Vaccini, semplificazione della procedura: una autocertificazione che fa discutere

In Toscana una campagna serrata è stata attivata a seguito delle preoccupazioni suscitate da un abbassamento delle difese immunitarie


Fino ai 16 anni la vaccinazione resta obbligatoria, ma basta una autocertificazione ai genitori che non sono obbligati a presentare una documentazione sanitaria attestante l'effettiva somministrazione del siero.
Per poter procedere all'iscrizione scolastica 2018/2019 il termine di consegna resta il 10 luglio, cambia solo la modulistica nella quale potrà comparire l'autodichiarazione di vaccinazione effettuata oppure la segnalazione di una vaccinazione ancora da effettuare.

La neo ministra della Salute Giulia Grillo parla di semplificazione, ma la decisione ha scatenato l'immediato dibattito sull'opportunità dell'intervento.

Giulia Grillo, in merito alle polemiche insorte sul tema, aveva già spiegato che “I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. In discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare. Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di Governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal Ministero della Salute. L’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica non fa scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura. Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall'altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del D.L Lorenzin”. 

La nuova logica operativa prevede controlli a campione per la verifica delle autocertificazioni. Intanto si accende ulteriormente il dibattito sulla nuova legge in materia che potrebbe cancellare dalla lista delle vaccinazioni obbligatorie sei vaccini su dieci

Nella primavera passata la Sanità Toscana ha ricordato come solo i casi di Morbillo nel 2017 sono stati 168: 124 a Firenze, 26 nel pistoiese, 9 nel pratese e 9 nell'empolese. Nel 2016 appena 6 i casi registrati: 3 ad Empoli e 3 a Firenze.

Gli esperti nell'occasione, con 10 casi registrati già a gennaio 2018 hanno parlato di "un picco epidemico" dovuto ad una copertura vaccinale della popolazione "ben inferiore al 95%" considerata la soglia minima di protezione per ridurre drasticamente la circolazione del virus.

L’Azienda di Igiene Pubblica e Nutrizione delle aree territoriali di Empoli, Firenze, Pistoia e Prato del Dipartimento di Prevenzione invitava la popolazione a vaccinarsi, ricordando che il morbillo è una malattia molto contagiosa che può determinare complicanze anche gravi, responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite.
Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti che si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Il vaccino del morbillo appartiene ai vaccini vivi attenuati, capaci cioè di stimolare la produzione di anticorpi senza provocare i danni della malattia naturale, esiste in forma associata a quello contro la parotite e la rosolia (Mpr) o contro la parotite, la rosolia e la varicella (Mprv). Per una protezione completa sono previste due dosi di vaccino, sia negli adulti che nei bambini. La Legge 119/2017 ha introdotto l’obbligatorietà della vaccinazione contro il morbillo nella fascia di età 0-16 anni.

"La vaccinazione dei soggetti non protetti - concludevano i servizi di Igiene Pubblica e Nutrizione della Toscanaresta l’unica arma di prevenzione efficace individuale e collettiva".

Redazione Nove da Firenze