Via Gioberti, si perfora il nuovo asfalto: ma è la riqualificazione tanto attesa

Ultimi interventi tra sospiri di gioia e sfottò


Via Gioberti vive una seconda vita e domenica si apre la nuova viabilità riqualificata. Un progetto sul quale Palazzo Vecchio punta molto e che rappresenta l'indole dell'amministrazione targata Dario Nardella che dopo anni di valutazioni e veti incrociati in cui si è messa sul tavolo qualsiasi proposta, porta adesso a compimento un'opera che non metteva d'accordo residenti e commercianti. Oggi in tanti si guardano attorno sorpresi e quasi dispiaciuti che la pedonalizzazione non sia totale. 

Incredibile a dirsi ma via Gioberti, la strada delle Cento Botteghe, il Centro commerciale naturale di Firenze con due parcheggi pubblici, uno a monte ed uno a valle, in piazza Alberti e piazza Beccaria, non riusciva ad accettare di ridurre la carreggiata, lasciando spazio ai pedoni per camminare. 

In un periodo di crisi per il commercio in cui persino i grandi contenitori hanno messo mano ai cambiamenti, la storica via Gioberti non riusciva a rinnovarsi e trovare un connubio funzionale tra portoni e vetrine. Adesso ci sono spazi per la sosta a rotazione veloce, isole di carico e scarico merci e strisce blu, ma soprattutto i marciapiedi sono più larghi con aree di socializzazione in prossimità delle intersezioni e con nuove panchine che i residenti hanno già battezzato "bistecchiere" perché lo spirito vernacolare sopravvive, da queste parti. 

Il presidente del Quartiere, Michele Pierguidi, supervisiona gli ultimi interventi ed offre spiegazioni a commercianti e residenti. Qui si conoscono tutti e le cose si risolvono in strada. 

C'è chi domanda dove lasciare l'auto, chi spera che il materiale usato per asfaltare prenda un colore uniforme, chi si compiace e chi borbotta perché non trova i cassonetti e la voleva diversa, più larga e silenziosa, periferica. 

La Polizia Municipale intanto, chiamata a controllare i cantieri necessari a ritrovare i tombini tombati per errore durante l'asfaltatura definitiva, è impegnata soprattutto ad invitare molti automobilisti in transito a non parcheggiare sugli slarghi appena ripavimentati. "Signora sulle pietre no - sbotta la vigilessa - le hanno appena messe e ci parcheggia sopra?". La risposta però "Peccato, ci stava proprio bene" sembra essere emblematica di una vivibilità culturale che non segue il riassetto strutturale e che appare tristemente assente. 

Antonio Lenoci