Vertenza Roberto Cavalli: oggi e anche domani sciopero e presidio a Sesto Fiorentino

Per Femca Cisl e Filctem Cgil “è inaccettabile l’atteggiamento dell’azienda verso i dipendenti sulle condizioni di un eventuale trasferimento a Milano e sull’eventuale interruzione del rapporto di lavoro per chi non vuole spostarsi”. Luca Milani (Presidente Consiglio comunale): "Solidarietà ai lavoratori". La vice capogruppo Monia Monni (Pd): “Avrei voluto essere davanti ai cancelli con le lavoratrici e i lavoratori, ma la concomitanza con il Consiglio Regionale non me lo ha permesso. Tuttavia anche da qui possiamo dare un nostro segnale importante”. Il 22 giugno nuovo incontro al tavolo di crisi della Regione


Firenze, 17-6-2020- Vertenza Roberto Cavalli: oggi lavoratori, lavoratrici, Femca Cisl e Filctem Cgil hanno fatto un presidio davanti alla fabbrica di Sesto Fiorentino, all’interno di uno sciopero per l’intera giornata. Alla base dell'iniziativa, il rifiuto alla proposta aziendale di chiudere la sede fiorentina e di spostare funzioni e personale (in tutto si tratta di circa 170 dipendenti) a Milano, oltre alla mancanza di solide prospettive future per coloro che potrebbero decidere di trasferirsi nel capoluogo lombardo. Su quest’ultimo fronte, i sindacati hanno registrato l’indisponibilità dell’azienda a discutere sia delle condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori, sia dell’eventuale interruzione del rapporto di lavoro per chi non si trasferirà a lavorare nel capoluogo lombardo. L’azienda è infatti ferma sulle sue posizioni: chi sceglie di trasferirsi a Milano non avrà incentivi aggiuntivi oltre a quanto previsto dal contratto nazionale (una mensilità in più se ci sono familiari a carico, mezza senza), mentre chi non sceglierà di spostarsi nel capoluogo lombardo - e quindi è destinato a interrompere il rapporto di lavoro - avrà a disposizione il cosiddetto piano sociale (erogazione da sette a dieci mensilità a seconda dell’anzianità). “Un atteggiamento unilaterale inaccettabile, servono risposte concrete alle aspettative dei dipendenti”, tuonano Femca Cisl e Filctem Cgil. Domani alle 23:59, ha fatto sapere l’azienda nei giorni scorsi, scade il termine entro il quale un lavoratore deve comunicare se intende usare le possibilità del piano sociale. Lavoratori e sindacati hanno deciso di fare anche domani, giovedì 18 giugno, sciopero e presidio (ore 9-11 davanti all’azienda in via del Cantone).

“Negli ultimi Consigli comunali abbiamo affrontato in più occasioni i temi dell’occupazione a Firenze. Dopo l’amaro addio della maison Emilio Pucci – ricorda il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – la nostra città si trova adesso ad affrontare un’altra difficile vertenza sempre del settore moda, quella che interessa i dipendenti di Roberto Cavalli. La decisione di trasferire tutta la produzione a Milano oltre ad impoverire il tessuto produttivo di Firenze costringerà tanti lavoratori a dimettersi non avendo la possibilità di trasferirsi in Lombardia. L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto negli ultimi mesi ha drammaticamente inciso sull’economia reale della società. Ma pare non abbia insegnato niente a chi si occupa di lavoro. Adesso – continua il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – non possiamo permettere che venga chiuso un importante presidio produttivo del territorio. Chi ci potrà aiutare, anche a livello turistico, se le attività produttive ci lasciano? Appare inutile l’impegno delle istituzioni se poi non ci sono risposte da parte degli imprenditori. Auspico che l’incontro in programma il prossimo 22 giugno tra azienda e sindacati, presso la Regione Toscana, possa trovare una soluzione in favore delle centinaia di lavoratori della Roberto Cavalli ai quali, oggi in sciopero, va la mia vicinanza e la mia solidarietà”.

La vicinanza e la solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Cavalli di Sesto Fiorentino. Così la vice capogruppo del Pd in Regione Monia Monni ha voluto che si aprisse la seduta del Consiglio regionale di oggi. La protesta dei lavoratori prosegue. Dalle 9 di stamani manifestano davanti alla fabbrica di Osmannoro contro la chiusura dello stabilimento di Sesto Fiorentino e il trasferimento a Milano. “ Sono 170 lavoratrici e lavoratori, 170 famiglie- ha spiegato Monni- che vengono gettate nell'incertezza da una scelta ingiustificata e irrispettosa. Mi sembra importante – ha proseguito Monia Monni- mandare un segnale a chi oggi manifesta sotto lo striscione 'La Cavalli e' morta'. Quella della Cavalli e' una scelta non condivisibile e, cosa ancor più grave, non discussa nel tavolo di crisi convocato dalla Regione". La vice capogruppo Monni è da tempo impegnata su questa vertenza. Dopo la mozione presentata dalla vice capogruppo e approvata dal Consiglio nell’ultima seduta, oggi la vice capogruppo è tornata sul tema chiedendo “che tutta l’aula esprimesse nuovamente la sua vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori. Rimane alta la nostra attenzione e il 22 giugno –ha concluso Monni - è in programma un nuovo incontro al tavolo di crisi della Regione Toscana”.

Redazione Nove da Firenze