Viadotto E45, sopralluogo regionale: Codacons lancia azione per risarcimento danni

In corso incolonnamenti in cui studenti romagnoli e toscani sono rimasti bloccati, mentre i tir sono costretti a tornare indietro. Stella (FI): "In Toscana 632 ponti a rischio, Regione e Governo li mettano in sicurezza"


Continua a far discutere la chiusura dell'infrastruttura, se le categorie economiche hanno chiesto con urgenza una alternativa alla viabilità, i consumatori sono pronti ad una class action per chiedere un risarcimento danni. L'assessore ai trasporti e alle infrastrutture della Regione Toscana sarà domani a Sansepolcro, in Valtiberina, per incontrare i sindaci e le categorie economiche del territorio interessato al sequestro del viadotto Puleto sulla E45.

Anas, chiamata in causa ha spiegato che: "Il Viadotto Puleto è un ponte a cinque campate per circa 200 metri totali e presenta alcuni ammaloramenti nel sistema di appoggio, nei giunti e nei cordoli laterali e un degrado superficiale sulle pile e le spalle, con scopertura in alcune zone dei copriferri e l’ossidazione dei ferri di armatura, che tuttavia non pregiudicano la transitabilità del viadotto".

A tutela degli abitanti interessati dalla chiusura del viadotto Puleto dell'E45, ma anche delle attività commerciali e degli enti locali coinvolti, il Codacons lancia oggi una azione risarcitoria collettiva finalizzata a far ottenere a tutti i soggetti danneggiati dal provvedimento il giusto risarcimento dei danni "La chiusura del viadotto ha inevitabilmente colpito una moltitudine di cittadini e automobilisti, con ingorghi, macchine incolonnate, studenti romagnoli e toscani bloccati, tir costretti a tornare indietro – spiega il Codacons - Le ripercussioni, in particolare sul trasporto merci e l'attività delle aziende locali, tagliate fuori dal cuore dell'Italia, sono apparse subito molto pesanti, e purtroppo il conto dei danni si aggrava giorno dopo giorno. E’ di tutta evidenza quindi il diritto dei cittadini coinvolti nella vicenda e delle attività commerciali lese di agire dinanzi la magistratura per ottenere il giusto risarcimento nei confronti dell’Anas e di tutti i soggetti che saranno ritenuti responsabili di irregolarità od omissioni. In tal senso l’associazione lancia oggi sul proprio sito internet una azione collettiva attraverso la quale i residenti dei comuni interessati dalla chiusura del viadotto, al pari di imprese, negozi e attività varie che hanno subito danni economici, possono costituirsi parte offesa dinanzi la Procura di Arezzo e avviare così l’iter per ottenere nelle successive fasi un risarcimento monetario".

La società del Gruppo Fs Italiane ha precisato nelle scorse ore che l'opera era sotto monitoraggio da tempo da parte dei tecnici e che le indagini e gli studi effettuati sull’opera e le ispezioni eseguite periodicamente, in relazione ai quali non sono state rilevate criticità di natura strutturale, saranno forniti alla Procura di Arezzo, al fine di valutare una possibile riapertura dell’opera, eventualmente con limitazioni al traffico: "Allo scopo di ripristinare gli elementi strutturali ammalorati, Anas nei mesi scorsi ha progettato e appaltato un intervento di manutenzione straordinaria per l’adeguamento sismico e strutturale del viadotto del valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, nell’ambito del piano di riqualificazione della E45 attualmente in corso di realizzazione. L’intervento di manutenzione del viadotto Puleto riguarda, in particolare, il risanamento del calcestruzzo, il miglioramento sismico dell’opera, il rifacimento dei giunti, il rifacimento dei cordoli e l’ammodernamento delle barriere laterali di sicurezza. I lavori sono stati consegnati a dicembre e le attività di cantierizzazione per l’avvio dei lavori sono già in corso. Nella prima fase gli interventi riguardano il risanamento superficiale del calcestruzzo nella parte bassa dell’opera, al fine di non causare eccessive interferenze al traffico sulla E45 durante il periodo invernale. Dopo l’inverno è previsto l’avvio e il completamento delle altre lavorazioni. L’intervento sul viadotto Puleto rientra nel piano di riqualificazione dell’itinerario E45-E55 Orte-Mestre, avviato da Anas negli ultimi tre anni per un investimento complessivo di 1,6 miliardi di euro. Si tratta del più importante investimento mai destinato a questa infrastruttura. Nel solo tratto toscano in provincia di Arezzo sono in corso o in fase di avvio lavori per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro che si aggiungono a quelli eseguiti negli ultimi anni su 11 viadotti per complessivi 5 km circa, che hanno quasi sempre riguardato anche l’ammodernamento delle barriere laterali di sicurezza, mentre lungo l’intero tratto toscano sono stati adeguati circa 18 km di barriera spartitraffico". Anas precisa infine che "tutti i ponti e viadotti della sua rete sono oggetto di procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ispezione tecnica annuale più approfondita, oltre alla normale sorveglianza quotidiana garantita dal personale su strada. Sulla base di questo processo continuo di ispezioni e controlli viene programmato il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria".

Intanto termina proprio oggi il primo ciclo dei corsi di formazione dei tecnici scelti dalla Federazione regionale degli ingegneri per effettuare i controlli su 164 insieme di ponti selezionati da Regione, Province, Città Metropolitana e Anci, in seguito all'accordo sottoscritto nell'agosto scorso. Durante il corso di formazione è stata approfondita la metodologia di monitoraggio messa a punto dalle Università di Firenze e Pisa per le prime verifiche di sicurezza dei ponti stradali che gli ingegneri formati metteranno in pratica già dalle prossime settimane.

"I 164 ponti – sottolinea l'assessore a infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli - sono stati individuati sulla base di una serie di criteri oggettivi, come l'anno e il tipo di tecnologia di costruzione usata,le dimensioni e l'usura a cui sono sottoposti, partendo tuttavia dalla considerazione che dei ponti di nostra competenza, o delle Province, non ci sono situazioni particolarmente critiche, altrimenti sarebbero già stati bloccati".

I ponti sotto esame sono così distribuiti: 15 in provincia di Massa, 8 in provincia di Pistoia, 16 in provincia di Lucca, 23 in provincia di Pisa, 12 in provincia di Livorno, 10 in provincia di Prato, 24 in provincia di Firenze, 20 in provincia di Arezzo, 14 in provincia di Siena e 22 in provincia di Grosseto. Di questi 30 sono quelli che si trovano sulle strade regionali.

"Sono 632 i ponti, cavalcavia e viadotti della Toscana che necessitano interventi a priorità urgente o alta, e messi in sicurezza, su un totale di 1.845 opere infrastrutturali della nostra regione che vanno monitorate. La Regione e il Governo si devono attivare immediatamente per reperire i fondi e approntare un cronoprogramma dei lavori, la sicurezza degli automobilisti è una priorità assoluta: ci aspettiamo risposte celeri da parte delle autorità competenti" afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana,Marco Stella (Forza Italia). "Tantissime le situazioni critiche - sottolinea Stella - anche nel territorio della Città Metropolitana di Firenze, dove sono 24 le strutture da analizzare. Fra gli interventi prioritari segnalati alla Regione ci sono quelli che servirebbero nel tratto fiorentino della Fi-Pi-Li (ai viadotti di San Colombano e delle Topole e ai cavalcavia Aurora e del Botraccio), oltre ai Ponti Vespucci e San Niccolò a Firenze". "Occorre un piano di azione urgente delle Istituzioni locali e nazionali - è l'invito di Stella - per trovare le risorse necessarie a portare avanti questo processo di progressiva messa in sicurezza delle infrastrutture, e riuscire a non arrivare a situazioni di reale emergenza che prevedano la chiusura o la limitazione del transito, come per il Vespucci o per il viadotto Puleto. Non possiamo sottovalutare i segnali di allarme che si moltiplicano. E' assurdo che si sia arrivati alla chiusura del viadotto sul tratto aretino della E45 solo dopo un video postato sul web. La situazione è seria, ricordiamo che c'è uno studio degli esperti dell'Università di Pisa, da cui risulterebbe che c'è un tarlo che sta erodendo i ponti toscani. Un bug di progettazione con cui è stato costruito oltre il 95% dei piccoli e medi cavalcavia e sovrappassi in tutta la regione fra gli anni '60 e '70. La nostra sicurezza viene prima di tutto".

Redazione Nove da Firenze