Toscana e covid, Barnini: i dati sono chiari, nelle Regioni gialle i contagi non scendono

"Siamo in una situazione infelice anche perché misure restrittive prese in ritardo"


Mentre Zaia si arrende e il Veneto vira verso la zona rossa, in una situazione estremamente preoccupante, si chiarisce non solo la necessità di mantenere arancione la Toscana, ma anche l'opportunità di non essere diventati gialli nelle settimane scorse, al netto di ogni campanilismo. A distinguersi, ancora una volta, da un certo tipo di coro tra il tifo calcistico e il vittimismo, è Brenda Barnini, sindaco di Empoli, vicesindaco della città metropolitana e responsabile nazionale welfare del Pd.

Nella consueta diretta del mercoledì, Barnini si è messa subito dalla parte dei numeri: “i dati -ha sottolineato- parlano molto chiaro: negli ultimi sette giorni, nelle Regioni come la nostra, arancione, i contagi sono scesi del 19%, nelle zone rosse sono scese di oltre il 30% e nelle zone gialle diminuiscono appena dell’1%”.

“Purtroppo -ha continuato Barnini- in tutta Europa, e anche in Italia, la curva del contagio, per quanto si sia in parte attenuata, non scende quanto sarebbe necessario che scendesse per scongiurare di ritrovarsi, in tempi rapidissimi, con un allentamento delle misure, in una terza ondata difficile da gestire”.

Altro dato difficile da confutare: i decessi da covid non accennano a diminuire: “la nostra Regione -ha osservato il sindaco di Empoli- si trova in una situazione particolarmente infelice perché avendo iniziato il periodo di zona rossa con un po’ di ritardo rispetto a quelli che erano i numeri del contagio”.

Il miglioramento c'è stato ma non al punto da giustificare un passaggio alla zona gialla. Semmai, per Barnini, “è corretto ora non alimentare false speranze e raccontare novelle. Ci dobbiamo confrontare con i numeri e il meccanismo costruito dal Governo, di valutazione stringente dei parametri”.

C’è chi non accetta il paragone con le Regioni che hanno dati peggiori della Toscana. Ma Barnini ribatte: “di fronte a questa dinamica si ribadisce ancora con più forza che le misure di riduzione delle relazioni di contatto tra la popolazione sono le uniche realmente efficaci per contenere la velocità con cui il virus si diffonde. La rabbia c’è, c’è in ciascuno di noi. Ma questa rabbia va trasformata nella voglia di uscire da questa situazione. E sappiamo che per farlo dobbiamo prendere sul serio quelle norme e indicazioni che saranno nuovamente emanate dal Governo”.

Un passaggio poi sui vaccini. “Dobbiamo sfruttare questi giorni per prepararci in maniera consapevole e informata ad aderire alla campagna di vaccinazione. Solo attraverso la rapidità e la buona gestione della campagna di vaccinazione possiamo davvero iniziare a pensare al 2021 come l’anno in cui riusciremo -ha concluso il sindaco- a chiudere questa drammatica emergenza sanitaria”. 

Marco Bazzichi