Tpl: è il momento delle pressioni politiche

Autolinee Toscane -gestore che si è aggiudicato la gara regionale- ha inviato una lettera a 500 rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali per chiarire le tappe e i contenuti relativi alla gestione del trasporto pubblico. Interrogazione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: «I calendari non tornano. Tra contenzioso e cronoprogramma regionale si rischia il tilt»


FIRENZE- Continua a far litigare la politica toscana la gara da 4 miliardi di euro, per privatizzare il Trasporto Pubblico Locale e affidare il servizio ad un unico gestore per l'intero ambito regionale, vinto dai francesi della RATP (con Autolinee Toscane SpA come braccio operativo) a discapito delle attuali 12 aziende consorziate in Mobit, che danno lavoro attualmente a 5.500 lavoratori.

Mesi fa il Consiglio Regionale aveva impegnato la Giunta ad affidare definitivamente la concessione del TPL solo a seguito della pronuncia definitiva del Consiglio di Stato (fissata per il febbraio 2020) in modo da evitare l’attivazione di nuovi contenziosi da parte delle aziende toscane, che verrebbero poste in liquidazione entro la fine dell’anno. Ma la Giunta ha accelerato verso l’affidamento definitivo del servizio ad Autolinee Toscane Spa.

Nei giorni scorsi il senatore Patrizio La Pietra è intervenuto alll'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia, a proposito della gara per il servizio di trasporto pubblico su gomma in Toscana, invitando il partito a chiedere al Governo di intervenire a tutela dell'interesse nazionale per bloccare l'espletamento della gara.

"Se questa è la cultura giuridica della destra, è bene che i cittadini toscani e italiani ne siano consapevoli" è stata la dura reazione dell'assessore a trasporti e infrastrutture Vincenzo Ceccarelli alle dichiarazione del senatore di FdI "Oltre che incaute e preoccupanti – sottolinea Ceccarelli – le affermazioni del senatore La Pietra sono anche infondate, come laddove ricorda la questione della legittimità della partecipazione di Ratp alla gara: una questione che è stata chiarita e sciolta dalla Corte di giustizia europea, si informi. Il diritto dei cittadini toscani ad avere un servizio pubblico di trasporto moderno ed efficiente è ormai evidente che a molti non vada giù. Ma nessuno si illuda che la Regione Toscana possa rinunciare a tutelare questo diritto e a difendere il principio di legalità, quali che siano i risultati che ne scaturiscono".

Per parte sua Autolinee Toscane ha inviato oltre 500 lettere a tutti gli stakeholders della Toscana, dai rappresentanti delle istituzioni – assessori e consiglieri regionali, presidenti di provincia e sindaci, parlamentari ed europarlamentari – alle associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali.

Vorremmo – dice Bruno Lombardi, Presidente di AT - riportare un po’ di chiarezza su questa vicenda. Da tempo e con sempre maggiore frequenza si leggono notizie parziali, con molte omissioni e ingiustificati toni allarmistici. Un po' più di serietà e di coerenza con gli impegni sottoscritti aiuterebbe a gestire questo impegnativo passaggio, qualunque sia la sua conclusione. Aggiungo: in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato non guasterebbe anche un po’ più di tranquillità, visto che nessuno ha intenzione, né vuole compiere atti irreversibili, né danneggiare gli attuali gestori”.

In attesa della conclusione degli sviluppi giudiziari, che negli ultimi anni hanno visto confermare la regolarità della gara, AT continuerà a seguire tutte le attività previste dal bando e dagli accordi stipulati da tutti i soggetti coinvolti.

Per noi – conclude Lombardi - il rispetto degli impegni è un dovere a cui siamo abituati. Quello che noi riusciamo a capire sono i motivi che spingono molti soggetti a sollevare dubbi, incertezze e preoccupazioni nei confronti dell’esito di questa gara, destinata a produrre significativi vantaggi per l’intera comunità regionale”.

«Basta note, chiacchiere, rumors, email, comunicati… sul futuro del trasporto pubblico locale la Regione ha da parlar per atti. Per questo ho presentato un’interrogazione a cui chiedo che la giunta toscana mi risponda in forma scritta. Il fatto è che calendario giudiziario e cronoprogramma imposto dalla giunta non paiono collimare, e qui si rischia il tilt. Vogliamo un provvedimento specifico che garantisca il regolare proseguimento del servizio agli attuali gestori in attesa della sentenza»: a sparigliare col salto dalle parole agli atti è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che sullo stato irto di contenziosi della gara regionale per il tpl e sugli scenari di prospettiva vuole dalla Regione rassicurazioni formali, nero su bianco. Il quesito è netto, con Marchetti che alla giunta domanda «se la Regione Toscana, attraverso proprio provvedimento, entro la scadenza del contratto ponte del prossimo 29 dicembre, e nelle more del crono programma comunicato da Regione Toscana ai concorrenti, intenda garantire il regolare proseguimento del servizio agli attuali gestori in attesa della pubblicazione della sentenza definitiva». Prima, in due pagine di parte narrativa, la ricostruzione sintetica del travagliato iter della gara: «La matassa è aggrovigliata – osserva Marchetti – ma va dipanata a tutti i costi perché la materia è delicata. I tempi giudiziari non paiono compatibili con quelli che la Regione risulterebbe aver dettato agli attuali gestori per il trasferimento di beni, adesso a novembre, e per l’estromissione dal servizio, dal gennaio prossimo». Il punto è evidenziato anche nell’interrogazione, con Marchetti che sottolinea come questa scansione, «in pendenza di contenzioso, potrebbe causare danno irreparabile alla gestione delle aziende poiché venendo meno la continuità aziendale, una pronuncia di giudizio favorevole a Mobit, sarebbe resa vana dai provvedimenti regionali precedentemente adottati». Altro risvolto che Forza Italia non sottovaluta è che il «trasferimento potrebbe dare inoltre luogo alla messa in crisi dei rapporti tra le banche e le aziende locali di tpl (con probabile blocco dei finanziamenti bancari in essere) ma anche tra le aziende dell’indotto economico che hanno rapporti commerciali per il servizio di trasposto pubblico. Inoltre, il trasferimento dei beni, in particolare per quanto riguarda gli immobili che fanno parte di asset aziendali di proprietà delle aziende partecipate dagli oltre 100 Comuni soci delle aziende che gestiscono ancora il servizio tpl, risentirebbero di questa situazione, poiché tali gestori nel tempo hanno ricevuto cospicui finanziamenti pubblici (ad esempio il Comune di Pisa partecipa al gestore CTT nord con una quota del capita sociale del 9,37% pari al valore nominale di € 3.892.915,50)». Riassumendo molto, Marchetti è preoccupato: «Se salta il banco – considera – il danno è per le aziende di gestione, per il loro personale, per l’utenza tutta. Le parole non bastano, dalla Regione servono atti formali di garanzia».

Redazione Nove da Firenze