Tirreno e Nazione: mozioni in Regione contro il taglio di poligrafici e giornalisti

Gli atti di indirizzo sono stati presentati dal Pd, primo firmatario Francesco Gazzetti, e dalle opposizioni di centrodestra, primo firmatario Jacopo Alberti (Lega). Alla Giunta si chiede di monitorare attentamente le due vertenze


Solidarietà verso i lavoratori poligrafici del Tirreno di Livorno, dove sono a rischio 30 dei 50 posti di lavoro, e ai 10 dipendenti della filiale livornese della società Manzoni, per i quali è previsto il trasferimento alla sede centrale di Milano. E solidarietà ai giornalisti de La Nazione, che hanno scioperato contro la nuova grafica del giornale e il Piano industriale “che prevede solo tagli al corpo giornalistico e nessun investimento o rilancio”. È quanto esprimono nella parte narrativa due diverse mozioni approvate all’unanimità, senza discussione, dal Consiglio regionale. La prima mozione, quella riguardante i lavoratori del Tirreno e della società Manzoni, è stata presentata dal gruppo Pd, primo firmatario Francesco Gazzetti. La seconda mozione, riguardante i giornalisti de La Nazione, è stata invece presentata dal gruppo della Lega, primo firmatario Jacopo Alberti, e sottoscritta da Maurizio Marchetti (FI) e Paolo Marcheschi (FdI).

L’atto presentato dal Pd impegna la Giunta regionale “ad attivarsi, qualora richiesto dalla forze sindacali, per costituire un tavolo di crisi regionale che si occupi” della situazione occupazionale dei lavoratori poligrafici operanti nella sede del Tirreno di Livorno e dei dipendenti livornesi della concessionaria di pubblicità Manzoni.

Nella parte narrativa dell’atto di indirizzo si ricorda che la crisi si è aperta il 13 novembre scorso, con l’annuncio di un piano di esuberi da parte del gruppo editoriale Gedi, una delle principali imprese multimediali italiane che nel settore della carta stampata pubblica i quotidiani la Reppublica, la Stampa, il Secolo XIX e, in Toscana, tutte le edizioni del Tirreno di Livorno, che sono diffuse nelle province di Pisa, Lucca, Pistoia, Grosseto, Massa Carrara, Prato e Firenze. Gedi, inoltre, controlla anche la concessionaria di raccolta pubblicitaria Manzoni.

Il gruppo Gedi, nella comunicazione ai sindacati, ha motivato il piano di esuberi per 121 poligrafici a livello nazionale, 30 dei quali, su un totale di 50,nella sede del Tirreno di Livorno, con “l’andamento del mercato, che registra un ulteriore calo di vendita dei quotidiani”, con conseguente contrazione degli introiti di vendita e dei ricavi pubblicitari.

I firmatari, citando i dati diffusi recentemente da Irpet durante un convegno con Corecom e Regione, ricordano che la vertenza Gedi va a colpire un settore, quello dell’informazione, che “allo stato attuale, presenta in Toscana un quadro piuttosto critico” e sottolineano che, sebbene la flessione di settore sia stata definita da Irpet “sensibile ma non disastrosa”, negli ultimi dieci anni “si registra la perdita del 5,6 per cento di base imprenditoriale e il 5,2 per cento di addetti”.

In narrativa viene ricordato, infine, che i lavoratori poligrafici “per sei anni hanno mostrato già la loro disponibilità nel venire incontro alla richiesta dell’azienda”, accettando di “ricorrere ai contratti di solidarietà, quindi perdendo parti importanti del proprio salario”. E si dà atto alla Regione di essersi sempre “interessata alle crisi che hanno interessato organi di stampa locale e regionale”, mettendo in atto anche “misure di sostegno diretto al settore, come il recente bando per la concessione di contributi alle imprese di informazione”.

Per quanto riguarda la mozione presentata dalle opposizioni di centrodestra a sostegno dei giornalisti de La Nazione e delle altre testate del gruppo Riffeser, i proponenti chiedono alla Giunta “di attivarsi, qualora richiesto dalle organizzazioni sindacali, presso l’azienda al fine di riportare le parti al dialogo, con la prospettiva di una soluzione positiva della vertenza o dell’apertura di un tavolo regionale di trattative”. Alla Giunta viene chiesto comunque di monitorare la situazione, “al fine di seguire le vicende che riguardano in particolare i lavoratori toscani” del gruppo. Infine, alla Giunta si chiede di adoperarsi, per quanto di propria competenza, “presso i ministeri e il Parlamento affinché queste istituzioni si impegnino concretamente a trovare soluzioni alla crisi dell’editoria che coinvolge, a vario titolo, tutte le aziende del settore in Italia”.

Alberti e gli altri firmatari della mozione, motivano le loro richieste ricordando che La Nazione, oltre a essere il primo vero quotidiano italiano fin da suo esordio nel 1859, è “il principale quotidiano di Firenze, distribuito su tutto il territorio nazionale” e che “è particolarmente diffuso in Toscana, Umbria e nella provincia di La Spezia con molte edizioni locali”. Inoltre, ricordano che la Regione persegue, tra le sue priorità, “il diritto al lavoro e adeguate forme di tutela della dignità dei lavoratori” e “la promozione dei diritti al pluralismo dell’informazione e della comunicazione”.

Redazione Nove da Firenze