Vertenza Metro, Giani: solidarietà e attenzione del Consiglio regionale

Manifestazione questa mattina della Uiltucs e dei dipendenti di Metro Italia Cash&Carry di Firenze e Sesto Fiorentino, davanti a Palazzo del Pegaso. Chiesto un confronto con l'azienda, che replica


FirenzeIn via Cavour oggi, venerdì 11 ottobre, sono risuonate le voci dei dipendenti di Metro Italia Cash&Carry di Firenze e Sesto Fiorentino, che hanno manifestato davanti al Consiglio regionale, per chiedere un incontro in merito alla vertenza aziendale in corso.

Il primo ad accoglierli è stato il presidente dell’Assemblea toscana, Eugenio Giani, che ha ricevuto una delegazione della Uiltucs (il sindacato di categoria della Uil, che rappresenta i lavoratori del terziario, turismo, commercio e servizi): Marco Conficconi, segretario generale; Simone Bigheretti, funzionario commercio e grande distribuzione; Filippo Manetti, delegato Rsu Sesto Fiorentino; Guglielmo Margo, delegato Rsu Sesto Fiorentino; Simone Morabito, delegato Rsa Le Cascine.

Per focalizzare la questione sul tappeto, occorre prima di tutto chiarire che la Metro non è in crisi, dalla fine del 2018 a livello nazionale è stato disdettato l’integrativo, con conseguenti decisioni unilaterali da parte dell’azienda, in particolare con il management locale non disposto al confronto. “Dietro nostre ripetute richieste di incontro, per il clima pesante che si respira, grazie al decisionismo unilaterale, con i lavoratori turnati la domenica a piacimento dell’azienda, senza contare le pressioni psicologiche e lo stress divenuto per alcuni insopportabile – hanno spiegato in coro al presidente – abbiamo cambiato strategia e siamo scesi in piazza, per sensibilizzare l’opinione pubblica e per richiamare Metro al rispetto del contratto di lavoro”. “Come giustificare l’intervento sui diritti dei dipendenti – si è chiesto in modo retorico il segretario generale Conficconi – quando un’azienda non è in crisi?”.

Ancora uno spunto di riflessione: la Metro di Sesto, nata nel 1974, è diventata una punta di diamante a livello nazionale, proprio grazie a quei lavoratori che un tempo sentivano la propria sede di lavoro come una seconda casa, e ora sono invece psicologicamente pressati; diversa la storia de Le Cascine, nata solo tre anni fa, con contratti meno garantisti rispetto ai colleghi di Sesto e perfino con problematiche di parcheggio per i dipendenti.

“Conosco da vicino la vostra situazione e vi assicuro la solidarietà del Consiglio regionale”, ha affermato con fermezza Giani, dopo aver ascoltato attentamente gli interlocutori. “Non solo porterò la vostra voce in Assemblea, ma inviterò anche il presidente della Giunta regionale ad attenzionare la vertenza – ha sottolineato –; l’impegno della Toscana è fuori discussione”.

METRO Italia dichiara che nelle scorse settimane è stato riaperto il tavolo negoziale con le Organizzazioni Sindacali nazionali per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Inoltre, in attesa di giungere ad un accordo per il nuovo Contratto Integrativo Aziendale, l’azienda ha istituito per tutte le proprie persone a livello nazionale un Regolamento Integrativo Aziendale come trattamento di miglior favore rispetto al contratto collettivo nazionale, per continuare a prendersi cura delle proprie persone e rimanere competitiva nel mercato. L’azienda non comprende quanto affermato dalle parti sociali. In riferimento alle affermazioni delle parti sociali di “contratti meno garantisti” per i dipendenti di Firenze Le Cascine, METRO Italia tende a precisare che le tutele riconosciute ai propri collaboratori sono applicate in modo equo e uniforme in tutti i punti vendita e sono garantite dall’applicazione stessa del CCNL e del Regolamento Integrativo Aziendale. METRO Italia ribadisce infine la volontà di mantenere aperto il dialogo con le parti sociali a livello sia locale che nazionale.

Redazione Nove da Firenze