TAV: Tunnel e Stazione secondo gli Architetti di Firenze

L'Ordine degli Architetti: “Il futuro dell'area non deve dipendere solo da calcoli economici, ma da quello che è necessario per lo sviluppo della città”


Gli Architetti di Firenze intervengono in merito alla discussione sull'Alta Velocità sollevata dal rapporto Costi - Benefici già dibattuto per quanto riguarda la Torino - Lione ed in parte anticipato dal ministro Danilo Toninelli sulla tratta fiorentina con le dichiarazioni rilasciate nelle scorse ore.

“Il vero tema da considerare in questa bagarre contemporanea è il ruolo virtuoso che la politica deve avere nei confronti degli interessi della collettività; l'attuale sorte della stazione Foster è l'ultima tappa di un percorso che già troppe volte ha cambiato direzione dall'iniziale concorso internazionale del lontano 2002. Il futuro della stazione Foster, o quello che diventerà, è una decisione di pianificazione urbanistica demandata all'Amministrazione, certo è che molte delle scelte fatte fino ad oggi sono state in funzione della previsione che in quella parte di Firenze fosse portata l'alta velocità. Se così non sarà più, deve dipendere non solo da puri calcoli economici, visto anche quanto è già stato speso finora, ma da quello che è necessario per lo sviluppo della città.
La pianificazione urbanistica richiede visione strategica e certezze operative. I tempi dilatati che intercorrono tra la progettazione e l'esecuzione di un progetto si prospettano già come un elemento critico che mina l'efficacia dei propositi e delle scelte. Cambiare spesso direzione alla finalità del progetto può solo crearne un aggravio. Investire nelle infrastrutture richiede un intervento coordinato che viene vanificato ogni volta che si arresta la marcia o addirittura si fa dietrofront compromettendo il risultato atteso, da troppi anni, da questa città. Affidare oggi le sorti dell'area a un concorso di idee, per definizione strumento poco operativo in tempi rapidi, significa non rispettare l'interesse collettivo e tradire le legittime aspettative dei cittadini. Demandare al concorso di idee il ruolo di indicare cosa fare di quest'area vorrebbe dire rimandare a chissà quando la realizzazione di qualsiasi cosa, destinando l'area dell'attuale cantiere a un ulteriore, lungo periodo di immobilismo. Queste non sono le finalità di un concorso: il concorso funziona se si danno indicazioni precise e se si ha ben chiaro che cosa sia necessario ottenere, diventando in questi casi, come abbiamo più volte ripetuto, il miglior strumento possibile, quello che offrirà poi la migliore delle soluzioni a quella specifica richiesta dettata dall'amministrazione”.

Redazione Nove da Firenze