​The Medici Congiura 2.0 versione innovativa e contemporanea

Ben 540 anni fa, il 28 aprile 1478, aveva luogo l’epilogo di quella riconosciuta universalmente come la Congiura dei Pazzi


I giovani da eliminare per impedirne l'ascesa: Lorenzo De’ Medici e il fratello Giuliano. Una congiura contro la famiglia che si sarebbe distinta per saggezza, mecenatismo, amore per la cultura ed arte. Quell’arte che attraverso i secoli ha caratterizzato Firenze come culla del Rinascimento. Mentre Giuliano cadeva sotto i colpi dei sicari, dentro la Basilica di Santa Maria del Fiore, Lorenzo riusciva miracolosamente a salvarsi.

“Presentiamo a Palazzo Vecchio, in quello che fu 540 anni fa il teatro della vendetta di Lorenzo de' Medici per l'uccisione del fratello Giuliano, uno spettacolo innovativo – ha spiegato la presidente della Commissione cultura e sport Maria Federica Giuliani – che mette in scena la Congiura dei Pazzi rileggendola in modo innovativo e contemporaneo. Una produzione fiorentina, con attori fiorentini, della Compagnia Avatar, per parlare della storia di Firenze”.

La Compagnia Avatar (composta da 16 attori), su testo e regia di Giovanni Guidelli, propone in prima assoluta a Firenze, nella Sala Vanni in piazza del Carmine, giovedì 13 dicembre alle ore 21 “Medici Congiura 2.0”, una messinscena della vicenda attualizzata ai giorni nostri, con una famiglia Medici al centro dei traffici economici fiorentini e non solo, avversata dall’altra famiglia fiorentina dei Pazzi.
Un gioco di equilibri, una sfida di nervi, un risiko di politica e potere che, in un crescendo di tensione, torbidi accordi e colpi di scena, porterà inesorabilmente verso un conflitto senza esclusione di colpi, fino all’agguato mortale. Gli eventi che precedono quel 28 aprile 1478 sono scanditi in scena da Lorenzo e Giuliano dei Medici in primis, e poi dai Pazzi (esecutori materiali), ma anche dai sicari, i mandanti, e dalla presenza di illustri personaggi, a partire dal Papa Sisto IV e poi Federico da Montefeltro, Girolamo Riario, Montesecco ed altri.

Inoltre, il passaggio fra scena e scena delle tre Grazie del quadro La Primavera del Botticelli, come le tre streghe di Macbeth, ma con la loro beltà angelicata, accompagnerà lo spettatore attraverso una percezione nuova dei fatti. Il testo si avvale della preziosa supervisione di Marcello Simonetta, storico e scrittore (suoi i libri: l’Enigma Montefeltro, Volpi et Lioni, i misteri dei Medici e Caterina de’ Medici, di fresca pubblicazione).
Una messinscena in cui la coreografia dei movimenti scenici fra gli attori richiama alla mente i combattimenti fra i cobra e le manguste, e il testo drammaturgico diventa un patchwork lessicale che spazia dall’endecasillabo al turpiloquio, a marchiare con enfasi i momenti emotivi di questo o quel personaggio che, incastonati in una realtà contemporanea, fanno uso di ogni squisito lessico verbale per imporre la propria linea di pensiero.

I costumi rinascimentali lasciano il posto ad abiti sartoriali d’alta moda, in cui le due famiglie spiccano per griffe e haute couture.
Una messinscena assolutamente dispotica e incredibilmente attuale nei suoi meccanismi di potere e di causa-effetto.

Una versione contemporanea della congiura, mai portata in scena prima, così come Baz Luhrman fece per Giulietta e Romeo, ambientando in America la storia concepita a Verona, oppure Kenneth Branagh con il suo adattamento per un Amleto che ha luogo nell’800, oppure ancora Coriolano diretto da Ralph Fiennes, che vede la vicenda Shakespeariana aggiornata dall’antica Roma a una location di una Belgrado in mezzo a un conflitto bellico.

Il Cast è composto da: Giovanni Guidelli: Lorenzo De’ Medici; Francesco Grifoni: Giuliano De’ Medici; Vanni Corbellini: Federico da Montefeltro; Gabriele Zini: Conte Riario; Gabriele Giaffreda: Montesecco; Maurizio Pistolesi: Cardinal Salviati; Mirko Batoni: Francesco Pazzi; Henrj Bartolini: Papa Sisto IV; Alessio Sardelli: Soderini; Diego Conforti: Luigi Pulci; Gabriele Bocciarelli: Jacopo Pazzi; Simone Berti: Renato Pazzi; Francesco Mattonai: Baroncelli. Le 3 Grazie: Maya Quattrini, Veronica Mele, Chiara Maccioni.

Redazione Nove da Firenze