio vol.1", mentre è del '98 l'uscita del cofanetto "Perle ai porci", contenente l'opera omnia del gruppo. Poco prima della fine dell'anno, il gruppo perde drammaticamente il proprio sassofonista Feyez, colpito da un ictus mentre suonava. Nel marzo del 1999 esce il loro nuovo disco "Craccracriccrecr".
Domenica all'Anfiteatro delle Cascine di scena la prima delle tre serate (18, 19, 25b luglio) organizzate in collaborazione con l'Archivio dei Giovani Artisti del Comune di Firenze, una istituzione che da diversi lustri ormai promuove i nuovi artisti del comprensorio fiorentino, e non solo. Nei tre appuntamenti saranno di scena i gruppi vincitori del bando di concorso promosso la scorsa primavera da Comune di Firenze e Concentriche Energie (un cartello comprendente associazioni, centri sociali ed organizzazioni dell'universo giovanile).

Redazione Nove da Firenze