25 aprile: le celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione

Le autorità in piazza dell’Unità. In San Firenze protagonisti i bambini della scuole. Il presidente uscente della Toscana questa mattina a Prato


Firenze ha celebrato il 70esimo anniversario della Liberazione dell’Italia con tante iniziative a cavallo tra tradizione la novità, organizzate dal Comune e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. Le celebrazioni per la Liberazione sono iniziate in piazza dell’Unità italiana con la tradizionale deposizione delle corone di alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, con i gonfaloni del Comune di Firenze (che il prossimo agosto celebrerà il 71esimo anniversario della Liberazione), della Regione Toscana, della Città metropolitana, dei Comuni dell’area fiorentina, della bandiera del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale del Corpo Volontari della Libertà e dei labari delle associazioni dei partigiani. Al temine della cerimonia si è formato un corteo, preceduto dalla Filarmonica Rossini, che ha sfilato verso l’Arengario di Palazzo Vecchio, dove sono intervenuti il sindaco, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria, il presidente dell’Anpi provinciale di Firenze Silvano Sarti e l’ex parlamentare inglese, insignito dal Quirinale del grado onorifico di grande ufficiale al merito della Repubblica italiana Sir Dennis Walters. Nel suo intervento il sindaco ha ricordato come la Liberazione e la Resistenza sono state un grande momento corale, frutto del sacrifico, dell’impegno e della lotta di tante uomini e donne che nella loro quotidianità e nel loro piccolo diedero un contributo decisivo nel portare l’Italia alla Libertà.

«Senza libertà, le persone perdono l’essenza stessa della loro umanità. In questo giorno è importante celebrare la memoria delle donne e degli uomini che, a prezzo della propria vita, hanno passato alle nuove generazioni un testimone di pace e di libertà. Quell’esperienza, che ha posto fine alla sanguinosa tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale, ha donato alla nostra Patria settant’anni di una pace che oggi, senza momenti di riflessione condivisa come questo, rischiamo di dare come condizione acquisita e ormai scontata. Non è così. Siamo, tutti, chiamati a vigilare e a custodire il fuoco della pace e della libertà su cui si fonda la nostra Italia». Lo dichiara il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai, stamani presente alle celebrazioni ufficiali per il 70° della Liberazione in piazza dell’Unità d’Italia a Firenze insieme al Consigliere regionale Nicola Nascosti.

Il sindaco e il sottosegretario hanno poi partecipato in piazza Tasso alla manifestazione ‘#ilcoraggiodi, il 25 aprile in piazza e su Twitter’ inserita nel programma di eventi della presidenza del Consiglio dei Ministri per celebrare il 70esimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione. All’iniziativa, presentata dal direttore di Rtv38 Francesco Selvi e a cui hanno partecipato tanti cittadini, molti i bambini, hanno fatto da testimonial Carlo Conti, Irene Grandi e Gianfranco Monti, che insieme a numerosi partigiani hanno raccontato storie legate alla Resistenza e storie di attualità legate al coraggio. In piazza anche la musica con Nicola Pecci, che ha accompagnato la manifestazione con alcune canzoni. A seguire, in piazza Santa Maria Novella, alla presenza del sottosegretario, del sindaco, dell’artista Alberto Garutti e della curatrice del Museo Novecento Valentina Gensini, c’è stata l’inaugurazione dell’installazione permanente site-specifc di Garutti di fronte al Museo Novecento, resa possibile grazie alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Garutti ha realizzato un’installazione costituita da una lastra di pietra serena, della dimensione di 100 cm per 95 cm, incastonata nel lastrico solare di piazza Santa Maria Novella, che reca l’iscrizione ‘Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora’.

A settant’anni , la Liberazione è un’arzilla signora che non ha perso la voglia di vivere pur restando legata a doppio filo al suo passato. Una festa che vive di un cerimoniale legato alla tradizione, ma che allo stesso tempo si apre a nuove forme di ricordo. E così la celebrazione del 25 aprile è stata l’occasione per far conoscere ai più giovani il sacrificio di migliaia di loro coetanei in nome della libertà, per la dignità e il riscatto dell’Italia dal fascismo e dal nazismo. Nell’ex tribunale in piazza San Firenze il lungo filo tra passato e futuro è passato anche tra le mani di alunni e studenti delle scuole cittadine, protagonisti di una serie di iniziative organizzate dall’assessorato all’educazione. Nella Sala della Musica sono stati esposti i lavori realizzati dai ragazzi che hanno partecipato a le ‘Le Chiavi della Città’, il ciclo organizzato dall’assessorato che comprende percorsi formativi per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. In tutto 41 classi che hanno seguito i progetti ‘Piccoli Passi verso la Costituzione’, ‘Dalla Liberazione alla nascita della Costituzione Italiana verso una Costituzione Europea’ e ‘Storia viva’. Durante la mattinata sono stati proiettati i filmati ‘La battaglia di Firenze’ (a cura di Anpi-Oltrarno) e ‘Dall’Italia fascista alla Costituzione’ (a cura della Mediateca Toscana). Sempre nella Sala della Musica è stata allestita la mostra ‘1946 - 1948 Repubblica, Costituente, Costituzione’ a cura della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Il programma prevedeva anche la lettura scenica tratta dal libro ‘Fulmine, un cane coraggioso’ con l’autrice Anna Sarfatti e le voci narranti Gianni Andrei e Lorenzo Degl’ Innocenti (a cura dell’Associazione culturale La Nottola di Minerva).

“Al fascismo di oggi alziamo gli argini dell'idealità. Ispirarsi al periodo della Resistenza e della Liberazione può e deve essere il nostro modo per trovare forza nel presente. Non dobbiamo farci ricattare dalla paura e da chi la agita. La paura non ci deve far perdere umanità rispetto a quello che accade. Accogliere chi fugge dalla miseria e dalla guerra oggi è questa la Resistenza”. Sono alcune frasi pronunciate da Enrico Rossi, presidente uscente della Toscana e candidato alla rielezione, nel corso dell'intervento dal palco tenuto oggi al termine delle celebrazioni ufficiali del 70esimo anniversario della Liberazione nella città di Prato, che Rossi ha definito “profondamente democratica”. “A chi ha voluto in questi anni – aggiunge il presidente della Toscana - denigrare la Resistenza, mettere sullo stesso piano oppressi e oppressori, dobbiamo rispondere che non abbiamo bisogno di memorie bipartisan”. “Chi voleva denigrare – ha voluto sottolineare Rossi - ha anche detto che la Resistenza era un fatto di pochi. E invece no. E' stato un popolo intero che ha fondato la Repubblica, ci ha dato la Costituzione e ci ha regalato lo splendido articolo 1”. Rossi ha voluto ricordare la Resistenza armata, la Resistenza civile, la Resistenza dei militari che non scelsero il compromesso con il regime di Salò. “Tutte insieme sono state una Resistenza perfetta che – ha affermato il candidato - ha dato vita alla Costituzione e ci ha consentito di costruire la nostra vita democratica”. “Anche per questo – ha concluso Rossi – oggi dobbiamo chiedere alla comunità internazionale di fare qualcosa di più rispetto a quello a cui assistiamo e che Papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale. É poco mettere qualche soldo. Non vorrei che qualcuno un giorno ci ricordasse che di fronte alle immagini siamo rimasti indifferenti. C'è bisogno di un sussulto della politica nel mondo occidentale e della consapevolezza che una tragedia può impattare su di noi. E non se ne esce con formule magiche di odio”.

Redazione Nove da Firenze