Rubrica — Editoria Toscana

Viareggio: inediti su Carlo Levi, venerdì alla Galleria d'arte moderna

Nel libro di Nicola Coccia "L'arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti"


La settimana scorsa Aliano, in provincia di Matera, il paese dove il fascismo confinò Carlo Levi, ha presentato la documentazione necessaria per essere eletta nel 2018 capitale italiana della cultura. Aliano vuol rappresentare tutti i paesi del confino, ma anche le isole. Il regime ve ne spedì oltre 12.000: ben 2.500 in provincia di Matera.

Gli inediti su Carlo Levi, venerdì a Viareggio alla Galleria d'arte moderna. Alle 18,30, al Palazzo delle Muse, Il vicensindaco di Viareggio Rossella Martina e il giornalista Corrado Benzio, presentano il libro di Nicola Coccia "L'arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti", Ets edizioni. Sei anni di ricerche per scavare nella vita di Carlo Levi e in uno dei libri più importanti del nostro dopoguerra: “Cristo si è fermato a Eboli”. Un viaggio dal confino, dove il fascismo lo spedì, fino alla Liberazione di Firenze. Un cammino ricostruito attraverso documenti, inediti, che ci hanno permesso di entrare nelle vite di decine di persone che ci hanno “raccontato” storie drammatiche e straordinarie come quella del partigiano milionario, delle carognate dei fascisti in un convento di clausura, delle stragi bambini e civili, dell’uccisione della donna più bella del mondo, di Manlio Cancogni portiere di un torneo di pallone nella villa di Mussolini, del furto della valigia di Carlo Cassola, dell’olio e della farina portati a Giorgio Bassani in fuga da Ferrara, dell’erede al trono finito a vendere motorini, del matrimonio della figlia di Amedeo Modigliani con l’uomo che si era gettato in acqua col cappotto per sfuggire all’arresto. Il libro parla soprattutto della vita di Carlo Levi, medico, pittore, componente del Comitato Toscano di Liberazione, della donna che lo ha protetto, del bambino di cui è stato padre putativo, della figlia segreta, della scrittura del “Cristo si è fermato a Eboli”, avvenuta, sotto l’occupazione tedesca, in un appartamento di Firenze. Ci sono testimonianze e foto mai pubblicate prima e anche un quadro molto significativo di quel periodo, rimasto chiuso in una stanza. E poi c’è la foto e la storia della persona che ha suggerito a Levi il titolo del suo capolavoro. La prima edizione del volume, arrivato in libreria intorno alla Befana, è stata subito esaurita. La seconda edizione subito ristampata. Il libro è stato acquisito dalle biblioteche universitarie di Zurigo, Toronto, Tokyo, New York, Indiana, New Jersey. Illnois, California e Texas.

"Manlio Cancogni,, morto il 1° settembre 2015, all'età di 99 anni, grande versiliese (premio Strega, premio Viareggio, Bagutta, Gribnzane Cavour ecc.) è uno dei testimoni che mi ha raccontato Carlo Levi, ma non solo, in una decina di interviste" spiega a Nove da Firenze, l'autore Nicola Coccia.

Redazione Nove da Firenze