Tmm di Pontedera: il liquidatore chiede un risarcimento danni ai lavoratori licenziati

Braccini (CGIL) ''Risponderemo a questo grave attacco in ogni sede Istituzionale, sindacale e legale. Daremo piena assistenza legale e se vi sono gli estremi procederemo con contro denunce e querele''. Enrico Rossi: "Mi autodenuncio, anch’io ho occupato con loro"


FIRENZE– Dal mese di agosto va avanti il presidio permanente dei lavoratori Tmm di Pontedera a seguito della chiusura aziendale. In questi giorni a 26 lavoratori ed al segretario Fiom di Pisa è arrivato un atto di citazione dal Tribunale di Pisa depositato dai legali del liquidatore della società TMM con richiesta di risarcimento danni per un ammontare di circa un milione di Euro, per aver impedito il libero accesso allo stabilimento. La causa civile intentata dal liquidatore della società di Pontedera, che ad agosto ha chiuso i battenti, sarebbe accompagnata da una richiesta di risarcimento danni di circa un milione di euro contro gli operai del presidio permanente e il segretario della Fiom di Pisa.

"Un fatto gravissimo, inaudito -interviene Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana- La Tmm ha chiuso ed abbandonato tutti i lavoratori e adesso cerca anche di far pagare il conto del loro fallimento gestionale agli ex dipendenti che lottano per provare a costruirsi un futuro lavorativo. I lavoratori Tmm non hanno mai impedito a nessuno di entrare o uscire dallo stabilimento, ne ci sono mai stati sconfinamenti fisici, tant’è che sono state sempre presenti le forze dell’ordine a garanzia di tutti. Il liquidatore dapprima aveva attuato un comportamento discriminatorio, retribuendo solo i lavoratori che non partecipavano al presidio, cosa illegale ed a cui poi ha fatto fronte, ed adesso è andato oltre, chiedendo anche lo sgombero del presidio come se fosse all’interno del terreno aziendale. Attacchi di questa natura e intimidazioni verso lavoratori licenziati, nonché la richiesta i risarcimento danni, segna un comportamento spudorato di chi lo ha messo in atto e una condizione di regressione profonda a cui è sottoposto chi lavora, un mondo capovolto, non degno di una società civile fondata sul lavoro. Alla gravità della chiusura i lavoratori TMM hanno reagito con la democrazia, portando avanti una lotta a testa alta, non rassegnandosi alla mortificazione delle perdita del posto di lavoro. Risponderemo a questo grave attacco ai lavoratori Tmm in ogni sede Istituzionale, sindacale e legale. Daremo piena assistenza legale e se vi sono gli estremi procederemo con contro denunce, querele e richieste di risarcimento per i danni causati ai lavoratori. Noi proseguiremo a batterci al loro fianco fino in fondo e continuiamo a lavorare per costruire una nuova condizione lavorativa".

"Mi autodenuncio insieme ai lavoratori della TMM per aver anch'io partecipato al presidio in fabbrica durante la protesta contro i licenziamenti. Ho sobillato, come direbbe un fascista, i lavoratori incitandoli a proseguire nella loro battaglia. Me ne assumo piena responsabilità" Così il presidente Enrico Rossi appresa la notizia "Rimaniamo esterrefatti di fronte a una richiesta di danni a lavoratori ai quali, dopo essere stati licenziati senza prospettive ed essersi ritrovati a riconquistarsi un lavoro da soli, arriva anche questa ultima inaccettabile offesa – ha concluso Rossi -. Pertanto mi dichiaro a tutti gli effetti al loro fianco e mi autodenuncio. Al tempo stesso mi auguro che questo atto inconsulto venga ritirato al più presto".

Redazione Nove da Firenze