Zingaretti sull'esclusione dei toscani dal governo: "Si porrà rimedio"

Il segretario Pd assicura: "Nessuna discriminazione politica". Ma il malumore è alle stelle. Becattini: "Noi siamo il granaio di voti del partito, non possiamo essere trattati così"


(DIRE) Firenze, 13 set. - Tra Firenze e Bologna non corre solo il sogno olimpico, con le due città affratellate per la corsa ai giochi del 2032, ma anche l'ennesima grana interna al Pd. Da Bologna il segretario Nicola Zingaretti, commentando l'esclusione dei toscani dalla rosa dei sottosegretari, assicura che "non c'è stata nessuna discriminazione politica" e promette che ai problemi si "porrà rimedio". 

Ma a Firenze e in Toscana la temperatura della polemica politica resta rovente, tanto che a Zingaretti fioccano e fioccheranno come neve le richieste di tavoli, vertici e chiarimenti urgenti. Il dato, sottolineano alla 'Dire' fonti'dem', e' la cancellazione della Toscana dalla geografia politica, nonostante sia la Regione in cui il Pd ha più consenso.

Perché? Per via della contemporanea sovrapposizione di tre dati politici, spiegano: la rissosità delle correnti toscane; le 'anime romane' dei renziani, che, pur di portare a casa il risultato, non hanno badato troppo ai territori; infine l'assenza, in Toscana, di un unico interlocutore politico in grado di proporre a Zingaretti dei nomi. Una lettura che in parte - e al netto della premessa, "penso non ci sia nessun intento punitivo" - è confermata nelle parole di Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio e riferimento regionale della mozione che ha portato Zingaretti alla segreteria. "Mi pare - spiega alla 'Dire' - che sia un passaggio in cui si perde tutti. Perché alla fine, nei momenti giusti non si riesce a fare squadra, ad essere compatti e a valorizzare l'esperienza toscana indipendentemente dalle appartenenze di corrente o area interna al Pd".

"La totale esclusione dei dirigenti toscani dal nuovo governo è un grave errore. Chi ha trascurato la forza di un partito che, unico in Italia, ha battuto la Lega alle europee e vinto nei comuni in modo ampio, ha il dovere di spiegare queste scelte e presto". Lo chiede Lorenzo Becattini, coordinatore della segreteria del Pd Toscana che, aggiunge: "In queste ore ho letto alcune polemiche verso la segreteria regionale da parte di esponenti toscani dell'area del segretario Zingaretti. Chiedano anche loro chiarimenti urgenti al partito nazionale. Perché le trattative, con le conseguenti scelte, sui sottosegretari, sono state condotte esclusivamente dal livello nazionale senza il coinvolgimento dei territori o i livelli regionali". E lo dice rivendicando l'azione della segretaria regionale Simona Bonafè: "A partire dalla segretaria Bonafè, abbiamo manifestato da giorni ai dirigenti nazionali la necessità che la Toscana, a cui le competenze non mancano, fosse rappresentata nel nuovo governo. Una richiesta avanzata più volte pubblicamente anche dal presidente Rossi. Ma i segretari regionali non sono stati coinvolti nella discussione". La Toscana, prosegue Becattini, "che è il granaio più forte del Pd nazionale, non può essere trattata così. Non lo meritano gli iscritti, gli elettori e i cittadini". Detto questo, chiude con un invito alla cooperazione, "per quanto riguarda la Toscana, adesso è compito di tutti mantenere un atteggiamento responsabile in vista delle scadenze che ci attendono".

Redazione Nove da Firenze