Rubrica — In cucina

Vinoè 2018 alla stazione Leopolda

Tre giorni di degustazioni, tavole rotonde e cooking show per gli appassionati fiorentini


La stazione Leopolda si conferma la location ideale per questo tipo di kermesse, e i nostri amici di FISAR ne approfittano per allestire una tre giorni di assaggi ad alto livello. La Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori per il terzo anno consecutivo riesce nell’intento di coinvolgere molti appassionati e professionisti in questa “vigna indoor” che unisce viticoltori italiani dalle Alpi alla Sicilia in uno spazio accogliente, versatile ed ormai più volte testato per queste manifestazioni. L’associazione è attiva da oltre quarantacinque anni e conta più di quindicimila iscritti, siamo quindi di fronte ad una realtà forte ed altamente professionale nel panorama della ristorazione italiana.

Quest’anno sono stati oltre 140 i banchi d’assaggio presenti, fra loro moltissime eccellenze assolute dell’enologia italiana ed internazionale; per citarne solo un paio fra i più premiati i Barolo di Vajra ed i vini campani di Marisa Cuomo. Molti i produttori noti al pubblico degli appassionati per le loro produzioni particolari ed artigianali che oltre a darci vini di grande pregio valorizzano territori altrimenti quasi dimenticati; vogliamo fra questi ricordare Antonio Arrighi dall’isola d’Elba con la sua visionaria ricerca di sempre nuove tecniche di vinificazione, per ultima la macerazione delle uve in mare per alcuni giorni prima dell’appassimento, e l’azienda Le piane dove Giampi ricava una serie di vini che culmina in un Boca di eleganza assoluta.

Ma è inutile stare a far nomi, ogni vignaiolo ha qualcosa da raccontare, una sua storia, un suo perché. Perdersi fra i banchi d’assaggio, scambiare due parole con gli amici, seguire suggestioni e suggerimenti, solo così si entra nel vivo di questa bella manifestazione che ha il grande pregio di non trasformarsi mai in bolgia come spesso accade in certe occasioni. Gli stand sono infatti in numero corretto ed i visitatori tutti molto professionali; questo rende l’ambiente vivibile e sereno, permettendo alle varie parti commerciali di instaurare rapporti con la dovuta calma.

Molto interessanti e ben guidati anche i seminari che si tengono all’interno della manifestazione, scegliendo argomenti fra i più attuali come ad esempio “Senza solfiti aggiunti, moda o nuova sfida?” oppure “La terracotta e i vini bianchi”, dedicati alle nuove tendenze di produzione ma anche di consumo, basta pensare al grande richiamo che hanno oggi gli orange wines e tutti i vini ad impatto chimico zero.

Si sono tenuti altresì cooking show guidati da alcuni dei migliori chef toscani, per valorizzare materie prime autoctone come il “vitellone bianco dell’Appennino centrale” o per interpretare la complessità dei piatti, materie quindi piuttosto tecniche per incontri dedicati a chef professionisti o ad un pubblico mediamente molto addentro alla materia.

A lato della kermesse è stato per la prima volta indetto il “premio VINOE’” dove un panel di degustatori FISAR ha assaggiato in degustazione bendata varie tipologie di vini presentati ai banchi d’assaggio e ad ogni vino vincitore della propria categoria è stato assegnato il “PAPILLON D’ORO”.

Un’occasione quindi da non perdere e che non vediamo l’ora di poter frequentare nuovamente il prossimo anno, fiduciosi del percorso intrapreso da FISAR che saprà di nuovo accontentare gli oltre ottomila visitatori anche quest’anno accorsi a VINOE’.

In cucina — rubrica a cura di Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi — Sommelier da circa 30 anni, ha lavorato per enoteche, ristoranti, winebar e case vinicole a Firenze e dintorni entrando in contatto con i più importarti produttori di vino in Toscana. Mette la sua esperienza a disposizione dei lettori anche su www.iovinoperte.it

E-mail: vinaino1@gmail.com