Vaticano: a San Miniato quattro cartoline per il Millenario della Basilica

Il volto di San Miniato dipinto dallo stesso Jacopo del Casentino


Le scene della vita di San Miniato così come sono rappresentate nella pala d’altare del XIV secolo, opera di Jacopo del Casentino, sono riprodotte nelle quattro cartoline postali che lo Stato del Vaticano ha dedicato al Millenario di San Miniato.

Se il francobollo emesso ad aprile scorso dal Ministero dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana riproduce la facciata della Basilica, meraviglioso esempio di romanico fiorentino, lo Stato della Città del Vaticano ha voluto realizzare il progetto delle emissioni filateliche individuando nella figura del primo martire della città di Firenze San Miniato il protagonista di tutto il Millenario. In perfetta complementarietà l'emissione della Repubblica Italiana è dedicata quindi all' architettura di San Miniato e quella della Citta del Vaticano all'agiografia.

Le cartoline postali della Città del Vaticano presentano la stampa di un valore bollato raffigurante, accanto allo stemma vaticano, il volto di San Miniato dipinto dallo stesso Jacopo del Casentino. Nei riquadri scelti dalla Santa Sede per le cartoline postali si celebra la resistenza del protomartire fiorentino di origine armena, il cui tormentato martirio ad opera dei soldati dell’imperatore romano Decio è stato narrato in diversi episodi dalla Passio dell'abate Drogo, che mille anni fa fu il primo abate di San Miniato.

L’Ufficio Filatelico e Numismatico della Città del Vaticano informa che le cartoline sono stampate presso la Tipografia Vaticana, hanno un formato di 150 x 100 mm e un prezzo complessivo di 7,65 euro.

“La basilica prende il nome dal Santo che secoli fa fu il primo martire di Firenze e ne custodisce le spoglie dal 1013 – spiegano ai collezionisti dall’Ufficio Filatelico - La più antica testimonianza storica di una chiesa dedicata a San Miniato risale al 783, ma nel 1018 l’edificio era ormai così negletto e pericolante che il vescovo fiorentino Ildebrando iniziò a ricostruirlo ex novo, in modo che potesse custodire più degnamente le reliquie di San Miniato, reperite dallo stesso vescovo sotto l’attuale ‘porta santa’”.

Redazione Nove da Firenze