Torna l'ora legale: risparmio e stress, ma nel mondo digitale serve ancora?

L'ora solare è dettata dalla posizione di un Paese attraverso la convenzione dei meridiani, quella legale è stata predisposta dagli uomini


 Un tempo si parlava di "spostare le lancette" degli orologi, ed accadeva proprio questo. All'alba c'era il rito di girare per casa alla ricerca di orologi a muro e sveglie da sincronizzare. Per eseguire l'opera si incaricavano spesso i ragazzetti che negli anni '80, muniti di telecomando, si sono occupati di riposizionare gli schermi dei primi dispositivi digitali come radiosveglie, stereo o videoregistratori. 
  Oggi i dispositivi si aggiornano automaticamente eliminando quindi un passaggio forse fondamentale che permetteva di prendere consapevolezza del cambio di orario.

Il 25 marzo in Italia si dorme un'ora in meno perché alle 2 di notte saranno già le 3. Questo comporterà il vedere tramontare il sole verso le 19 e poi sempre più tardi, fino quasi alle 21. Un risparmio di energia elettrica al mattino presto, ma anche la sera.
Si tratta di un conto verificabile in bolletta. La società Terna stima ad esempio un minor consumo pari ad oltre 500 milioni di kilowattora, ovvero l'energia che occorre in un anno a 200 mila famiglie.

Un kilowattora costa mediamente 20 centesimi di euro tasse comprese, nel 2018 ci sarebbe un risparmio di oltre 100 milioni di euro. Dal 2004 al 2017 il risparmio è stato di circa 1 miliardo e 500 milioni di euro.
Se nel caso di uffici e negozi in primavera ed autunno il risparmio appare ovvio in termini di illuminazione degli ambienti, sono invece contrastanti i pareri sull'estate quando le attività sono chiuse e ad incidere sono i sistemi di refrigerazione che rispondono alla temperatura e non alla presenza di più o meno luce naturale.

Nel 1916 l'idea fu quella di risparmiare falsando l'orario giornaliero in un periodo determinato dell'anno, inizialmente per quattro mesi.
Abolita e ripristinata, la normativa ha subito variazioni negli anni '60 ed ancora negli anni '80 fino ad assestarsi tra l'ultima domenica di marzo e l'ultima domenica di ottobre, sei mesi tra primavera ed autunno.
Non tutti gli stati del mondo adottano questo stratagemma ideato per la prima volta a fine '700 da Benjamin Franklin.

La variazione dell'orario sarebbe causa di stress, tanto che in rete ci sono numerosi portali dedicati alla meteorologia e blog in cui si offrono consigli utili su come gestire "la botta" di sonno o di stordimento conseguente alla perdita di un'ora di sonno ed all'impatto visivo sull'allungamento della giornata.

 Da anni si cerca di mantenere l'ora solare. A febbraio 2018 una risoluzione presentata all'Europarlamento da una deputata francese e da un deputato ceco è stata approvata a maggioranza, ma l'invito ad abolire l'ora legale è stato convertito nella richiesta di approfondire gli aspetti scientifici rilevati in alcuni studi che denotano appunto una risposta negativa dell'organismo allo spostamento dell'orario, due volte l'anno.

 Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 2018 gli orologi torneranno automaticamente indietro di un'ora. Dormiremo un'ora in più, ma farà buio presto per la gioia dei cambiamenti.
Nei negozi ci saranno già gli addobbi di Natale, ma avremo risparmiato energia elettrica.

Antonio Lenoci