Università di Firenze: la novità di Ingegneria gestionale

Percorso di studi nato dalle esigenze delle imprese. L'israeliana Shenkar University interessata a Prato


Un percorso formativo moderno e interdisciplinare, con numerosi sbocchi professionali nel mondo della produzione e dei servizi. E’ il corso di laurea in Ingegneria gestionale, percorso triennale che rappresenta una delle novità dell’offerta formativa dell’Università di Firenze per l’anno accademico 2016-2017. Il corso di studio – promosso dalla Scuola di Ingegneria e dal Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Ateneo – forma un ingegnere che associa alle competenze di progettazione industriale quelle relative ai fattori della produzione: gli impianti e le tecnologie, il personale e la capacità di innovazione, le risorse economiche e finanziarie.

“Ne risulta – spiega Mario Tucci, referente del corso di laurea - una figura capace di rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese (PMI) nell’organizzare e gestire le risorse aziendali nel campo della produzione e, più in generale, del ciclo di vita del prodotto. Nelle grandi imprese la figura ben si presta ad essere inserita in percorsi che portano alle posizioni di responsabilità gestionale. L’impiegabilità dei laureati in Ingegneria gestionale – continua Tucci - è testimoniata, oltre che dalle statistiche, dall’esigenza manifestata in ripetute occasioni da parte di Confindustria Firenze - a nome delle numerose imprese manifatturiere rappresentate - di disporre sul territorio di ingegneri con tale profilo formativo”.

Il curriculum attivato è quello industriale-progettuale, che prevede al secondo anno un laboratorio su teoria, metodi e pratica della progettazione industriale: ma i profili professionali a cui prepara il corso di laurea – con sede a Firenze - sono molto vari e spaziano dal responsabile di produzione e della logistica al responsabile della qualità, dal consulente per la sicurezza al responsabile dell’assistenza tecnica, dal product manager al consulente aziendale fino all’energy manager. “Per coloro che intendano proseguire negli studi universitari dopo il conseguimento del titolo – prosegue Tucci - sarà possibile iscriversi nei corsi di laurea magistrale in Ingegneria meccanica e in Ingegneria energetica. Stiamo pensando, inoltre, alla progettazione di un corso di laurea magistrale in Ingegneria gestionale”.

Il percorso di studi è ad accesso libero e prevede, come tutti i corsi di laurea non a numero programmato, una prova di verifica delle conoscenze in ingresso, obbligatoria anche se non vincolante ai fini dell'immatricolazione, che serve per capire qual è il proprio livello di preparazione e conoscere gli eventuali obblighi formativi aggiuntivi (OFA) che saranno richiesti.

“Un buon lavoro di sinergia fra università e impresa, che accorcia la distanza fra la formazione accademica e la reale necessità delle imprese e del mondo del lavoro”. E’ con queste parole che Lapo Baroncelli vicepresidente di Confindustria Firenze e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Firenze saluta il nuovo corso di studi “Fortemente voluto anche da Confindustria Firenze per rispondere le esigenze delle piccole e medie imprese del territorio fiorentino. La spinta all’internazionalizzazione che molte imprese, anche di medie e piccole dimensioni stanno portando avanti, richiede figure professionali con competenze organizzativo-gestionali qualificate e altamente specifiche, che attualmente è difficile reperire sul mercato del lavoro. L’apertura del corso rafforza, valorizza e dimostra che il dialogo e il comune lavoro fra impresa e università conduce verso nuovi e utili percorsi professionali”.

La buona esperienza di altre università straniere come la Monash University, la posizione strategica nel cuore della Toscana, la possibilità di unire formazione ed esperienza nelle aziende studiando da vicino le imprese del distretto pratese. Sono questi i principali motivi di attrazione che Prato può offrire agli studenti che decidono di trascorrere un periodo della loro carriera accademica in Italia e questi sono anche i punti di forza che hanno convinto l'israeliana Shenkar University a guardare con interesse a Prato. Ieri il sindaco Matteo Biffoni, in missione in Israele e Palestina con Anci Toscana, ha incontrato Yuli Tamir, rettore della Shenkar, Leah Peretz, direttore del dipartimento di fashion design, Katya Oicherman, direttore del dipartimento di design tessile e Esther Wynhorst, direttore dell'ufficio internazionale. L'università, con sede a Ramat-Gan (Tel Aviv), è punto di riferimento per le sue facoltà di ingegneria e design, specializzata in particolare nel tessile. Questo incontro segue quello avuto dal sindaco Biffoni e dall'assessore all'Università Daniela Toccafondi un mese fa con l'ambasciatore israeliano in Italia che ci aveva anticipato l'interesse della Shenkar a inviare i propri studenti a Prato: "Un interesse confermato oggi qui in Israele, soprattutto per la possibilità di unire un percorso di formazione con l'esperienza diretta nelle nostre imprese, eccellenza del settore tessile - sottolinea Biffoni a margine dell'incontro -. Per questo l'università israeliana sta valutando di iniziare con una summer school già nel 2017, per poi sviluppare ulteriormente la propria presenza a Prato se l'esperienza sarà positiva. Prossimamente ci confronteremo quindi con le categorie economiche del settore per poter dare gambe a questa possibilità di collaborazione".

Con il sindaco Biffoni era presente anche il direttore del Pin Enrico Banchelli: il Polo ha infatti il compito, per conto del Comune di Prato, di attrarre università straniere sul territorio. "L'attenzione di una nuova università per Prato è sicuramente un fattore di grande interesse - ha concluso il sindaco - sia per le partnership che possiamo creare con altri Paesi, sia perché la presenza di studenti stranieri contribuisce a rendere Prato una città giovane, dinamica e più conosciuta all'estero per le bellezze che può offrire".

Durante la missione in Palestina e in Israele il sindaco Matteo Biffoni e il direttore di Anci Toscana Simone Gheri ha incontrato i sindaci palestinesi e quelli israeliani. Le iniziative sono sostenute dal Protocollo Anci-Regione, per integrare e dare continuità al lavoro svolto dagli altri attori toscani, in particolare il progetto PADEN (Peace And Developing Networking), che sostiene lo sviluppo locale in Palestina e Israele, favorendo il rafforzamento del ruolo di governo del territorio e delle capacità di programmazione delle amministrazioni municipali mediorientali, con la collaborazione della società civile locale.

Redazione Nove da Firenze