Toscana, le richieste delle categorie economiche a Giani

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Ranaldo (Confindustria): "Subito un piano industriale per la ripresa della Regione". Gronchi (Confesercenti): "Servono interventi decisi, legislativi ed economici"


FIRENZE, 22 settembre ’20 – “Al neo Governatore della Toscana Eugenio Giani i migliori auguri di buon lavoro di tutte le imprese toscane; siamo fiduciosi che i temi economici e del lavoro saranno al primo posto nella sua agenda di attività”. A congratularsi, all’indomani del voto regionale, è il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo.

“Adesso, un piano industriale per la ripresa della Regione e le imprese saranno al suo fianco per realizzarlo in tempi industriali – continua Ranaldo -, perché senza imprese non c’è lavoro e, per la Toscana, non c’è futuro. La pandemia ha messo a dura prova; e sta continuando a penalizzare aspramente la tenuta economica di molte aziende della nostra Toscana”.

“Confidiamo in una rapida esecuzione di tutte le scelte strategiche indispensabili e funzionali allo sviluppo e alla competitività di tutto il territorio, quindi, delle sue imprese – prosegue il presidente di Confindustria Toscana Alessio Marco Ranaldo -. Le risorse in arrivo dall’Europa impongono, per essere sfruttate a pieno, un piano di azioni anticrisi serrato e una visione strategica e chiara della Toscana del futuro nel contesto delle regioni europee”.

“Mettiamo a disposizione del Governatore Giani – conclude Ranaldo -, lo studio che Confindustria Toscana ha fatto realizzare dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sulle direttrici di sviluppo economico prioritarie per la regione. Ne ha già condiviso i contenuti nel corso della campagna elettorale, oggi siamo pronti a dare il nostro contributo, di idee e proposte, nella gestione delle priorità di realizzazione”.

Lo studio ha individuato otto direttrici di sviluppo: Economia Circolare, Ricerca e Innovazione, Sanità Salute e Benessere, Industria 4.0 e Digitale, Transizione energetica, Infrastrutture, Mobilità e Sviluppo, Agro-alimentare, Formazione e Capitale umano. Sono emersi anche quattro punti chiave su far crescere la manifattura del futuro: digitalizzazione per una Toscana in rete; infrastruttureper una Toscana connessa con se stessa e con il mondo e per sfruttare la domanda pubblica interna in una fase di scarsa domanda privata ed estera; formazione per una Toscana intelligente e in linea con i fabbisogni delle sue imprese; pubblica amministrazione per una Toscana semplice e “amica” delle sue imprese.

Lo studio completo e gli approfondimenti sulla pagina web dedicata alla campagna #IMPATTOTOSCANA: https://campagna2020.confindustria.toscana.it/.

CONFESERCENTI. Con la scelta del nuovo Presidente, i toscani hanno manifestato le proprie intenzioni. Auguri, quindi, a Eugenio Giani che ci auguriamo sappia imprimere una forte accelerazione, con la sua azione amministrativa e di governo, a tutta la Toscana. A lui non presentiamo un cahiers de doléances: le lamentazioni non solo non ci appartengono, ma rappresentano il contrario della visione che ci caratterizza come associazione ovvero la visione di un’azione incentrata sui progetti da attivare per raggiungere gli obiettivi.

“La situazione attuale necessita di interventi decisi, legislativi ed economici, in tempo reale -  ha detto il Presidente regionale Nico Gronchi. - L’economia toscana ha subito gravi contraccolpi dall’emergenza Covid-19 con pesanti lacerazioni in particolare al settore del commercio, del turismo e dei servizi, senza dimenticare le possibili ripercussioni sulla tenuta sociale soprattutto in vista di un autunno gravido per numerose incognite”.

Ecco, quindi, che la ripresa produttiva toscana passa attraverso una rinnovata attenzione al mondo delle imprese nel segno di un patto fra istituzioni e mondo produttivo.

“Al Presidente Giani chiediamo la capacità di individuare, nel rispetto dei ruoli e delle autonomie, un cammino comune che abbia come traguardo una Toscana con infrastrutture adeguate, da quelle tradizionali come aeroporti e viabilità a quelle digitali, fondamentali per il rafforzamento del nostro sistema produttivo nel suo complesso. Per questo sarà fondamentale il programma che caratterizzerà di governo della Giunta nei prossimi cinque anni e le azioni che ne conseguiranno; così come saranno determinanti gli attori politici che, all’interno dell’organo esecutivo, saranno chiamati a concretizzare le linee guida del programma”.

È certamente una sfida complessa quella che attende la nostra regione ed il suo nuovo Presidente. “Come Confesercenti Toscana, ha poi concluso Gronchi, assicuriamo la nostra disponibilità a confrontarci a tutto tondo, avendo come unico obiettivo lo sviluppo della Toscana che passa necessariamente attraverso il sostegno al mondo dell’impresa”.

RISTORATORI TOSCANI. Mantenere le promesse fatte e sostenere il settore della ristorazione, uno dei più colpiti dall'emergenza coronavirus. Sono le richieste del gruppo Ristoratori Toscana, che rappresenta mille imprenditori a Firenze e 15mila in Toscana, al nuovo presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «Auguriamo buon lavoro al presidente Eugenio Giani. Ora ci aspettiamo che mantenga gli impegni che ha preso nei confronti della nostra categoria firmando, durante la campagna elettorale, il manifesto di Ristoratori Toscana» spiega il portavoce dell'associazione Pasquale Naccari. Il gruppo Ristoratori Toscana, durante la manifestazione del 6 luglio a Firenze, ha presentato un manifesto di proposte: fra queste contributi a fondo perduto per le imprese, creazione di un ‘Fondo promozione destinazione Toscana’, zero tasse per l’anno 2020. Ma anche la moratoria della legge Bersani per limitare la concessione di nuove licenze di somministrazione, l'introduzione dei voucher per facilitare e semplificare eventuali assunzioni anche temporanee e limitazione e regolamentazione delle sagre estive.

CONFAGRICOLTURA. “Congratulazioni ad Eugenio Giani, adesso mettiamoci subito al lavoro per garantire l’occupazione e la sopravvivenze delle imprese agricole. Noi siamo disponibili a collaborare da subito con la nuova amministrazione e dare il nostro contributo per risollevare il settore”, è il messaggio di Marco Neri, presidente Confagricoltura Toscana. “Come già fatto prima delle elezioni, abbiamo messo nero su bianco le proposte che riteniamo urgenti e non più rinviabili. Adesso lo ribadiamo, rivolgendoci al nuovo governatore”

Al centro delle politiche agricole regionali deve esserci l’impresa che garantisca occupazione nel pieno del rispetto delle norme del lavoro e di contrattazione collettiva. Il futuro Piano di sviluppo rurale e la fase di negoziazione della nuova Pac dovranno poi “vedere la Regione in prima linea per sostenere le imprese e adeguare gradualmente le nuove politiche di tutela dell’ambiente e dei consumatori in modo da concedere alle attività il tempo di adeguarsi”

Semplificare i processi amministrativi e ridurre la burocrazia sono tra le altre priorità, insieme - aggiunge il presidente Neri - “ad un intervento reale contro i predatori e gli ungulati, ormai ingestibili in molte zone, che mettono a rischio intere colture oltre che la sostenibilità economica della produzione. Chiediamo un risarcimento certo per le imprese agricole, senza vincolarlo ad insostenibili, oltre che inefficaci, misure di prevenzione come le recinzioni chilometriche”.

CIA. L’agricoltura toscana, che non si è mai fermata, dovrà ripartire con ancora più slancio, a partire da oggi, a seggi chiusi ed a risultati acquisiti. Intanto – sottolinea la Cia Agricoltori Italiani della Toscana – buon lavoro a tutti i consiglieri regionali eletti, a chi andrà a comporre la nuova giunta regionale e al neo presidente Eugenio Giani.

Come abbiamo ripetuto negli incontri pre-voto, e sottolineato nel documento “La Toscana che vogliamo”, è arrivato il momento di un maggiore spazio per l’impresa, di tutela per il territorio, dove l’agricoltura sia in primo piano, quindi l’ambiente, la qualità e la competitività delle produzioni regionali siano una priorità, dove non manchino le pari opportunità. Inoltre nel documento della Cia, una sfida che non può essere rimandata: sostegno alle imprese per il post Covid, per non perdere competitività sui mercati italiani ed esteri.

«Il nostro documento programmatico che abbiamo ampiamente diffuso e fatto conoscere negli incontri con i candidati– sottolinea Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – da oggi è a disposizione di chi governerà la Regione per i prossimi cinque anni e per chi siederà sui banchi del consiglio regionale. Vogliamo una Toscana che sia dalla parte delle imprese, che hanno subito e stanno ancora subendo gli effetti devastanti della crisi, con una caduta verticale dei propri redditi. Una regione – prosegue Brunelli - che valorizzi il territorio scommettendo sullo sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura; ma anche che investa sull’innovazione, sulle infrastrutture e sui servizi».

Secondo Cia Toscana è urgente intervenire per il rilancio dell’economia toscana, assumendo come asset strategici il sostegno e lo sviluppo dei settori produttivi più dinamici quali l’agricoltura e l’agroalimentare. Inoltre per garantire un sostegno immediato alle imprese, integrando gli interventi già operanti a livello nazionale ed Europeo, con azioni regionali mirate al supporto di alcune iniziative prioritarie per i settori maggiormente colpiti.

E poi – aggiunge la Cia regionale – interventi per ridurre la presenza degli ungulati, la cui invasività è aumentata in modo preoccupante durante la fase del lockdown, adottando misure straordinarie, efficaci e risolutive.

«E’ il momento di attivare immediatamente un piano di investimenti, anche con il sostegno di tutte le risorse europee che saranno disponibili, in grado di colmare rapidamente le lacune strutturali ed infrastrutturali della nostra regione» afferma il presidente Brunelli.

Senza dimenticare il rafforzamento della sanità pubblica puntando a migliorare la capacità di risposta sul piano diagnostico e terapeutico del sistema Toscano, a partire da un deciso rafforzamento della medicina di prossimità e dei presidi territoriali diffusi ed efficienti.

Ma per la Cia è necessario anche l’adeguamento di un sistema infrastrutturale, attraverso un piano che integri sinergicamente le opere strategiche finalizzate alla realizzazione delle grandi reti di connessione globale (snodi ferroviari, portuali, aeroportuali, viabilità primaria e secondaria, banda larga ed ultralarga) a tutti quegli interventi finalizzati a rendere competitivi i territori della Toscana, a partire dalle aree rurali.

Non meno importante è la messa in sicurezza del territorio, accelerando i piani di intervento già cantierabili, le opere idrauliche di prevenzione degli eventi catastrofici derivanti dai cambiamenti climatici, l’infrastrutturazione di un’efficiente rete irrigua che garantisca la necessaria dotazione di acqua all’agricoltura.

Infine – conclude Cia Toscana - semplificare gli adempimenti per le imprese e per i cittadini, partendo dal nuovo quadro normativo nazionale ed europeo in tema di semplificazione, per una revisione radicale dei procedimenti amministrativi, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi che intercorrono tra impegni di spesa ed erogazione dei finanziamenti alle imprese.

CISL. “Congratulazioni e un grande augurio di buon lavoro al neoeletto presidente della Regione, Eugenio Giani e a tutti i neo-consiglieri regionali dalla Cisl Toscana. Ci auguriamo di poter stabilire col presidente Giani, così come con i consiglieri e con le forze politiche del Consiglio regionale, un proficuo confronto, per il bene della Toscana e dei toscani.”A dirlo è il segretario generale della Cisl, Riccardo Cerza, che rileva come “positivo il fatto che anche la campagna elettorale, pur in un clima di acceso confronto, non abbia generalmente registrato episodi sgradevoli e toni eccessivi. E’ un punto di partenza, perché i lavori del Consiglio, pur nella diversità di posizioni, siano improntati alla ricerca del bene comune.”“Gli elementi della nostra economia che ci avevano dato più forza negli anni scorsi, ovvero turismo ed export, sono i più colpiti dagli effetti del Covid e questo fa della Toscana una delle regioni più in difficoltà. Per questo, oggi più di sempre – dice Cerza – occorre che gli eletti, a partire dal Presidente, mandino in archivio velocemente la campagna elettorale e si mettano al lavoro con il massimo impegno. Noi faremo la nostra parte, come sempre, nell’interesse delle donne e degli uomini che rappresentiamo e della Toscana tutta, autonomi da tutti, aperti al dialogo con tutti.”“Vogliamo anche dire un grazie a Enrico Rossi, per il grande impegno e la passione che ha sempre messo nel suo lavoro, prima come assessore e poi come presidente. Anche quando non siamo stati d’accordo con lui, abbiamo sempre apprezzato la sua apertura al dialogo e l’attenzione dimostrata per le ragioni del mondo produttivo e per le sue organizzazioni di rappresentanza.”

CONFLAVORO. Conflavoro Toscana rinnova l’appello a Eugenio Giani e ai consiglieri eletti affinché le esigenze del tessuto produttivo siano messe al primo posto superando al contempo i troppi divari tra centro e costa, lavorando per dare uguali possibilità ai territori a partire dal capitolo infrastrutture.

“Un augurio di buon lavoro al nuovo presidente, i progetti da portare a compimento o da ideare ex novo per rilanciare la Toscana sono numerosi e rilevanti. Servirà ragionare non soltanto sul domani, ma anche sul presente. La Regione – evidenza Salvatore Centola segretario regionale di Conflavoro Toscana – deve cioè far da tramite con il governo nazionale affinché si intercettino per le imprese della Toscana quanti più fondi europei possibili. Servono investimenti corposi per far ripartire al meglio il ciclo occupazionale e per riportare a lavoro chi oggi, purtroppo, ha perso il posto in settori strategici e dall’ampio indotto come il turismo”.

“È necessaria una svolta su infrastrutture e trasporti e, prima ancora, in ambito burocratico”, rincara Maurizio Doccini, delegato Conflavoro Toscana ai rapporti istituzionali. “Nel primo caso, il divario tra centro e costa è opprimente in termine di collegamenti e fa sì, spesso, che siano preferite altre soluzioni logistiche per turismo e scambi commerciali, vedi aeroporto di Bologna, con danni economici per tutta la Regione e non solo per Firenze e Pisa. Sul capitolo burocrazia, poi, riteniamo da sempre e oggi ancora di più che le imprese debbano essere lasciate in condizione di lavorare, semplicemente. Il compito degli imprenditori è quello di creare, produrre, non di passare il tempo aspettando da un ufficio pubblico risposte che raramente arrivano nei tempi giusti, e non certo a causa delle risorse umane che vi lavorano”.

Infine, un appello di Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro. “Per Eugenio Giani e la sua giunta, così come per tutto il nuovo Consiglio, si prospettano cinque anni senza un attimo di respiro. Dal turismo per ogni stagione, all’industria, all’enogastronomia, con la sua eterogeneità la Toscana è forse l’esempio più lampante di come ogni singolo territorio italiano sia un microcosmo a sé. La diversificazione produttiva è sì importante, ma questo ci dice anche che è arrivato il momento di ‘vendere’ il brand Toscana all’estero in modo univoco, ricollegandoci anche all’internazionalizzazione d’impresa. I nuovi mercati ci vogliono, ma dobbiamo evitare campanilismi inutili. La Regione è storicamente uno snodo principale per gli incastri politico-economici di tutta Italia, ma adesso deve tornare fattivamente al centro dello sviluppo del Paese e questo accadrà solo intraprendendo una nuova strada”.

Redazione Nove da Firenze