Vecchio Conventino: promuovere artigianato a Firenze

L'assessore del Comune di Firenze, Cecilia del Re, ne parla a Nove da Firenze


Un presunto scandalo, l'ennesimo che si abbatte sul rapporto tra Firenze e l'Artigianato. Cosa è cambiato e perché, tra le strade del Verrocchio?

 Il capoluogo toscano è presente nella storia dell'arte, per aver creato le botteghe dove hanno mosso i primi passi mani esperte delle quali ancora oggi ammiriamo le opere, anche e soprattutto a pagamento. Artisti che non hanno mercato se non in termini di "valore inestimabile".

 All'alba di un presunto scandalo ne abbiamo parlato con l'assessore Cecilia del Re, che cura lo sviluppo economico ed artigianale della città.
Sotto la lente di ingrandimento è finito ancora una volta il Vecchio Conventino, l'ex Monastero di Santa Teresa fuori le mura che da anni ospita non solo il cuore artigianale dell'Oltrarno, ma anche una memoria storica fatta di santi, di mani d'oro e di eroi.
Il canone dei locali è di 9 Euro al metro quadrato dal 2016, anno della ristrutturazione a spese dell'Amministrazione comunale, in precedenza era di 7 Euro.

 L'accusa piovuta su Palazzo Vecchio è stata quella di aver sfrattato un artigiano icona di un'epoca al tramonto. L'Amministrazione risponde che si sarebbe trattato di ben altro.
Agli atti ci sono 15 anni di tentativi di sottoscrizione di un regolare contratto di affitto che non sarebbe mai stato siglato. "Il Comune, per far fronte ad alcune richieste - spiega l'assessore - si è trovato anche ad effettuare spese di frazionamento degli ambienti messi a disposizione, al fine di ridurre le metrature e di conseguenza il corrispondente affitto da percepire. All'atto pratico oggi non parliamo di sfratto, ma di sgombero".
Palazzo Vecchio nell'ombra degli archivi vanta dei crediti, in alcuni casi li esige e in altri tenta conciliazioni "Il rischio - spiega Del Re - è che i buoni pagatori si trovino penalizzati e pertanto il Comune è tenuto a tutelare l'interesse collettivo agendo su quei soggetti che non rispettano le regole, specie se per lunghi periodi".

 Al Vecchio Conventino sono oggi attive oltre 20 imprese artigiane; dalla pelletteria alla tessitura, dalla ceramica al metallo e proprio in queste ore si tengono workshop con operatori internazionali.

Spiega ancora Cecilia del Re "Per gli artigiani vengono programmate iniziative finalizzate alla valorizzazione dell'artigianato artistico locale e si promuove l'incubazione di nuovi artigiani come i tre giovani che dopo la formazione si sono trasferiti nel centro storico con le loro botteghe".
La formazione digitale. "Vengono aiutati a costruire botteghe virtuali sul web che consentano di promuovere e commercializzare le proprie produzioni. Nel 2017 abbiamo tenuto corsi sul web marketing a circa 70 artigiani a cui è stato insegnato come trasformare l'azienda in un brand e fare business. A settembre sono ripartiti corsi su Social Media Marketing e su “Imparare a vendere on line”.

Obiettivo? "Creare loro nuove opportunità in Europa e nel mondo con particolare riguardo ai mercati più attrattivi come Usa e Cina. Non a caso lo scorso anno sono stati ospitati 20 operatori di settore di cui 2 dalla Cina, 3 dalla Corea e 15 dagli Stati Uniti e siamo stati al Creative Twin Cities--Sino Italian Craft Week di Shanghai".

Quindi il Vecchio Conventino non è il punto di arrivo. E'forse questo uno degli errori macroscopici? Il luogo, criticato perché fuori dal flusso turistico principale, non vuole essere una riproposizione degli Uffizi Center degli anni 2000 che non avevano passaggio pur trovandosi in piazza del Grano all'uscita degli Uffizi: non è un Centro Commerciale stile Outlet, ma uno spazio laboratorio.

Ma nessuno lo conosce, nessuno ci va. Ma chi ci deve andare veramente, e perché?
La foresteria. "Due nuove residenze sono state appena ultimate - spiega Del Re - e potranno ospitare artigiani da tutto il mondo al fine di incentivare uno scambio culturale, alla base della valorizzazione del prodotto fiorentino e toscano. I primi ospiti saranno i maestri ceramisti internazionali che parteciperanno al Festival della Ceramica di Santissima Annunziata nel primo weekend di ottobre".
Inoltre "Il Comune di Firenze sta studiando convenzioni da avviare con le Università americane per portare studenti a Firenze ad osservare gli artigiani, per apprendere le tecniche che saranno inserite nel corso di studi. Proprio oggi sono arrivati 30 giovani studenti. Stiamo portando a Firenze anche gli operatori internazionali a vedere come si lavora per aprire nuovi mercati".

Sono stati attivati recentemente il Trekking urbano per far scoprire ai turisti l'Oltrarno e un accordo con Airbnb per Experience con il quale i turisti possono entrare nei laboratori e provare con mano le fasi di produzione dei prodotti che acquistano il valore del fatto a mano, impossibile da trasmettere con una fotografia. 
  Il fatto che molti Alberghi fiorentini abbiano reso disponibili vetrine nelle quali esporre oggetti di artigianato non è un segreto e neppure una novità fiorentina. Il prodotto viene presentato negli ambienti virtuali e reali più frequentati

Il Vecchio Conventino racchiude oggi una tradizione che l'assessore conferma essere tra le priorità del programma del sindaco Dario Nardella, ma al tempo stesso non ha più quella forza attrattiva e protettiva nella quale l'artigiano si ritira per ricevere i committenti, bensì per sviluppare il proprio brand attraverso studio e manualità.
  Gli spazi da vivere per fare marketing e monetizzare, sono altri, e gli strumenti per accedervi fanno parte della formazione digitale.

Il vero scandalo sarebbe non capire dove sta andando l'artigianato. Sarebbe come indignarsi per la chiusura dell'ennesimo negozio che nessuno frequenta più, senza contestualizzare cosa è accaduto negli ultimi anni e cercare soluzioni praticabili e concrete.
Il cambio generazionale mette oggi Firenze, al pari di altre città che si stanno confrontando con lo stesso problema, davanti ad una sfida importante.
  Offrire ai giovani le opportunità in termini di spazi, quali laboratori, temporary store, concept store o vetrine pubbliche, le occasioni di potersi formare e la speranza di poter emergere con il saper fare, o handmade, che fa parte della tradizione manifatturiera italiana.

Antonio Patruno