Week end, mercati aperti nell'hinterland: per ora manca Firenze

IL CASO. Anva Confesercenti: "Auspichiamo che nelle prossime ore anche Palazzo Vecchio possa prendere questa decisione". Torselli e Draghi (Fratelli d'Italia): “Servono regole chiare e un sostegno concreto per i lavoratori dei mercati”. Cosa succede a Prato


In queste ore si sta definendo un quadro, dove in tutti i comuni della città metropolitana di Firenze i mercati del sabato si svolgeranno regolarmente, con attualmente l’unica eccezione del Comune di Firenze.

"Come ANVA Confesercenti Firenze - si legge in una nota - , non possiamo che esprimere soddisfazione per il fatto che ha prevalso, nelle valutazioni dei Sindaci, il principio e l’interpretazione del DPCM che permette agli ambulanti di lavorare, nel rispetto dei protocolli sanitari applicati ai mercati.

A questo proposito vogliamo ringraziare quei Comuni (Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e tutti quelli dell’Area Metropolitana, così come i comuni del Chianti, del Mugello, della Valdisieve, del Valdarno, e dell’Empolese) che hanno già preso questa decisione, applicando il Decreto in maniera non restrittiva; evitando così contraddizioni come ad esempio mercato chiuso e grandi strutture di vendita aperte.

Ribadiamo che troviamo incomprensibile la scelta di chiudere nel weekend mercati: si svolgono principalmente all’aperto, con protocolli di sicurezza per evitare affollamenti.

Auspichiamo che nelle prossime ore anche Firenze possa prendere questa decisione, attesa da centinaia di aziende che realizzano oltre il 50% del proprio fatturato, in questo periodo difficile molto basso, proprio nelle giornate di sabato".

“Conte e Nardella prendono in giro gli ambulanti: lavoratori già messi in ginocchio dalla crisi economica innescata dal Coronavirus, adesso sono anche vittime di un caotico dpcm. Sulla questione dei mercati, il Governo gioca allo scaricabarile e lascia spazio ad interpretazioni arbitrarie e difformi. Così in Toscana i provvedimenti vengono attuati in maniera diversa, scatenando una guerra metropolitana senza esclusione di colpi. Mentre a Firenze si sceglie la via della chiusura, a Sesto Fiorentino, Scandicci e altri Comuni si preferisce quella dell’apertura”. E' la denuncia di Francesco Torselli e Alessandro Draghi, rispettivamente capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale e nel Consiglio comunale di Firenze.

“Il passaggio del dpcm relativo alle chiusure nei giorni festivi e prefestivi è infatti poco chiaro. Una mancanza di chiarezza che non ci si può permettere in questo momento. Le decisioni di Governo e Comune suonano più come un provvedimento punitivo che come una misura volta a tutelare la sicurezza sanitaria tra i cittadini. I banchi degli ambulanti, infatti, sono all’aperto e garantiscono il rispetto del distanziamento sociale” concludono Torselli e Draghi.

A Prato, come si rileva dal sito ufficiale del Comune, "in ottemperanza al nuovo Dpcm del 3 novembre, sono sospese tutte le attività non alimentari degli ambulanti dei mercati nei giorni festivi e prefestivi.

Rientrano in questa categoria i mercati rionali con banchi non alimentari che si svolgono il sabato a La Querce (Via Bresci) e a Chiesanuova/Ciliani (via Sangro). Si aggiungono i banchi non alimentari del mercato giornaliero di piazza Lippi che devono essere chiusi il sabato.

“In questo momento è necessario rispettare in maniera rigorosa le regole presenti nel nuovo Dpcm. Dobbiamo mettere tutte le attenzioni possibili per cercare di far diminuire i contagi, anche limitando i contatti, e abbassare la curva che continua a salire. Massimo impegno da parte di tutti nel rispettare il divieto di creare assembramenti, l'obbligo di distanziamento e di utilizzo della mascherina. - ha precisato l'assessore alle Attività Produttive Benedetta Squittieri-. Siamo consapevoli che è un sacrificio per tutti. Siamo stati i primi a riaprire le aree mercatali durante il lockdown e abbiamo organizzato il contingentamento dell'area di piazza del Mercato Nuovo”.

Redazione Nove da Firenze