Ufficiale, Renzi lascia il Pd: "Costruirò una Casa giovane, innovativa e femminista"

L'ex premier ha deciso di dedicare un'attenzione speciale ai diritti delle donne. Stanco dei giochi di corrente, punta su una politica "viva, fatta di passioni e partecipazione". Telefonata a Conte per rassicurarlo che sosterrà il Governo appena nato. Lo seguiranno una trentina di parlamentari


"Alea iacta est", dicevano i latini. "Il dado è tratto". Matteo Renzi, ex premier ed ex segretario del Pd, anticipa ancora di più e non aspetta l'intervista con Bruno Vespa a "Porta a Porta" per annunciare il suo addio al Pd. Lo fa prima, anche con un post su Facebook di stamani presto 17 settembre, dopo che ieri sera aveva telefonato al premier Conte per anticipargli le sue intenzioni e rassicurarlo che sosterrà il Governo appena nato. "Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni", è l'esordio del suo annuncio, in cui il concetto di "fuoco amico" sintetizza molto delle motivazioni psicologiche di Renzi. "La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno", prosegue Renzi. Italia, Europa, femminismo. La parola più nuova è proprio questa, l'attezione speciale che l'ex premier d'ora in poi dedicherà ai diritti delle donne. Maria Elena Boschi, giovedì sera alla Festa dell'Unità di Firenze, aveva in effetti parlato molto delle discriminazioni di cui sono vittima le donne, soprattutto in politica ma non solo.

Renzi conclude con un riferimento a chi adesso rientrerà nel Pd, dopo la sua fuoriuscita (ad esempio D'Alema e Bersani) e dice di voler andare oltre le correnti di partito: "Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà. Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani", conclude l'ex segretario Pd.

Adesso si fa la conta dei parlamentari che lo seguiranno. Si parla anche di diversi esponenti di Forza Italia interessati all'approdo nel nuovo organismo politico. Vedremo. Di certo c'è che Renzi ha fatto i suoi conti. Quanto bene, lo vedremo nei prossimi mesi.

In una intervista a "Repubblica", Renzi annuncia che "i parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c'è un numero chiuso, ma quasi". 

Su Facebook, il governatore della Toscana Enrico Rossi afferma commentando il passo dell'ex premier: "Renzi dice che lascia il Pd. Anche se lo considero un errore è una scelta che rispetto e mi auguro che non lasci spazio a invettive, conflitti e attacchi personali. Penso che per lui e per gli altri la decisione di lasciare il Pd non sia una scelta facile ma sofferta, frutto di un vero travaglio politico e personale".

Antonio Patruno