Tramvia a Firenze: Legambiente interviene su alberi e nuovi tracciati

Legambiente Firenze: "Dubitiamo fortemente che l’idea di città concepita da Poggi prevedesse sui viali 5-6 file parallele di autovetture e autocarri rumorosi e inquinanti"


Il dibattito sulla Pagina Facebook di Nove da Firenze ha suscitato opinioni ed interventi, tra i quali quello del Presidente di Legambiente Firenze.

Lorenzo Cecchi, Presidente Legambiente Firenze sottolinea "L’uso del termine “ambientalisti”, come se si trattasse di un’unica entità omogenea, è sbagliato e fuorviante, specie se usato in Italia. Il modo di concepire l’ambientalismo da parte di Legambiente è molto diverso da quello puramente conservazionista caratteristico di altre associazioni". 

L'antefatto. Il rendering che ha accompagnato la nota di Italia Nostra ha fatto molto discutere. Italia Nostra e Coordinamento Cittadino Tutela Alberi sono intervenuti in merito al prolungamento della T1 dalla Fortezza verso piazza della Libertà e successivamente verso l'area a sud di Firenze "Apprendiamo l’assurda proposta di taglio delle alberature e di scempio paesaggistico. Evidentemente non bastava il danno arrecato in Piazza Stazione, con quei pali di ferro al posto dei pini storici, abbattuti tra l’altro in pieno stato di salute. Non bastava l’azzeramento delle alberature esistenti e la trasformazione dell’inizio di Viale Belfiore (ex viale in Curva del Poggi), di Porta al Prato e della Piazza Vittorio Veneto, in raccordi autostradali e ferroviari".

Legambiente Firenze: "gli alberi sono esseri viventi con un loro ciclo"

"Naturalmente - spiega Lorenzo Cecchi - noi ci impegnamo da sempre per la tutela del verde, con la nostra attività abbiamo salvato e continuiamo a salvare molti alberi (anche alberature private) da abbattimenti evitabili o precoci, e promuoviamo la messa a dimora di nuove piante in ogni modo possibile: in occasione delle “Feste dell’Albero” negli ultimi anni ad esempio sono state effettuate parecchie centinaia di nuove messe a dimora. Abbiamo anche stigmatizzato alcuni eccessi negli abbattimenti in cui l’amministrazione comunale è incappata in questi anni, anche se il problema centrale - la mancanza di una pianificazione integrata e completa della gestione del verde pubblico e privato – affligge la nostra ed altre città da almeno 30 anni. Per molti, troppi anni non si è andati oltre alla manutenzione ordinaria delle alberature, senza prevedere un piano di sostituzioni e piantagioni progressive, attraverso il quale alcuni drastici abbattimenti “di massa” sarebbero stati evitati. Bisogna capire però che gli alberi sono esseri viventi, con un loro ciclo vitale, nascono crescono e muoiono proprio come noi, e la città stessa può essere concepita come un ecosistema con la sua lenta evoluzione: senza una visione sistemica rischiamo di non capire che il bene della città non risiede solo nella nostalgica conservazione del passato, un passato che peraltro in questo caso non esiste già più. Dubitiamo fortemente che l’idea di città concepita da Poggi prevedesse sui viali 5-6 file parallele di autovetture e autocarri rumorosi e inquinanti. Viceversa già negli ultimi venti anni dell’800 piazza Libertà e i viali iniziarono ad essere percorsi dalle verghe del tram, con convogli dapprima trainati da cavalli, successivamente elettrici".

Ridurre l'inquinamento per evitare l'aumento di morti premature

Prosegue il Presidente di Legambiente Firenze: "In ogni caso il vincolo paesaggistico non prescrive che niente debba essere alterato, ma che si dovranno giustamente rispettare alcuni criteri e sottoporre le modifiche al parere vincolante della Soprintendenza (che ha da poco bocciato apertamente l’ipotesi di sottoattraversamento dei viali).
Ma non si può pensare di bloccare il completamento di un’infrastruttura a emissioni zero, regolare ed efficiente come la Tramvia, che è in grado di ridurre in modo significativo il traffico e l’inquinamento in città, e che è anche l’occasione per ridisegnare gli spazi urbani favorendo tutte le forme di mobilità alternative all’auto (mobilità ciclabile, pedonale, micromobilità elettrica ecc...).
Dovremo vigilare affinché in fase di cantierizzazione si evitino gli abbattimenti non necessari, e perché per ogni albero abbattuto ne siano ripiantati almeno 3, com’è stato finora, o meglio 4, come raccomandiamo da anni. Ma Firenze ha assoluto bisogno di completare la propria rete di trasporto pubblico, sul modello di delle città europee più avanzate.
Secondo OMS e EEA ogni anno in Italia le morti premature causate dagli effetti dell’esposizione all’inquinamento atmosferico, specie nelle grandi città, sono circa 85.000, e la principale causa di queste emissioni resta il traffico veicolare. Si tratta di una priorità assoluta per cui alla necessaria tutela e accrescimento del patrimonio arboreo occorre affiancare senza perdere altro tempo nuove soluzioni per la mobilità sostenibile".

I dati sulla qualità dell’aria a Firenze 

"Ci dicono - spiega Lorenzo Cecchi - che il primo ramo della tramvia T1 ha avuto un impatto migliorativo evidente, ma che ancora Firenze ha urgente bisogno di completare la transizione verso una mobilità moderna in cui l’auto privata è solo uno dei possibili mezzi, e non il principale o l’unico.
Il completamento della rete tramviaria e del sistema di parcheggi scambiatori, e l’integrazione con autobus ibridi ed elettrici, con una rete di piste ciclabili più estesa e organica, e con l’ulteriore sviluppo della rete di ricarica per veicoli elettrici e del parco di veicoli in sharing (car, bike, scooter sharing) dovrà poi consentire dei seri provvedimenti di limitazione al traffico per i mezzi inquinanti in tutta l’area comunale. Solo così potremo tutelare la nostra salute, migliorare la vivibilità anche dei quartieri periferici, e rendere Firenze protagonista di uno sviluppo sostenibile, che è qualcosa di diverso dal mantenimento dello status quo".

Redazione Nove da Firenze