Tav sotto l'Appennino: la sicurezza delle infrastrutture dopo il crollo di Genova

L’associazione ecologista Idra ha incontrato il Prefetto di Firenze che ha trasmesso i dati ricevuti


 Palazzo Medici Riccardi ha accolto una delegazione guidata da Girolamo Dell'Olio ed il Prefetto di Firenze Laura Lega ha recepito e rilanciato agli organi competenti le criticità manifestate dall'associazione ecologista Idra. Adesso Dell'Olio ed il vicepresidente Tossani attendono che il sollecito della Prefettura porti ad una relazione che chiarisca le problematiche e rassicuri gli utenti della tratta ferroviaria.
Nove da Firenze ha affrontato il tema nelle scorse settimane, entrando nello specifico delle criticità segnalate dall'associazione fiorentina.

Mentre la notizia di oggi è l'allarme lanciato dal Ministro Danilo Toninelli sui piloni della Autostrada A24, Idra all'indomani del crollo del ponte Morandi invitava ad una riflessione sulla sicurezza di tutte le infrastrutture, anche le più recenti: tra queste c'è la Galleria Tav che unisce Firenze e Bologna passando all'interno dell'Appennino.

Idra sottolinea ancora oggi come la presenza di documenti, pareri, relazioni, segnalazioni, proposte o preallarmi "vengano spesso alla luce solo dopo e per effetto di una tragedia:
 Da questo è nata la lettera inviata al nuovo prefetto di Firenze, Laura Lega, per ottenere garanzie sulle "condizioni di sicurezza presenti lungo i 60 km di gallerie monotubo, prive di tunnel parallelo di soccorso, della linea ferroviaria ad Alta Velocità fra Firenze e Bologna, inaugurata a dicembre 2009".

Questo perché, spiega Dell'Olio “Non abbiamo avuto notizia, dai tempi dell’entrata in esercizio della tratta ferroviaria in oggettodi misure infrastrutturali idonee a fugare il timore che su quella linea, costruita prevalentemente in galleria monotubo, eventi indesiderati come avarie, incidenti o atti di sabotaggio possano provocare conseguenze gravi o gravissime”

Secondo Idra è necessario un "supplemento di verifica delle criticità paventate. Non si tratta qui soltanto, a nostro avviso, di investire in manutenzione e sicurezza. Nel caso della tratta ferroviaria sotterranea TAV Bologna-Firenze, infatti, il problema emerge più a monte: qui è la stessa progettazione dell’opera che appare viziata da frettolosità e imprudenza. Le ‘vie di fuga’ dal tunnel, finestre intermedie poste a distanza reciproca anche oltre i 4 km previsti, invece, dal decreto ministeriale del 2005, sono state concepite e realizzate – per quanto è dato capire - come finestre di cantiere, non come autentiche uscite di sicurezza: se ne considerino al riguardo le caratteristiche quanto a pendenze, tracciati e accessibilità ai mezzi di intervento e di soccorso”.

Per l'Associazione che dagli anni '90 segue la progettazione e la realizzazione dell'infrastruttura ferroviaria ad Alta Velocità resta alta la preoccupazione sul nodo fiorentino. "Su questo punto di rilevanza sociale ed economica - conclude Dell'Olio - ci siamo riservati un nuovo incontro con il Prefetto ed auspichiamo che chi è chiamato oggi ad effettuare una valutazione costi - benefici tenga conto delle prospettive del sottoattraversamento e della Stazione Foster oltre a tutti i documenti prodotti in questi anni dagli ingegneri che ci hanno accompagnato".

Redazione Nove da Firenze