Tirrenica: siamo a una ripartenza?

Enrico Rossi: "Con determinazione e unità ho fiducia che ce la faremo". Entro l'anno accordo di programma con tempi precisi e risorse finanziarie


GROSSETO- Decenni di attesa, nessun passo avanti negli ultimi due anni, sei Governi di diverso orientamento politico e sei diversi ministri, tre progetti. E ancora non decolla. Ha avuto luogo stamani a Grosseto la manifestazione indetta unitariamente da enti locali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e datoriali, per chiedere la realizzazione della Tirrenica, la situazione attuale.

Al termine, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha tenuto un discorso per rivendicare il completamento del corridoio tirrenico nel tratto tra Rosignano e Ansedonia: "Con le necessarie determinazione e unità ho fiducia che ce la faremo a portare a casa un risultato utile. Abbiamo intrapreso la strada giusta. Non quella dell'antipolitica che non serve a nessuno, ma quella di un territorio che si unisce per rivendicare ciò che gli spetta" è questo il passaggio conclusivo "Monitoriamo - ha esortato i presenti Rossi - da qui a dicembre i passaggi necessari e decisivi. E se non otterremo il risultato voluto dovremo mobilitarci ancora insieme. Ma la mobilitazione di tanti cittadini può ancora determinare la politica ed indicare ai Governi cosa è necessario fare". Prima il presidente aveva ripercorso gli ultimi venti anni di vicende della Tirrenica, osservando che alla fine siamo tornati al progetto voluto venti anni fa dall'allora presidente della Regione, Vannino Chiti. Aveva poi espresso un giudizio positivo sulla neo ministra dei trasporti, Paola De Micheli, che aveva incontrato ieri a Firenze, giudicandola "molto attiva, vivace e determinata e che merita tutta la nostra fiducia visto che ha detto di voler rimettere in piedi il tavolo per la Tirrenica che avevamo aperto". Rossi ha poi detto che il tracciato costiero rappresenta per la Toscana "la priorità zero" e ancora "che le buone intenzioni governative sono importanti, ma che ci sono numerosi scogli da superare" e si è augurato di non doversi trovare ancora di fronte all'ennesima presa in giro. "Pur che fosse realizzata - ha ricordato il presidente - ho accettato anche l'ultima ipotesi progettuale. Ma ora va attuata, per un tracciato senza pedaggio, a quattro corsie e in sicurezza. Occorre mettersi al lavoro subito perché l'opera sia finanziata e poi realizzata. Entro la fine della legislatura regionale vorrei avere la certezza che che questa opera si farà cosicché si colmi il ritardo di sviluppo di quest'area e perché l'attuale tracciato ha il più alto indice di moralità in questa regione". Si tratta di un dato confermato dalla presidente dell'associazione delle vittime della strada attuale, che ventidue anni fa ha perso qui il figlio Riccardo e che ha parlato di 3.500 morti l'anno sulle strade italiane, al ritmo di 9 al giorno, con 30.000 disabili gravi e 175.000 feriti. E Rossi ha chiosato infine chiedendo che l'opera e il suo finanziamento siano messi nel contratto di programma che il Governo stipulerá con Anas, "perché tutto non resti tra le buone intenzioni".

"Per la Tirrenica speriamo che sia la volta buona, visto che siamo ad una ripartenza. La ministra De Micheli é stata molto chiara e ha accolto il nostro invito a riattivare il tavolo. È necessario che il progetto presentato da Sat venga rimodulato e alleggerito, perché la Tirrenica sia una superstrada e non un'autostrada. È poi perché Anas passi alla sua realizzazione" così l'assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, Vincenzo Ceccarelli "Spetta al neo ministro - precisa Ceccarelli - trovare l'accordo che permetta all'attuale titolare del progetto, cioè Sat, di fuoriuscire, perché sia realizzata un'arteria senza pedaggio. Le risorse per farlo le deve trovare il Governo. Siamo all'ultimo miglio di un percorso tormentato, ed è questo il lavoro da fare. Noi ci auguriamo venga fatto al più presto, dopo che le parti saranno state riunite attorno al tavolo per trovare la soluzione che consenta di avviare l'opera".

Redazione Nove da Firenze