Rubrica — Spettacolo

Una Cina virale a teatro a Firenze e Bientina

Sabato 22 febbraio un monologo sulla Chinatown pratese a Bagno a Ripoli e uno sull'impero millenario a Bientina


Sabato 22 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Comunale Antella (Via Montisoni 10, Bagno a Ripoli) va in scena il monologo di e con William Pagano “SALVO”, produzione Archètipo (Intero 14 euro/ridotto 12 euro). La “CHINA TOWN” di Prato, la più grande comunità cinese d’Italia, fa da sfondo al monologo di un ragazzo turbato, affetto da disabilità mentale che, come in una sorta di terapia di gruppo, si racconta e svela il proprio mondo interiore. La “CHINA TOWN” di Prato, la più grande comunità cinese d’Italia, fa da sfondo al monologo di un ragazzo turbato, affetto da disabilità mentale che, come in una sorta di terapia di gruppo, si racconta e svela il proprio mondo interiore. Salvo, naif e puro, si sente spiazzato, disorientato nella realtà quotidiana e, come un burattino, si ritrova ad essere “agito”, in famiglia e fuori, da forze estranee a lui: e allora marcia come un soldatino, obbedisce a regole e modalità stabilite di cui non conosce ragione ma a cui sottostà. Solo i Cinesi danno alla routine un guizzo di novità, incuriosendolo con i loro modi schivi, la loro lingua, le loro usanze, la loro cultura millenaria. In scena un attore e una sedia. E’ il corpo dell’attore che, muovendosi, differenzia spazi e situazioni. La nuda stanza è il luogo in cui, come nella mente del protagonista, si animano personaggi reali e immaginari. L’uso delle luci scandisce la narrazione. Il risultato è il racconto tragicomico sulla fragilità di un individuo e la sua inadeguatezza al mondo, inadeguatezza in cui tutti possiamo riconoscerci, assorbiti come siamo in una realtà di cui spesso ci sfugge il significato.

Sempre sabato 22 febbraio alle 21,30 al Teatro delle Sfide a Bientina (Pisa), in Via XX Settembre 30, va in scena ‘Te la do io la Cina’. Di e con Sergio Basso. Scenografie virtuali di Diego Di Gianvito e Federica Germano. Una produzione Teatraz. Nella sezione ‘Viaggi alchemici’, una selezione di spettacoli capaci di farci immaginare nuovi mondi e farci incontrare registi giramondo e testi da Oscar. Arriva alle Sfide per la prima volta un artista pungente quanto divertente: Sergio Basso. Oggi dicono tutti che la Cina sarà il futuro. A volte il futuro spaventa un po’. Allora ecco uno spettacolo per iniziare a viaggiare dalla poltrona del teatro e scoprire un pezzettino di questo mondo che sembra lontano ed invece è a portata di mano. Sergio Basso ci condurrà per mano in un viaggio che parte da un oroscopo (cinese, ovviamente), prosegue per i cartoni animati dei giorni nostri, e passa per i quaderni dei bambini degli anni Sessanta, fino ad arrivare a come si fa un vaso, ai gestacci del Buddha, agli evasori fiscali nell’Impero di Mezzo del 1300 e così via. Ogni opera d’arte è la chiave d’un cassetto. Ogni cassetto un pezzettino di Cina. E alla fine magari busseremo alla porta del nostro vicino di casa cinese per offrirgli una fetta di torta e parlargli un po’. Quelli della Cina non sono gli unici temi su cui lavora Sergio Basso, ma sono certamente temi che occupano un posto nel suo cuore. Quando aveva 20 anni ha studiato lingue e letterature orientali a Venezia, poi ha vissuto in Cina a partire dal 1997 a più riprese. Con il ritorno in Italia nel 2003 è stato molto importante per lui, riaccostarsi alle vicissitudini delle varie comunità cinesi in Italia.

Redazione Nove da Firenze