“Vie Nuove” e “Affratellamento”, lettera aperta ai partiti

I due popolari circoli della zona di Gavinana esprimono preoccupazione per la situazione politica e sociale ninché per il loro futuro


Una lettera aperta congiunta di due realtà della zona di Gavinana molto popolari: il Circolo “Vie Nuove” e il Circolo “l’Affratellamento di Ricorboli”. La lettera, in questo momento di prolungata difficoltà per le note vicende e i noti divieti per Covid, è inviata oltre che ai media alla direzione Arci Firenze nonché alle direzioni regionali dei partiti PD, 5 stelle, Italia Viva e Leu.

Eccone il testo integrale:

Il Circolo “Vie Nuove” e il Circolo “l’Affratellamento di Ricorboli” esprimono tutta la propria preoccupazione ed il proprio disagio per la presente situazione politica e sociale.

I Circoli come i nostri sono, e ne siamo orgogliosi, un presidio territoriale di democrazia diffusa, di aggregazione sociale, di sviluppo di cultura e di solidarietà umana.

Tutto ciò grazie al lavoro di volontari che, quotidianamente, si attivano per realizzare le varie iniziative proposte (dibattiti, concorsi per le scuole, corsi culturali, attività ludiche, presentazioni di libri, attività di accoglienza e solidarietà e tanto altro).

La pandemia ha messo in grave crisi l'operatività dei circoli, proprio quando vi era più bisogno di sostegno sociale. Nonostante questo, non ci siamo mai fermati, garantendo un supporto ad altre realtà in difficoltà e promuovendo tutte le iniziative possibili in presenza ed in sicurezza fino allo scorso ottobre e ora, vista l’impossibilità dello svolgimento in presenza, arricchendo la proposta culturale della nostra città con una serie di iniziative pubbliche on-line.

Quella che sembra essere venuta meno è proprio l'attenzione da parte dei politici locali e nazionali; mentre in questo momento a noi sembra più che mai urgente la difesa della socialità ed il mantenimento di questi presidi territoriali, indispensabili per la creazione di una coscienza democratica.

Ed invece le spese fisse, le imposte come la Tari e l’Imu, gli affitti, le manutenzioni, le necessarie polizze assicurative, le utenze di mantenimento, a fronte di questa obbligata e lunghissima chiusura, stanno portando strutture come le nostre ad una crisi economica senza precedenti, in assenza oltretutto di ristori adeguati, concessi invece a tante altre categorie.

Le strutture delle case del popolo, delle società di mutuo soccorso e di gran parte dell’associazionismo, soprattutto in quella che è la particolare esperienza toscana, rappresentano un patrimonio inestimabile, nato dal sacrificio di tanti lavoratori, portato avanti dal secondo dopoguerra ad oggi, con un lavoro basato sui princìpi costituzionali, come forma di resistenza alla solitudine, al razzismo, alla povertà culturale, alle discriminazioni e alle ingiustizie sociali, per quel necessario bisogno di crescita, dialogo e confronto collettivo, che deve stare alla base di una società sana e democratica.

Ecco, oggi questo tesoro che ci è stato trasmesso, e del quale sentiamo la grandissima responsabilità, è in forte difficoltà e temiamo possa perdersi, con il rischio di non riprendersi più.

Le attuali turbolenze tra le forze di Governo, con ultimative e perentorie contrapposizioni, creano ulteriore disagio nel nostro mondo e acuiscono la disattenzione pubblica verso realtà come le nostre. Un appello quindi a non dimenticarci, un appello a tener conto che, anche se non produciamo profitto, cerchiamo di sviluppare una coscienza civile, col nostro lavoro ed il nostro entusiasmo, non meno importante per la tenuta sociale del paese.

Chiediamo per questo l'attenzione di tutti e in particolare di chi può concretamente intervenire.

Il Circolo “Vie Nuove” , il Circolo “l’Affratellamento di Ricorboli”

Redazione Nove da Firenze